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Aumento di capitale Unicredit: come si sono mossi i vertici del gruppo

Spulciando tra le segnalazioni di internal dealing pubblicate da Borsa si trovano varie comunicazioni relative all’aumento di capitale di Unicredit. Ecco le mosse dei vertici

di Mauro Introzzi 21 gen 2010 ore 14:51
Negli ultimi giorni, spulciando tra le segnalazioni di internal dealing (le operazioni compiute da persone rilevanti in una determinata società) pubblicate da Borsa Italiana, si trovano varie comunicazioni relative all’aumento di capitale di Unicredit. Molti dei vertici della banca guidata da Alessandro Profumo hanno deciso di sottoscrivere nuove azioni.

Ad inaugurare la serie è stato proprio il numero uno dell’istituto. Profumo,
nei primissimi giorni dell’operazione, ha sottoscritto poco più di 505mila azioni, per un controvalore di poco meno di 805mila euro

Poi è stata la volta di Piero Gnudi.
Quest’ultimo, uno dei membro del consiglio di amministrazione, in data 13 gennaio ha sottoscritto, attraverso la holding Simbuleia, 124,5mila nuove azioni dell’istituto, sborsando complessivamente poco meno di 198mila euro. Lo stesso giorno Gnudi ha anche acquistato 322,6mila diritti per acquisire nuove azioni di Unicredit, spendendo altri 32,7mila euro. Sempre il 13 gennaio il manager ha sottoscritto direttamente 27,1mila nuove azioni di Unicredit, per un esborso di poco più di 43mila euro.

Due giorni dopo Paolo Fiorentino,
il vice amministratore delegato di Unicredit, ha sottoscritto 67mila nuove azioni della banca, spendendo complessivamente 106,5mila euro.
Poi è toccato a Roberto Nicastro, Deputy CEO e responsabile dell’area “Retail Strategic Business”, che ha sottoscritto 106.680 azioni, per un controvalore di 169.514 euro.

Il 19 gennaio Luigi Maramotti, membro del consiglio di amministrazione di Unicredit in maniera diretta e attraverso alcune holding, ha sottoscritto circa 16,7 milioni di nuove azioni dell’istituto, sborsando complessivamente circa 26,6 milioni di euro.
Infine è toccato al presidente Dieter Rampl. Secondo le comunicazioni di internal dealing di Borsa Italiana il banchiere tedesco ha sottoscritto 40.404 azioni, per un totale di 64.202 euro.

Da segnalare invece che c’è anche chi ha venduto alcuni titoli. È il caso di Carlo Pesenti, membro del board del gruppo. Il numero uno di Italcementi, l’11 gennaio, ha ceduto 29.553 azioni a un prezzo medio di 2,33 euro incassando poco meno di 69mila euro.

Prima dell’avvio dell’aumento di capitale era invece arrivato l’ok da parte delle principali fondazioni della società.

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