AAA Bretton Woods cercasi
Il disordine finanziario mondiale sta portando ad una situazione drammatica che richiederebbe una nuova Bretton Woods. La Conferenza di allora, nel 1944, riguardava la politica monetaria da perseguirsi nel periodo post-bellico.
di Carlo Gatto 19 mar 2008 ore 14:32Gli accordi prevedevano in particolare, la stabilità dei cambi, la completa e libera convertibilità di tutte le valute, al fine di incoraggiare gli scambi multilaterali, ed infine un sistema di aiuto ai paesi che si fossero trovati in momentanea difficoltà con i loro pagamenti con l'estero. La Conferenza portò anche alla costituzione del FMI e della BIRS, destinati a concedere prestiti ai loro paesi membri, il primo a breve termine, ed il secondo a lungo termine per scopi di sviluppo e produttivi. Oggi ci troviamo in una situazione difficilmente sostenibile, in bilico sul baratro di un possibile crack del sistema del credito. Si tratta di una situazione del tutto nuova, per la quale si renderebbe necessaria una nuova Bretton Woods, dove i paesi protagonisti dovrebbero sedersi attorno ad un tavolo, per discutere e concertare le linee d'azione.
Attualmente ognuno va per i fatti suoi. La Fed taglia i tassi di altri 75 bp, mentre la BCE continua a mantenere la linea dura nella sua versione teutonica antinflativa.
Per la Fed c'è un'esigenza immediata di tamponare le falle del sistema, prestando però il fianco alla ripresa dell'inflazione.
Per quanto riguarda la BCE, faccio solo notare che il differenziale sui tassi non fa altro che rafforzare sempre di più l'euro a scapito del dollaro.
L'indebolimento del biglietto verde farà spostare sempre più gli investitori americani verso le materie prime, che essendo quotate in dollari, rappresentano un passaggio obbligato oltre che un rifugio. Il rincaro delle materie prime continuerà ad alimentare l'inflazione, spingendo la BCE a non tagliare i tassi. Potremmo dire che la stessa politica antinflative della BCE, sta generando inflazione.
Andrebbe discussa anche una strategia di risposta dei paesi OCSE alla politica dei prezzi del petrolio seguita dall'OPEC fino ad oggi. L'ultima affermazione-farsa del cartello è stata che la domanda in calo dei paesi OCSE sarebbe stata compensata da quella proveniente da altre regioni, come da loro previsto...(cioè una presa in giro). La produzione in ogni caso non verrà aumentata.
Intanto le borse stanno cercando di risollevarsi dopo lo scorso lunedì nero.
Anche se il VIX ha raggiunto valori da cardiopalma oltre quota 34, nelle ultime ore sembra ritornare un po' di ossigeno, se non altro per valutare i danni dell'ultimo tornado.
I grafici che trovo più interessanti sono quelli del Dax e dello S&P500. Cominciamo con l'indice tedesco.
Il supporto dei 6400 punti è stato ampiamente violato ed ora l'indice sta testando la resistenza da sotto. Se dovesse confermarla e ridiscendere, il prossimo target sarebbe costituito dai 5800 punti.
L'indice a stelle e strisce si è avvicinato al test dei 1250 punti, ma ha rialzato la testa prima di toccarlo. Il successivo sarebbe fissato a 1200-1180 punti, molto vicino alla linea di ritracciamento del recupero dai minimi del 2002. Forse si è scongiurato il peggio...per ora!
Sentiment previsto per la prossima settimana: negativo.
Il pessimismo regna sovrano
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Renato Paludetto © 2008 (riproduzione riservata)

