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Atlantia, i preliminari 2009

Crescono i ricavi di Atlantia, nonostante una lieve flessione del traffico. L’indebitamento finanziario netto, a fine anno, era di quasi 10,5 miliardi di euro

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QUOTAZIONI: ATLANTIA
Mauro Introzzi lunedì, 8 febbraio 2010 - 11:30
Il gruppo autostradale ha comunicato i dati relativi al traffico sulla rete in concessione ad Autostrade per l’Italia per l’intero 2009. Da questi dati emerge che c’è stata una contrazione dello 0,4% rispetto al 2008, con i veicoli leggeri che hanno evidenziato un incremento dell’1,8% a fronte di una flessione del 7,5% del traffico della componente veicoli pesanti.

Sulla base dell’andamento del traffico autostradale, il gruppo stima, per l’esercizio 2009, ricavi preliminari per circa 3,6 miliardi di euro, in crescita di circa il 3,5% rispetto al 2008. Il margine operativo lordo dovrebbe aver raggiunto i 2,2 miliardi di euro, in aumento di circa il 4% rispetto all’anno precedente.
Il flusso di cassa operativo è atteso a quota 1,4 miliardi di euro. Un livello sostanzialmente invariato rispetto al 2008.

La nota del gruppo ha parlato non solo di risultati economico-finanziari ma anche di investimenti ed esposizione. Atlantia specifica che nel corso del 2009 si è registrata “una decisa accelerazione degli investimenti” delle società controllate del gruppo per il potenziamento della rete, pari a oltre 1,3 miliardi di euro, con un aumento del 14% rispetto al 2008.

L’indebitamento finanziario netto, a fine anno, era di quasi 10,5 miliardi di euro, con un incremento di circa il 7% rispetto al dato di fine 2008. L’esposizione è cresciuta principalmente a causa dell’accelerazione del programma di investimenti in corso e per l’acquisizione delle partecipazioni sudamericane rilevate dal Gruppo Sacyr. A fine 2009 Atlantia disponeva di riserve di liquidità per 4,5 miliardi di euro al servizio degli impegni di investimento.

Il numero uno della società, Giovanni Castellucci, ha evidenziato come il gruppo, nel 2009, abbia potuto raccogliere 4,2 miliardi di euro di risorse sui mercati finanziari internazionali grazie all’emissione di prestiti obbligazionari e al ricorso a fonti alternative di finanziamento a costi competitivi, allungando la durata media del debito da 6 a 8 anni.

Nei giorni scorsi, intanto, dalle comunicazioni Consob sulle partecipazioni rilevanti è emerso che alcuni azionisti hanno ridotto le loro quote. Blackrock, lo scorso 27 gennaio, ha portato la propria partecipazione sotto la soglia del 2% del capitale di Atlantia. Dallo scorso 1 dicembre l’investitore statunitense aveva in portafoglio il 2,217% delle quote del gruppo autostradale.

La banca elvetica Ubs, invece, ha ridotto al 2,462% (l’1,928% della quota è senza diritto di voto) la sua partecipazione in Atlantia. L'operazione è stata effettuata il 22 gennaio scorso. In precedenza, dallo scorso 30 novembre 2009, l’istituto svizzero aveva in portafoglio il 3,977% del capitale di Atlantia (il 2,799% era senza diritto di voto).

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