Banca Imi conferma il consiglio d'acquisto su Uniland
Secondo gli analisti di Banca Imi i conti dei primi tre mesi dell'anno sono stati influenzati da l'inclusione di Uni.Re Holding e un momento di debolezza del settore, a causa del decremento delle vendite di case private.
di Valentina Besana 2 lug 2008 ore 14:14
La società
UniLand è nata dalla riconversione delle attività del gruppo Perlier, dopo che nel 2005 Cem Lux ha rilevato il controllo della società che fino ad allora si occupava prevalentemente di attività nel settore cosmetico.
La società ha assunto la nuova denominazione a inizio 2006.
UniLand spa risulta essere la capofila del gruppo UniLand operativo nel settore dello sviluppo immobiliare.
Il gruppo si divide sostanzialmente in tre aree di business:
- divisione sviluppo e building. UniLand si occupa l'acquisizione di beni immobili (prevalentemente di terreni agricoli o con basso grado di edificabilità) e nella successiva vendita degli stessi una volta valorizzati dal punto di vista urbanistico ed eventualmente migliorati dal punto di vista strutturale.
- divisione fondi immobiliari. In questo caso la società è attiva nella realizzazione di strutture immobiliari a reddito con il sistema dei fondi immobiliari.
- divisione franchising immobiliare.
UniLand si occupa della gestione e della crescita della rete di agenzie immobiliari distribuite sul territorio nazionale (Uni Re). I principali asset immobiliari sono situati principalmente nella regione Emilia Romagna (Bologna, Ravenna, Ferrara), anche se il gruppo sta guardando ad altre regioni italiane (Lazio, Marche, Lombardia). UniLand è quotata al segmento STAR di Borsa Italiana dal giugno del 2007.
I conti del primo trimestre del 2008
I ricavi si sono attestati a 3,5 milioni di euro nel 1° trimestre del 2008, 2,1 milioni in più rispetto allo stesso periodo 2007. Il risultato operativo è stato pari a 532mila euro mentre l'utile ante imposte è stato negativo per 948mila euro. Anche il risultato netto è negativo, si è attestato infatti a -1,09 milioni di euro, contro i -584 mila euro del periodo di riferimento di un anno prima. La posizione finanziaria è negativa al 31 marzo 2008 per 115 milioni di euro, contro i -85 milioni del 31 dicembre 2007.
L'analisi di Banca Imi
Secondo gli analisti di Banca Imi, in un'analisi datata 25 giugno, i conti dei primi tre mesi dell'anno sono stati influenzati da:
- L'inclusione di Uni.Re Holding ed altre acquisizioni nel perimetro di consolidamento.
- Un settore debole, a causa del decremento delle vendite di case private.
La società è entrata anch'essa nel business del fotovoltaico attraverso un accordo di joint venture con Idea Solare Holding Srl. Lo scopo della partnership è lo sviluppo di impianti di produzione di energia solare e comporta un investimento "ambizioso" (così lo definiscono gli esperti) di 600 milioni di euro, per la produzione di 110Mw nei prossimi cinque anni. UniLand si dovrebbe accollare il 15% circa dell'investimento con le risorse a disposizione, mentre il restante 85% attraverso l'apertura di nuove linee di credito. Nel 2007 la società aveva un rapporto indebitamento/patrimonio netto basso (al 24%). La valutazione della banca d'affari sulla società esclude sia l'acquisizione di Eredità Borghese che la join venture con Solar Joint, perché gli esperti preferiscono attendere una maggiore visibilità sui due progetti e anche i prossimi sviluppi.
La prossima stima di CBR Ellis (società indipendente di analisi immobiliari), che dovrebbe arrivare a breve, dovrebbe includere anche la parte di terreni agricoli di Eredità Borghese. Gli esperti valutano quest'ultima intorno ai 6 milioni di euro, la cifra pagata a Sandro Chiappini per il 50% della società. Nel frattempo, però sottolineano gli analisti, i piani di sviluppo previsti proprio per Eredità Borghese sono stati bloccati, a causa di alcune dispute tra la stessa UniLand e Massimo Chiappini. Poca visibilità inoltre per il fatturato relativo all'attività di trading, per colpa della debolezza del settore e dei prossimi progetti di sviluppo, come Eredità Borghese. Giudizio "buy" (acquistare) con un target price di 36 centesimi di euro per azione.

