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Ad un passo dal baratro

Come previsto la volta scorsa il mercato ha corretto, ed ha esteso il movimento del gambero fino ad un passo dal baratro. Ora è il momento della verità: o si riprenderà subito, tenendo in piedi il canale di recupero partito dai minimi di marzo, oppure inizierà un nuovo capitolo che potremmo intitolare “ritorno sui minimi di marzo”.

di Carlo Gatto 28 mag 2008 ore 10:02

La situazione appare molto difficile sul grafico delle 500 principali società USA:

 

 

La volta scorsa avevamo messo in conto una visita ai 1400 punti, ma lo S&P500 ha fatto molto di più: ha tagliato nettamente tale supporto e due sedute dopo ha tagliato anche quello ben più delicato dei 1380 punti. Sotto tale livello, la violazione di 1370 punti porterebbe diritti al supporto dei 1320 punti, dopodichè dovremmo andare a rivedere i minimi dell'anno. Quindi la partita grafica è importante quanto difficile. Lo stesso dicasi per l'indice delle 50 principali società europee:

 


L'indice evidenzia una serie di massimi e minimi decrescenti, che conferma l'operazione correttiva tuttora in atto, anche se bisogna notare come, lungo la successione in discesa, l'altezza degli scalini (linea verticale fucsia) sia ogni volta sempre minore, deponendo a favore di un esaurimento del movimento. Tuttavia è ancora presto per dirlo.

La situazione delle macrovariabili è contrastata. Il petrolio si trova ad attraversare una fase correttiva testando più volte il supporto dei 130 $/bar.

 

 

I movimenti down sono indiscutibilmente delle prese di beneficio. Nei tre grossi movimenti all'ingiù del 22, 23 e 27 maggio, i ribassisti ci hanno creduto sempre con maggior forza, infatti l'inclinazione del ribasso è progressivamente aumentata. Tuttavia ogni volta il prezzo ha incassato facilmente i colpi e si è dimostrato pronto a ripartire.

Sul fronte valutario la situazione si è messa di nuovo male per il dollaro, come d'altronde era facilmente prevedibile per lo spread dei tassi attuale ed atteso. Il biglietto di Washington ha oscillato tra 1,57 ed 1,58 creando una zona di approdo strategica per l'assalto a quota 1,60. Tuttavia, per ora la debolezza del petrolio e dell'oro ha scongiurato il peggio. In ogni caso bisogna tenere conto dell'euro, che sta vincendo la sua campagna contro lo yen e potrebbe rinforzare così tutte le altre linee del fronte, in primis quella contro il biglietto verde.

 

 

I massimi ed i minimi crescenti, testimoniano una forza ritrovata, che potrebbe permettere lo stesso scenario di avanzamento anche nei confronti del dollaro. Considerando che il VIX è tornato sopra quota venti, che il petrolio potrebbe rinforzarsi dopo le ultime prese di beneficio, come pure l'oro, e che il dollaro potrebbe venirne indebolito fino ad 1,60, e considerato che i grafici maggiori si trovano in bilico vicino ai supporti-burrone, si raccomanda la massima prudenza prima di prendere posizione.

 

Sentiment previsto per la prossima settimana: ancora tensione.
Bivio delicato per il mercato.

Renato Paludetto (http://www.renatopaludetto.com/)

2008 (riproduzione riservata)

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