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Ancora in rosso. E sui minimi

In negativo per Piazza Affari, dove sembra essere aumentata la volatilità e si è chiuso sui minimi di giornata. Il mercato ha infatti cambiato più volte direzione nel corso della seduta. Male Fiat

di Mauro Introzzi 21 set 2011 ore 17:47
Seduta in negativo per Piazza Affari, dove sembra essere aumentata la volatilità e si è chiuso sui minimi di giornata. Il mercato ha infatti cambiato più volte direzione nel corso della seduta. In difficoltà i bancari, con qualche eccezione, mentre le galassia Fiat ha visto scivolare il titolo dell’auto e salire quello industriale.
In difficoltà anche le altre piazze del Vecchio Continente, mentre a Wall Street tutti gli occhi sono puntati sulla Fed, più in particolare sulla riunione del FOMC.

Il FTSEMib è sceso dell’1,65% a 14.120 punti
mentre il FTSE Italia All Share ha perso l’1,37% a 15.013 punti. Segno negativo per il FTSE Italia Mid Cap (-0,15%) mentre il FTSE Italia Star è salito dello 0,28%.
Nella seduta di oggi il controvalore degli scambi è stato pari a 2,08 miliardi di euro, in rialzo rispetto agli 1,99 miliardi di euro di ieri. Su 327 titoli trattati, 109 hanno terminato la giornata con un rialzo, mentre i ribassi sono stati 200. Le restanti 18 azioni sono rimaste ferme sui valori di chiusura di ieri. L’euro quota sotto gli 1,37 dollari. L’oro veleggia a quota 1.800 dollari l’oncia mentre il petrolio viaggia vicino agli 88 dollari al barile.

Seduta decisamente negativa per Fiat (-5,9% a 4,054 euro)
. Gli analisti di Moody's hanno deciso di abbassare a "BA2" il loro rating sull'esposizione del gruppo, confermando un outlook con implicazioni negative. Alla base del downgrade la forte dipendenza fra Fiat e Chrysler. Un elemento che, contrariamente a quanto pensa Sergio Marchionne, per gli esperti di Moody's potrebbe rappresentare un elemento di rischio.
Nella giornata di ieri il suo amministratore delegato, Sergio Marchionne, ha confermato che il Lingotto, per il 2011, stima di registrare 58 miliardi di ricavi, un utile netto di 1,7 miliardi di euro e debiti a quota 5-5,5 miliardi di euro. Per il 2014, invece, Fiat punta a far ritornare al pareggio le sue attività industriali in Europa. La società ha poi confermato che passerà dal 53,5% al 58,5% del capitale di Chrysler entro la fine dell'anno.

Ma se Fiat Auto ha sofferto Fiat Industrial (+2,84% a 6,345 euro) ha festeggiato. Nella giornata di ieri i vertici della società hanno dichiarato che nel secondo trimestre del 2011 gli ordini Iveco hanno superato la soglia delle 40mila per la prima volta. Si tratta di una soglia che la società non vedeva dal 2008.

Tra i titoli del Ftse Mib in grande spolvero c’è anche Impregilo (+2% a 1,636 euro) e Lottomatica (+1,25% a 11,36 euro).

Tra i bancari c’era grande attesa per il bilancio di Mediobanca (-3,16% a 5,51 euro). Piazzetta Cuccia ha chiuso l'esercizio 2010/2011 con un utile netto di 369 milioni di euro, in calo dell'8% dai 401 milioni di euro dell'esercizio precedente. La flessione è da imputare a poste non ricorrenti negative per 238 milioni di euro. Tra le più rilevanti le rettifiche sulle partecipazioni azionarie (per 155 milioni, di cui 120 milioni riferibili a Telco) e le rettifiche sulle obbligazioni (per 120 milioni, di cui 109 milioni riferibili ai titoli di stato greci). Sulla base di tali risultati i vertici della società hanno deciso di confermare a 0,17 euro per azione il dividendo, la stessa cifra dello scorso esercizio. Se approvata dall'assemblea la cedola verrà messa in pagamento dal 24 novembre prossimo con data di stacco prevista per il 21 novembre.

Novità anche per la Popolare di Milano (-0,96% a 1,237 euro). Anch’essa aveva in agenda un consiglio d’amministrazione. Interpellato sull'imminente aumento di capitale il direttore della banca, Enzo Chiesa, ha dichiarato che i vertici del gruppo ritengono che l'operazione non vedrà inoptato se, come previsto, sarà realizzata contestualmente alla nuova governance. L'importo finale dell'aumento di capitale, indica Chiesa, sarà stabilito nel corso del consiglio previsto il prossimo 27 settembre. Sull'ingresso di Matteo Arpe nel capitale della banca il direttore generale ha ribadito con l'ex numero uno di Capitalia non ci sono stati contatti
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