ASSEMBLEA BNL SPA – ROMA, 27/04/2007
Intervento di Antonio Spinelli, Presidente di Azione BNL
L’unica motivazione per la nostra presenza è la rappresentanza dei Piccoli Azionisti, ad oggi, composta solo, per quanto a noi noto, da dipendenti o ex dipendenti.
L’avvenuto de-listing anche delle risparmio fa sì che la capacità di rappresentanza collettiva sia ulteriormente ridotta rispetto a quanto previsto dalla Legge Draghi, dalla nostra esperienza e dal protocollo conseguentemente sottoscritto con BNL.
Siamo gli unici soci insieme a BNP; abbiamo sempre garantito la presenza costruttiva in ogni occasione della vita aziendale recente. Continuiamo a rilevare che il nostro essere soci è ignorato dall’Azionista di maggioranza, altrimenti ci saremmo accorti di ogni segnale di sensibilità, sia pur minimo, ivi compresa la possibilità di facilitazione degli interventi per delega dei piccoli azionisti, preventivamente concordata in tempo utile.
Prendiamo atto che in BNL continuano a susseguirsi assemblee straordinarie, nessuna delle quali affronta il tema dei Piccoli azionisti e della loro necessità di rappresentanza.
Un anno fa abbiamo chiesto la quotazione di BNP a Milano per consentire il reinvestimento del ricavo dell’OPA su BNL: BNP Paribas ha ritenuto utile solo di cogliere l’occasione di quotazione su MTA, concedendo alla clientela BNL di operare franco commissioni.
L’azionista BNL che avesse acquistato BNP sul mercato il 20 Luglio 2006, giorno del de-listing, reinvestendo il ricavo del proprio investimento, avrebbe pagato 24,93 azioni BNL per una azione BNP Paribas. Meglio ancora per quegli azionisti di Risparmio che hanno ricevuto fino a € 3,90 sul mercato, con un recesso comunque superiore a € 3,40. Una differenza dal 15 al 25% in più rispetto alle azioni ordinarie, bloccate, dei dipendenti ed ex dipendenti BNL, la cui prospettiva è invece un con cambio a 27 azioni BNL contro 1 BNPP.
Al contrario, ci risulta che la generalità dei dipendenti del gruppo BNP Paribas hanno la possibilità di acquistare a sconto piani di investimento in azioni della capogruppo. Ad un anno di distanza, ancor non abbiamo idea di quali siano i progetti per favorire l’azionariato dei dipendenti BNL, unici discriminati nell’intero gruppo.
Un chiaro segnale nella direzione dell’azionariato dei dipendenti sarebbe quello di riavviare un percorso di pagamento del premio annuale in azioni della Capogruppo, oltre all’equiparazione immediata dei dipendenti del gruppo BNL per l’accesso ai piani di investimento in azioni a prezzo agevolato.
Questo consentirebbe alla popolazione dei dipendenti del gruppo BNL di avviare il processo di costituzione di un’Associazione unitaria ed indipendente per rappresentare, con gli opportuni strumenti (protocollo e regole) l’azionariato diffuso di BNP Paribas in Italia.
Avanziamo fin da subito la richiesta di creazione di un tavolo tecnico per integrare e superare i contenuti del Protocollo in essere tra BNL e Piccoli Azionisti, per la realizzazione di una entità rappresentativa in grado di rispondere alle regole italiane, francesi ed europee.
Per la doverosa precisione, gli azionisti BNP Paribas (in particolare i Piccoli) con titoli depositati presso BNL, stimolati ad investire dalla Capogruppo, non sono a tutt’oggi a conoscenza di come farsi rappresentare all’Assemblea degli Azionisti del prossimo 15 maggio. Questa è una curiosa dimenticanza da parte del management di un gruppo i cui “Valori” sono fondati “sull’impegno di promuovere la partecipazione azionaria dei dipendenti. ed il dialogo sociale” oppure una evidente contraddizione sui principali Valori deontologici di BNP.
Sul Bilancio sembrerebbe quasi inutile riaffermare nuovamente quanto abbiamo ampiamente previsto e precisato nelle passate assemblee, sul reinvestimento degli utili nell’esclusivo interesse dell’azionista di maggioranza , che incasserà dal 2008 i cospicui dividendi rivenienti dalla ristrutturazione aziendale avviata. Ma allora non ci saranno più azionisti di minoranza.
E’ per questo che, in mancanza di segnali positivi per i piccoli azionisti, ci asteniamo dall’esprimere un voto sull’ultimo bilancio di BNL Spa presentato all’approvazione di un’assemblea di azionisti.
Circa il punto propostoci di deliberare i compensi spettanti ai componenti il CdA, ripetiamo in questa occasione quanto dichiarato nell’aprile 2006:
“gli Amministratori svolgono una importante e delicata attività. E’ giusto che ad essa corrisponda una remunerazione idonea a fronte del loro impegno, anche temporale e di approfondimento.
Negli anni passati ci siamo trovati a denunciare per casi ed importi rilevanti, che non apprezzavamo gli “amministratori e managers cicala”; questo rimane il punto di vista degli azionisti “formica”, e di tutte le altre formiche che alimentano il conto economico della Banca dal lato dei ricavi. Non essendo il nostro peso azionario adeguato ad influenzare una decisione, il nostro voto di astensione equivale ad un invito agli Amministratori a praticare la moderazione”.