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Bancari: Credit Suisse torna ad occuparsi di Unicredit, UBI e MPS

Credit Suisse ha ricominciato a coprire Unicredit, UBI Banca e MPS. E ha confermato il giudizio su IntesaSanpaolo. Sulle banche italiane Credit Suisse è "selettivamente costruttiva"

di Mauro Introzzi 2 nov 2017 ore 12:38

Sotto la lente i bancari italiani. Dopo le recenti promozioni di Standard & Poor's, che hanno fatto seguito all'upgrade ricevuto dal debito italiano, anche gli analisti equity tornano ad occuparsi degli istituti di casa nostra. Credit Suisse ha infatti ricominciato a coprire Unicredit, UBI Banca e Monte dei Paschi di Siena. E ha confermato il giudizio su IntesaSanpaolo.

In generale, sulle banche italiane, Credit Suisse è "selettivamente costruttiva", visto che attende una normalizzazione del costo del rischio e vede un proseguimento della ristrutturazione.

A supporto del comparto anche il trend relativo al trattamento dei non performing loans, che nella prima metà del 2018 dovrebbero calare fino a una somma pari a 70 miliardi di euro, con lo stock in calo del 36% dal 2016.

 

CREDIT SUISSE: I GIUDIZI SU INTESASANPAOLO, UNICREDIT, UBI BANCA E MPS

banca-insegnaLa banca ha confermato il suo "outperform" (farà meglio del mercato) su IntesaSanpaolo - unico titolo del report di queste ore sui bancari che aveva giù sotto copertura - con un target price di 3,2 euro, un valore che incorpora un upside di circa il 10% rispetto alle redenti quotazioni.

Al titolo Unicredit è stato invece assegnato un giudizio "neutrale" con un prezzo obiettivo pari a 18,6 euro, che incorpora un upside del 6% circa.
Favorevole il rating assegnato a UBI Banca ("outperform" - farà meglio del mercato) con un target price, di 5,15 euro, che agli attuali corsi del titolo assicurerebbe un potenziale di apprezzamento del 24% circa.

È "underperform" (farà peggio del mercato), infine, il giudizio assegnato a Monte dei Paschi di Siena. Il suo target price è di 4,28 euro, il 10% in meno circa rispetto ai prezzi attuali.

IntesaSanpaolo e UBI Banca sono le top pick (ossia i titoli valutati meglio) di Credit Suisse.

UBI BANCA: IL GIUDIZIO DI CREDIT SUISSE

Gli analisti di Credit Suisse ritengono che l’istituto lombardo stia mostrando un forte impulso per quanto riguarda la fase di ristrutturazione e abbia grandi potenziali di incrementare i propri ricavi grazie all’integrazione delle 3 brigde bank acquisite (Nuova Banca Marche, Nuova Banca Etruria e Nuova Carichieti).

La profittabilità di queste ultime, combinata con altri benefici inseriti nell’operazione, saranno secondo il Credit Suisse un buon supporto per la crescita del titolo UBI Banca in borsa.

Con un multiplo 0,57x di prezzo sul valore di libro tangibile (price to tangible book value - PTBV) atteso per il 2018 e un ritorno del patrimonio netto tangibile (return on tangible equity – ROTE) medio del periodo 2018-2021 pari al 6,7% gli esperti di Credit Suisse pensano che il prezzo dell’azione sia economico.

Nell’analisi dell’istituto il continuo miglioramento della qualità dell’attivo sarà un catalizzatore per l’azione.

Tra i rischi, invece, un tasso di copertura dei crediti più bassa del settore e il mancato raggiungimento del target sulle commissioni nette.

 

UNICREDIT: IL GIUDIZIO DI CREDIT SUISSE

Unicredit è vista come una storia di ristrutturazione e come un player caratterizzato da una qualità dell’attivo a basso rischio. L’analisti del Credit Suisse evidenzia che l’Italia è in realtà meno profittabile di quanto possa apparire.

Secondo gli esperti l’esternalizzazione del business dell’asset management potrebbe essere non ottimale in termini di mix dell’attività e di profittabilità futura.

Con un prezzo sul valore di libro tangibile (price to tangible book value - PTBV) atteso per il 2018 di 0,73x e un ritorno del patrimonio netto tangibile (return on tangible equity – ROTE) medio del periodo 2018-2021 del 7,3% Credit Suisse ritiene che Unicredit sia correttamente valutata.

Tra i rischi al ribasso quello di non raggiungere i target sui ricavi. Ma il gruppo potrebbe invece battere gli obiettivi sul CET1 ratio.

I cambi sul tema della governance (con la cancellazione del limite del 5% sui diritti di voto) e la chiusura dell’operazione di cessione degli Npl in corso saranno i catalizzatori per l’azione nell’immediato futuro.

 

MPS: IL GIUDIZIO DI CREDIT SUISSE

Il piano al 2021 di Monte dei Paschi di Siena, tornata alle quotazioni dopo 10 mesi di sospensione e una ricapitalizzazione precauzionale, appare complesso ma gli analisti di Credit Suisse pensano che i target sui costi siano credibili, considerando anche che la Banca Centrale Europea controllerà rigorosamente la loro dinamica.

Secondo gli esperti i maggiori rischi arrivano dalla qualità degli attivi, con gli unlikely to pay che potrebbero trasformarsi in non performing, e dai ricavi. Rischi addizionali potrebbero arrivare dalla nuova normativa sul trattamento dei crediti deteriorati in arrivo dall’Europa. Ma l’esecuzione della cartolarizzazione dei crediti e l’eventuale ritorno dell’azione su un paniere principale (FTSE MID CAP o FTSE MIB) potrebbero fare da catalizzatore al titolo.

Tra le possibilità di rialzo Credit Suisse cita il continuo miglioramento della qualità dell’attivo, l’andamento dei ricavi e l’appeal per operazioni di M&A.

Tuttavia, con un prezzo su valore di libro tangibile (price to tangible book value - PTBV) atteso per il 2018 di 0,57x e un ritorno del patrimonio netto tangibile (return on tangible equity – ROTE) medio del periodo 2018-2021 del 5,2% Credit Suisse ritiene che i rischi non siano correttamente prezzati nell’azione Montepaschi.

Questo scritto è redatto a solo scopo informativo, può essere modificato in qualsiasi momento e NON può essere considerato sollecitazione al pubblico risparmio. Il sito web non garantisce la correttezza e non si assume la responsabilità in merito all’uso delle informazioni ivi riportate.
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