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2011: anno difficile per i mercati

Il 2011 sarà ricordato per la crisi nell’Area Euro. È stato l’anno della Primavera Araba che ha accelerato il processo democratico nel mondo arabo

di Redazione Soldionline 23 gen 2012 ore 14:33
Di Peter Elam Håkansson Presidente e Responsabile del team di gestione di East Capital

Il 2011 sarà ricordato per la crisi nell’Area Euro. È stato l’anno della Primavera Araba che ha accelerato il processo democratico nel mondo arabo. E ci ricorderemo anche delle dimostrazioni successive alle elezioni parlamentari in Russia all’inizio di dicembre. Certamente non ci ricorderemo il 2011 come un anno positivo per i mercati azionari.

La maggior parte dei mercati mondiali si sta lasciando alle spalle un anno difficile per le Borse. Il nostro universo di investimento non fa eccezione. Basti pensare che il mercato dell’Est Europa più brillante ha perso il 7% nel corso dell’anno. Mi riferisco alla Lettonia, un paese che rappresenta un buon esempio della robusta ripresa dei paesi baltici nel corso dell’anno. Il mercato peggiore dell’anno è stato naturalmente la Grecia, con una perdita del 53%.

Ad eccezione di Cina e Russia, nella nostra regione di investimento sono stati i paesi più piccoli a riportare il rendimento migliore (vedi tabella), che solitamente vengono descritti come mercati di frontiera. Il principio è semplice: mentre aumenta l’interesse per i mercati emergenti, gli investimenti si diffondono dai paesi BRIC verso i paesi più piccoli. Spesso questi paesi crescono più rapidamente e presentano valutazioni più basse: una combinazione interessante! Tuttavia anche i rischi sono tendenzialmente più alti e la liquidità può rappresentare un limite.

grecia_ucraina

Uno dei nostri mercati preferiti in questo gruppo di paesi è la Romania. Il paese ha risentito molto della crisi economica del 2008 ed è stato costretto ad adottare un rigoroso piano di riforme che ha portato i suoi frutti, e oggi la Romania è in condizioni relativamente migliori rispetto a molti altri stati europei. Inoltre il paese si distingue perché ha cinque fondi di privatizzazione quotati (SIF 1-5) e un fondo di compensazione (Fondul Proprietatea, FP). Tutti presentano portafogli diversificati e basse valutazioni rispetto al valore patrimoniale netto e offrono una forte esposizione alla crescita dell’economia romena. Sia i fondi SIF sia il fondo FP costituiscono una percentuale rilevante del nostro fondo investito nei Balcani.

In questo periodo la Cina è un tema ricorrente tra gli specialisti di economia mondiali. Si discute spesso di un imminente hard landing nel paese, ma a nostro giudizio è uno scenario esagerato. L’economia deve crescere più lentamente per evitare il surriscaldamento e probabilmente andrà così, ma non prevediamo uno scenario di tracollo dell’economia.
   
Per quanto riguarda la Russia, le valutazioni a nostro giudizio sono state e sono ancora troppo basse. Persistono i rischi politici  tuttavia siamo convinti che anche per la Russia la prospettiva del mercato sia esagerata. Pertanto continuiamo a investire, a fronte di prezzi molto interessanti, nella maggior parte delle nostre posizioni preferite.

I paesi che hanno risentito maggiormente della situazione sono la Turchia e le economie dell’Europa centrale. Per diverse ragioni:
• Turchia. Una crescita troppo rapida ha provocato surriscaldamento e inflazione.
• Ucraina. Il persistente caos politico ha messo sotto pressione il mercato finanziario nonostante una discreta crescita economica.
• Austria. Le banche austriache hanno risentito della crisi finanziaria in molti paesi.
• Kazakistan. Permangono i dubbi sulla crescita del paese. Un lungo sciopero presso la principale compagnia petrolifera del paese ha provocato dei morti in seguito a scontri a fuoco nel mese di dicembre.
• Europa centrale. È la regione dell’Est Europa più integrata con l’Europa occidentale e quindi la più colpita dalla crisi dell’Euro. L’Ungheria è giunta addirittura a raffreddare le relazioni con l’FMI.

Senza dubbio il 2011 è stato un anno ricco di avvenimenti. E probabilmente lo sarà anche il 2012. Come investitori a lungo termine noi però sappiamo che i mercati finanziari rimbalzano dopo un periodo difficile e attendiamo il momento adatto per sfruttare al meglio le opportunità di investimento che ci offriranno le basse valutazioni attuali. 

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