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BCE, ecco il taglio all’1,5%!

Confermate le indicazioni delle principali banche d’affari, che scommettevano su una sforbiciata di questa entità. Jean-Claude Trichet ha dichiarato che non è ancora stato deciso se l’attuale livello dei tassi di interesse sarà quello minimo

di Edoardo Fagnani 5 mar 2009 ore 16:42
La BCE non tradisce le attese. Dopo la pausa di febbraio, nella riunione odierna i vertici della Banca Centrale Europea hanno deciso di tagliare i tassi di interesse di mezzo punto percentuale. Di conseguenza, il saggio di riferimento si è ridotto dal 2% all’1,5%, il livello minimo da quando esiste l’istituto. Confermate, quindi, le indicazioni delle principali banche d’affari, che scommettevano su una sforbiciata di questa entità.
Tra i tanti che puntavano a un taglio di 50 punti base c’erano anche gli esperti di IntesaSanpaolo. “Ci aspettiamo che, anche in forza di un’ulteriore, significativa revisione verso il basso delle stime macroeconomiche trimestrali, la BCE confermi le attese di un taglio dei tassi da mezzo punto all’1,5%”, avevano anticipato gli analisti. Gli esperti avevano precisato che “se ci sono rischi, sia pur a bassa probabilità, sono a nostro avviso per un intervento di entità anche superiore”. Alcuni analisti (pochi, per la verità…) non escludevano la possibilità che l’azione della BCE fosse più incisiva, decidendo per un taglio dei tassi di 75 punti base, con un saggio di riferimento all’1,25%.
La BCE non è stata la sola a confermare la politica monetaria espansiva. Qualche minuto prima delle comunicazioni della Banca Centrale Europea, anche la Bank of England aveva deciso un taglio dei tassi di interesse di 50 punti base. L’istituto inglese ha portato il saggio di riferimento dall’1,0% allo 0,5%, replicando la politica dei “tassi zero” seguita dalla FED.

Le alternative a disposizione della BCE erano poche. La forte discesa dell’inflazione nell’Unione Europea, sulla scia del calo subito dal prezzo dell’energia, a cui si affianca l’attuale scenario recessivo a livello mondiale, non lasciava molta scelta ai componenti dell’istituto. Anche perché le ultime previsioni macroeconomiche sul Pil delle principali aree dell’Europa nell’esercizio in corso indicano in alcuni casi ribassi di oltre il 2% del Prodotto Interno Lordo. Che equivale a una recessione piena!

Ma la BCE guarda già ai prossimi mesi.
Nella consueta conferenza stampa a commento delle decisioni di politica monetaria, il numero uno della banca, Jean-Claude Trichet, ha precisato che non è ancora stato deciso se l’attuale livello dei tassi di interesse sarà quello minimo, anche se ha ricordato che l’istituto sta già adottando misure non convenzionali per affrontare l’attuale situazione di crisi economica. Dopo aver puntualizzato che il taglio del tasso di 50 punti base è stato deciso a maggioranza, Trichet ha dichiarato che la banca centrale sta già valutando nuove misure di intervento e non esclude alcuna alternativa. Tuttavia, il banchiere ritiene che ci siano diversi svantaggi nella politica dei “tassi zero” adottata da altre banche centrali.
D’altra parte il numero uno della BCE non vede segnali di ripresa nel breve periodo. Trichet ritiene che la domanda in Europa resterà debole per tutto il 2009, per poi registrare una graduale ripresa solo a partire dal prossimo anno. Tuttavia, il banchiere ritiene che lo scenario resta ancora caratterizzato da forte incertezza.
A questo proposito lo staff della BCE prevede una variazione del Pil per il 2010 compresa tra il -0,7% e il +0,7%, rivedendo in senso negativo la previsione formulata a dicembre (+0,5%/+1,5%). Nell’esercizio in corso, invece, il Pil dovrebbe registrare una contrazione compresa tra il 2,2% e il 3,2%. Parallelamente, dovrebbero venir meno le pressioni inflattive. La BCE prevede che nell’esercizio in corso l’inflazione nell’area Euro dovrebbe collocarsi tra lo 0,1% e lo 0,7%, un punto percentuale in meno rispetto alle indicazioni di dicembre. Addirittura a metà anno si potrebbe assistere a una flessione dei prezzi. A questo proposito, il numero uno della BCE ha precisato che l’istituto sta monitorando attentamente la dinamica dei prezzi, per evitare di cadere nella trappola della deflazione.
La visione economica di Trichet è cambiata radicalmente negli ultimi mesi. Solo a settembre del 2008 il banchiere vedeva segnali di ripresa entro la fine dello scorso anno.

 

TAG: bce

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