Banco Popolare, i numeri del trimestre
Il management non esclude che il Core Tier 1 possa salire fino a un livello compreso tra il 7,3% e il 7,6%. I giudizi degli analisti
di Edoardo Fagnani 16 mag 2011 ore 17:11L’istituto guidato da Pierfrancesco Saviotti ha chiuso il primo trimestre con un utile netto di 60,04 milioni di euro, in calo del 22,1% rispetto ai 77,1 milioni realizzati negli stessi mesi dello scorso anno. Il Banco Popolare ha segnalato che il contributo di Banca Italease è stato negativo per 20,8 milioni di euro. Di conseguenza, al netto dei numeri della controllata, il Banco Popolare avrebbe registrato un utile netto superiore agli 80 milioni di euro.
In contrazione anche il risultato di gestione che è passato da 313,07 milioni a 264,45 di euro (-15,5%), mentre i proventi operativi sono scesi da 424,94 milioni a 409,56 milioni di euro.
A fine marzo il Core Tier 1 era salito al 6,5% dal 5,7% di inizio anno, grazie all’aumento di capitale da 2 miliardi di euro e al rimborso dei Tremonti Bond. Alla stessa data il Tier 1 e il total capital ratio erano pari rispettivamente al 7,9% e all’11,3%.
Sempre a fine marzo gli impieghi alla clientela ammontavano a 100,7 miliardi di euro, in aumento dello 2,2% rispetto al valore di inizio anno. Alla stessa data i crediti deteriorati ammontavano a 13,5 miliardi di euro, in crescita del 4,5% rispetto al dato di inizio 2011.
I vertici del Banco Popolare hanno segnalato che il livello di patrimonializzazione raggiunto consente di guardare con ottimismo anche nella prospettiva dell’entrata in vigore dei più stringenti requisiti che verranno progressivamente introdotti in base agli accordi di Basilea 3.
Il management, infatti, non esclude che il Core Tier 1 possa salire fino a un livello compreso tra il 7,3% e il 7,6%, anche attraverso le cessione di attività considerate non strategiche. I vertici dell’istituto hanno ricordato che una delle attività non strategiche che potrebbe essere ceduta è la quota del 19% nella joint-venture Agos-Ducato con il Credit Agricole.
Inoltre, il management ha evidenziato che la conversione del bond da 1 miliardo di euro, emesso a fine marzo del 2010 e convertibile dopo 18 mesi dalla data di emissione, avrebbe un impatto potenziale per ulteriori 105 punti base. Tuttavia, al momento, la conversione del bond non è in programma.
Non si sono fatti attendere i giudizi degli analisti.
Dopo la diffusione dei risultati trimestrali gli analisti di Intermonte hanno limato da 2,4 euro a 2,3 euro il target price sul Banco Popolare, in seguito alla riduzione delle stime sull’utile per azione per il triennio 2011/2013. Gli esperti hanno confermato il giudizio “Neutrale.
Anche UBS ha ridotto il prezzo obiettivo sull’istituto, portandolo da 2,2 euro a 2,15 euro. Gli esperti hanno ribadito il rating “Neutrale” e hanno segnalato che la qualità dell’attivo resta in punto debole dell’istituto.
Inoltre, la Consob ha comunicato che il 12 maggio (quindi prima della diffusione dei risultati trimestrali) Norges Bank ha ridotto all’1,751% la partecipazione detenuta nel capitale del Banco Popolare. In precedenza, l’istituto norvegese era accreditato del 2,02% dell’istituto guidato da Pierfrancesco Saviotti.
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