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Aumento di capitale Unicredit: analisti e i rating sul debito

Dopo l’ufficializzazione dei valori relativi all’aumento di capitale 2017 di Unicredit gli analisti hanno rivisto i loro prezzi obiettivo sul titolo dell’istituto guidato da Jean Pierre Mustier. Dal prospetto informativo, invece, gli ultimi rating sul debito delle principali agenzie.

di Mauro Introzzi 14 feb 2017 ore 11:15

In questi giorni alcuni analisti hanno rivisto la valutazione su Unicredit; l’aumento di capitale, partito lunedì 6 febbraio, ha “costretto” le banche d’affari che seguono l’istituto guidato da Jean-Pierre Mustier a modificare i target price, anche per tenere in considerazione il nuovo prezzo delle azioni, calcolato al netto del valore dei diritti necessari per sottoscrivere l’operazione.

Dal prospetto informativo, invece, gli ultimi rating sul debito delle principali agenzie.


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UNICREDIT: GLI ULTIMI GIUDIZI DEGLI ANALISTI

unicredit-gae-aulenti Le ultime indicazioni in ordine temporale sono state quelle di Deutsche Bank e di UBS.
Nel dettaglio, gli analisti dell’istituto tedesco hanno rivisto il target price su Unicredit, portandolo da 38 euro a 16 euro, in conseguenza all’avvio dell’aumento di capitale e dello stacco dei diritti; gli esperti hanno anche limato le stime sull’utile per azione per il biennio 2018/2019, ma hanno confermato l’indicazione di acquisto delle azioni.
UBS, invece, ha alzato da 13,2 euro a 13,8 euro il prezzo obiettivo sulla banca, ribadendo il giudizio “Neutrale”.
In precedenza, gli analisti di S&P Global MI avevano alzato da 13 euro a 16 euro il target price sull’istituto, in seguito al miglioramento della stima sull’utile per azione per l’anno in corso; gli esperti avevano anche migliorato il giudizio e ora consigliano di acquistare le azioni con convinzione.
La scorsa settimana Equita sim aveva tagliato da 34,9 euro a 16,4 euro il prezzo obiettivo su Unicredit, proprio per considerare lo stacco del diritto relativo all’aumento di capitale. Per lo stesso motivo Banca Akros aveva ridotto da 32 euro a 18,8 euro il target price sull’istituto. Tuttavia, gli esperti delle due banche d’affari avevano ribadito l’indicazione di acquisto delle azioni.

 

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UNICREDIT: ULTIMI RATING DELLE AGENZIE

La documentazione informativa che accompagna l’operazione di ricapitalizzazione Unicredit riporta anche gli ultimi rating delle agenzie che seguono la società in termini di rating. Alla data dell’avvio dell’aumento erano 3 le società che attribuivano un rating all’istituto: Standard & Poor’s, Moody’s e Fitch Ratings.
Di seguito la tabella con i rating aggiornati di Unicredit. Le ultime indicazioni sull’esposizione della banca sono della seconda metà del mese dello scorso dicembre, pubblicati in seguito alla presentazione del Piano Strategico 2016-2019:

 

Agenzia di Rating Rating a lungo termine Rating a breve termine Outlook Data dell'ultimo aggiornamento
Standard and Poor's BBB- A-3 Stabile 20 dicembre 2016
Moody's Baa1 P-2 Stabile 19 dicembre 2016
Fitch Ratings BBB+ F2 Negativo 22 dicembre 2016

 

Nel dettaglio, lo scorso 20 dicembre 2016 S&P ha confermato il rating “A-3” e “BBB-” relativi rispettivamente al debito a breve termine e a lungo termine della banca. Secondo l’agenzia sebbene l’implementazione del piano strategico al 2019 potrebbe determinare effetti positivi, deve ritenersi improbabile che tale circostanza risulti sufficiente ad attribuire ad Unicredit un rating superiore a quello del debito sovrano dello Stato Italiano. Un eventuale downgrade nella classificazione del debito sovrano italiano potrebbe comportare un declassamento anche dei rating di Unicredit.

Il giorno precedente, il 19 dicembre 2016, Moody’s aveva confermato il rating “P-2” per quanto attiene il debito a breve termine, il rating “Baa1” per il debito a lungo temine nonché il relativo outlook “stabile” attribuiti a Unicredit. Per Moody’s l’aumento di capitale e la cessione di crediti deteriorati mettono Unicredit in una posizione migliore per far fronte alle sfide derivanti da un andamento negativo delle attività in Italia. Tuttavia potrebbe arrivare una bocciatura se la riduzione dei crediti deteriorati risulti inferiore alle attese, se i requisiti di capitalizzazione patrimoniale non vengano soddisfatti o se gli obiettivi relativi ad una gestione maggiormente efficiente dei costi non vengano conseguiti.

Il 22 dicembre 2016 Fitch aveva confermato il rating relativo ai debiti a lungo termine a livello “BBB+” e il relativo outlook "negativo". I giudizi riflettono la classificazione del debito sovrano di lungo termine dello Stato italiano. Anche secondo Fitch un eventuale downgrade dell’Italia condurrebbe ad un conseguente declassamento anche dei rating di Unicredit.


Alla luce di queste indicazioni, tutte e tre le agenzie di rating categorizzano Unicredit tra gli emittenti non speculativi, con un basso livello di rischio di default.

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