Banca Imi taglia la valutazione di Bolzoni
Gli esperti di Banca Imi, specialist del titolo a Piazza Affari, hanno fatto una recente visita alla compagnia ed hanno individuato una serie di fattori che potrebbero creare incertezze. Così la banca d'affari ha comunque confermato la sua indicazione d'acquisto ma abassato il target price sulla società
di Valentina Besana 23 lug 2008 ore 15:31
La società
Bolzoni è stata costituita nel 1972, anche se le origini dell'attività risalgono al 1945, quando i capostipiti della famiglia Bolzoni cominciarono a produrre mezzi meccanici per l'agricoltura convertendo a tale scopo le Jeep abbandonate dall'esercito americano dopo la fine della seconda guerra mondiale. Bolzoni è la capofila di un gruppo, attivo nella progettazione, produzione e commercializzazione di attrezzature per carrelli elevatori e per la movimentazione industriale. Nel 2001, l'ingresso di Banca Intesa nel capitale di Bolzoni ha favorito l'espansione dell'azienda, culminata con l'acquisizione, sempre nel 2001, della società finlandese Auramo OY. Questa acquisizione ha dato il via alla forte crescita internazionale dell'azienda.
I prodotti di Bolzoni possono essere suddivisi in tre categorie:
- Attrezzature per carrelli elevatori. Le attrezzature comprendono una gamma di venti famiglie di prodotti applicati ai carrelli elevatori frontali ed utili ad ottimizzare la movimentazione dei carichi. Questa tipologia di prodotti resta il core business del gruppo.
- Piattaforme elevatrici. Sono tutte le macchine di sollevamento elettro-idraulico a pantografo, escluse quelle per le attività di manutenzione (pantografi multipli), quali prodotti suscettibili di un utilizzo autonomo.
- Transpallet manuali. Si tratta del carrello a sollevamento idraulico e trazione manuali per lo spostamento su brevi distanze di carichi limitati (massimo trenta quintali), generalmente utilizzato anche nella grande distribuzione per spostamenti interni ai magazzini di vendita.
Il modello di business di Bolzoni prevede la presenza diretta del gruppo dalla produzione alla distribuzione del prodotto finito. Secondo la società, questo modello garantisce flessibilità ed efficienza nella produzione e nella distribuzione, nonché il mantenimento di uniformi standard qualitativi del prodotto a prescindere dallo stabilimento d'origine. Bolzoni si avvale anche di fornitori indipendenti, principalmente dislocati nelle aree limitrofe ai singoli stabilimenti, ai quali viene affidata la produzione di componenti non strategici e semilavorati a disegno, nonché la produzione di modelli poco complessi. Con questi fornitori i rapporti sono gestiti sulla base di singoli ordinativi.
I conti del primo trimestre 2008
Bolzoni ha registrato un fatturato di pari 37 milioni di euro, in crescita del 4,8% rispetto allo stesso trimestre del 2007. L'ebitda si è attestato a 4,4 milioni di euro, cioè -1,2% rispetto al periodo di riferimento, mentre l' ebit è stato pari a 3,1 milioni (-7,6% rispetto al primo trimestre 2007). Il risultato consolidato prima delle imposte è stato di 2,4 milioni con una flessione del 19,7% e l'indebitamento finanziario netto al 31 marzo 2008 è risultato pari a 27,2 milioni di euro, in aumento rispetto ai 25,9 milioni del 31 dicembre 2007.
L'analisi di Banca Imi
Gli esperti di Banca Imi (in un'analisi datata 21 luglio) hanno fatto una recente visita alla compagnia: gli esperti dell'istituto di credito sono specialist del titolo. Una serie di fattori, che potrebbero creare incertezze, sono stati notati:
- Il trend generale dei mercati emergenti ed Europei, che fino ad ora hanno contro-bilanciato il rallentamento delle attività americane. Il calo registrato a maggio però, potrebbe essere un segnare di rallentamento del prossimo semestre.
- La performance del gruppo fino ad ora è stata sostanzialmente allineata a quella prevista nel business plan.
- L'aumento dei prezzi deciso nei mesi scorsi è adesso a pieno regine e ha controbilanciato l'impennata del costo delle materie prime.
- Il ritardo di alcuni progetti di sviluppo, che non permetterà alla società di raggiungere il target di fatturato di 7 milioni di euro.
Il management ha confermato la sua guidance per l'anno in corso (fatturato tra i 155 e i 158 milioni ed ebitda di 20,5/22 milioni), ma ha sottolineato che se la situazione nei prossimi sei mesi dovesse peggiorare potrebbe essere difficile raggiungere gli obiettivi prefissati.
Banca Imi ha limato leggermente i suoi obiettivi 2008, sia a livello di vendite che di margine operativo lordo (-5% a 19 milioni di euro quest'ultimo dato). Questo perché:
- il business "fork" farà registrare ricavi in calo a 5,5 milioni di euro.
- Un cambio euro/dollaro meno favorevole.
Le altre previsione di tutte le restanti voci del conto economico sono rimaste invariate. Banca Imi conferma il suo "buy" (acquistare) con un target price in calo da 4,5 a 3,2 euro per azione.
Tra i maggiori rischi per il gruppo:
- Un'inversione del trend positivo europeo, che ha ancora visibilità modesta.
- Un aumento maggiore del previsto del costo delle materie prime.
- Un ulteriore indebolimento del dollaro nei confronti dell'euro.

