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100 $ al barile: a chi conviene?

Solo cinque anni fa, si era soliti fare questo ragionamento: se il petrolio costasse poco, supponiamo 20 $/bar, molti giacimenti potenziali diventerebbero non convenienti e quindi continuerebbero a restare potenziali, mentre se il prezzo superasse i 30/40 $/bar, diversi grossi giacimenti rimasti finora fuori mercato e quindi ignorati, entrerebbero improvvisamente in gioco.

di Carlo Gatto 25 mar 2008 ore 12:49

Ora sarà interessante incrociare queste assunzioni di fondo, con i dati delle riserve residue nei paesi occidentali ed i tempi medi di esplorazione, sviluppo e produzione di un giacimento. Al 2001 (dati tratti da "Petrolio" pag.104, di Leonardo Maugeri, Direttore Strategie e Sviluppo dell'Eni) le riserve degli Stati Uniti erano pari a 10 volte la loro produzione effettiva. Anche volendo allungare loro la vita di altri 5 anni, arriviamo ad una stima di esaurimento attorno al 2015. Lo stesso fiato corto vale per la Norvegia (9 anni), il Canada (9 anni) e la Gran Bretagna (5,5 anni).

Quanto ai tempi di produzione, a partire da zero, ogni compagnia deve affrontare studi regionali e geologici per partecipare alla gara di assegnazione dei blocchi esplorativi, e poi intraprendere degli studi di sismica tridimensionale, inviando piccole scosse sottoterra per poi registrare le onde sonore di ritorno. Se la sismica dà esito positivo si può procedere alla perforazione dei primi pozzi e ai primi test di produzione, che devono confermare l'ipotesi sismica. Questo intero processo può richiedere 4-6 anni. Poi si passa alla fase di sviluppo del giacimento, che prevede la definizione del piano operativo vero e proprio, la perforazione di tutti i pozzi e l'allestimento delle strutture di superficie. Questa fase può richiedere 2-4 anni. Quindi, mediamente, volendo sfruttare, partendo da zero, i giacimenti potenziali oggi esistenti, ci vorrebbero 6-10 anni, dal primo studio geologico fino al primo barile estratto. Considerato che il petrolio statunitense si sta per esaurire ed il tempo rimanente è di circa dieci anni, e considerato il fatto che una volta esauritosi, nel poker dell'oro nero le regole saranno dettate dai paesi arabi, quale carta sarebbe rimasta ai paesi occidentali? Agevolare un rialzo del prezzo del petrolio tale, da rimettere in gioco tutti i giacimenti rimasti fuori mercato, in modo da invogliare le imprese petrolifere a sfruttarli e metterli a regime! E così continuare a rifornire il mercato anche con oro nero dell'ovest. E' un'idea proprio così campata in aria??...Provate a pensarci!..(nel mio sito esamino una seconda possibile chiave di lettura).

Nel frattempo, la settimana borsistica è andata male, complici anche i dati sul mercato del lavoro, che hanno evidenziato una forte debolezza ed un contestuale rialzo della disoccupazione fino al 5%, il livello più alto dai tempi dell'uragano Katrina.

  

Il Nasdaq perde sei punti, il Dow quattro e l'Europa due. Non è andata bene neanche alle tigri asiatiche:

  

Il Giappone perde otto punti, evidenziando un inizio d'anno pessimo, mentre Hong Kong resta stazionaria e Pechino guadagna un punto abbondante. La situazione resta molto volatile e instabile e la percezione generale del mercato è che la crisi dei mutui subprime non sia stata ancora metabolizzata e superata. L'indice VIX evidenzia bene questo ritorno di turbolenza:

La costante permanenza sopra quota 22, con la continua tendenza a crescere, ci dice che le opzioni sullo S&P500 sono sempre più care, e quindi incorporano maggior rischio. Lo stesso risultato lo si ottiene applicando una lettura di secondo livello sul crollo del carry trade sul dollaro-yen:

Lo yen continua a rinforzarsi, confermando la fuga degli speculatori dal carry trade e quindi, in via indiretta, la debolezza attesa sul dollaro. D'altronde, considerando certo il prossimo taglio dei tassi da parte della Fed e quindi la maggiore competitività dell'euro sia come apprezzamento sia come tassi (previsti stabili), era inevitabile giungere a questa previsione sullo yen, come pure sul petrolio ed anche sull'oro, che questa settimana ha toccato il suo "all time high", il suo massimo storico.

Sentiment previsto per la prossima settimana: neutro.

Potrebbe esserci un piccolo rimbalzo, ma il trend di fondo è ancora negativo

Visitate il sito: http://www.renatopaludetto.com/

Alla prossima puntata.                                                   

Renato Paludetto ã 2008 (riproduzione riservata)