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A quanto ammonta l’esposizione delle banche e delle assicurazioni nei PIGS?

La scure delle agenzie di rating sui debiti sovrani dei paesi della zona euro considerati più a rischio ha riportato la paura sui mercati finanziari

di Edoardo Fagnani 29 apr 2010 ore 15:45
La scure delle agenzie di rating, in particolare S&P, sui debiti sovrani dei paesi della zona euro considerati più a rischio ha riportato la paura sui mercati finanziari internazionali.
Se nella giornata di martedì la principale agenzia di rating internazionale aveva tagliato il giudizio sul debito sovrano di Grecia (taglio di tre livelli, con giudizio peggiorato a livello di “spazzatura”) e di Portogallo, ieri l’onta della bocciatura è toccata alla Spagna. Gli analisti di Standard & Poor's hanno tagliato il giudizio sul merito creditizio del paese iberico, portandolo a "AA". L'outlook è stato portato a "negativo" e riflette la possibilità di ulteriori downgrade se la posizione di bilancio deluderà le attese. A poco è valsa la decisione di Fitch che ha confermato a “AAA” il rating sul debito sovrano della Spagna.

Il timore degli addetti ai lavori in Italia è che l’esposizione delle principali società finanziarie italiane nei paesi oggetti del taglio del rating possa appesantire i risultati dei prossimi trimestri, come accaduto in passato in occasione del crack di Lehman Brothers.
Per questo motivo le compagnie quotate hanno immediatamente puntualizzato l’ammontare dell’esposizione in questi stati.

IntesaSanpaolo ha precisato che a fine 2009 l’ammontare dei titoli governativi emessi da Portogallo, Irlanda, Grecia e Spagna (i cosiddetti PIGS) era pari a 1,5 miliardi di euro, un quantitativo pari allo 0,2% dell’attivo complessivo dell’istituto. La banca ha puntualizzato che due terzi dell’esposizione è nei confronti della Grecia.
Unicredit, invece, non ha fornito cifre puntali, ma ha puntualizzato che l’esposizione dell’istituto è trascurabile rispetto all’ammontare dei titoli di stato detenuti a fine 2009, pari a circa 50 miliardi di euro.
I vertici di Monte dei Paschi di Siena, invece, hanno precisato che l’esposizione dell’istituto verso la Grecia ammonta a 20 milioni di euro.
Non sembra destare preoccupazione neppure la posizione del Banco Popolare e di UBI Banca. L’esposizione dei due istituti sui titoli emessi dalla Grecia ammonta rispettivamente a 92 milioni e a 24 milioni di euro. Il totale di attività del Banco Popolare è di 130 miliardi di euro, mentre quello di UBI Banca si attesta a 122 miliardi.
Mediobanca, invece, ha precisato di non essere esposta in titoli di stati emessi dalla Grecia.
Mediolanum ha dichiarato di avere investimenti diretti per 100 milioni di euro, cifra che equivale al 2,5% degli investimenti totali. A questo ammontare andrebbero aggiunti gli 80 milioni di euro relativi agli investimenti nelle gestioni separate del comparto Vita.

Qualche indicazione anche dagli assicurativi.
L’esposizione di Generali sui titoli governativi emessi da Portogallo, Irlanda, Grecia e Spagna, stando a quanto comunicato dalla compagnia assicurativa, si attesta a 2,2 miliardi di euro. L’esposizione netta sulla Grecia ammonta a 749 milioni di euro.
Fondiaria-Sai, invece, ha dichiarato un’esposizione lorda di 282 milioni di euro e un’esposizione netta per 50 milioni su questa tipologia di titoli.


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