Di positivo c’è che da lunedì – finalmente – saremo tutti meno interessati al famigerato spread e rivolgeremo buona parte delle nostre attenzioni all’andamento dei diritti Unicredit…
Finalmente mio figlio non mi chiederà più durante il pranzo “papà come va lo spread oggi?”, come se si parlasse della mia glicemia o del mio colesterolo, e, prima che si abitui a chiedermi qualcosa sui diritti Unicredit saranno – spero – scaduti.
Certo i ragazzi oggi apprendono molto presto, speriamo bene…
Anche oggi quindi, ultima seduta prima della consegna del pacco doni contenente i diritti UNICREDIT, ci accingiamo a valutare lo status di Piazza Affari alla ricerca, ove ce ne fossero, di qualche opportunità di acquisto caratterizzato da un buon rapporto rischio/rendimento.
Come sempre valuteremo le potenzialità di recupero dei mercati azionari e di alcune blue chips nostrane in particolare, previa rapido approfondimento delle variabili intermarket che faranno da market driver per i mercati azionari di tutto il mondo.
In particolare il BUND FUTURE appare essere entrato in una potenziale “area di vendita”, confermata dal fatto che nonostante i continui scivoloni dei mercati azionari europei, le conseguenti reazioni al rialzo sono oramai di sempre minore entità. Pare arrivato e questo potrebbe essere un primo elemento a favore di un rimbalzo dei mercati azionari…
L’indice azionario S&P 500 viaggia a gonfie vele, confermando le previsioni espresse nel nostro precedete report in cui parlavamo di “…una prima resistenza dinamica in aera 1220, superata la quale si dovrebbe spingere rapidamente in area 1250…”. Anche area 1.250 è stata violata, e non era una resistenza da poco e quindi anche il più importante indice azionario mondiale conferma che si potrebbe comprare…
Anche il PETROLIO si mantiene ben oltre area 100$ a barile, il che ci gratifica per aver indicato l’opportunità di un ingresso in acquisto in area 93 non molti giorni fa…
In attesa di evoluzioni invece lo scenario valutario, con il cross AUDUSD che sembra aver preso la scossa sulla resistenza/target di breve da noi evidenziata in area 1.0385, livello su cui sono scattate decise prese di profitto seguite “parallelamente” da un nuovo deciso indebolimento di mercati azionari europei.
Ecco, se proprio dovessimo indicare un potenziale “market driver” per la prossima settimana punteremmo sul cambio AUDUSD, una commodity currencies notoriamente fedele anticipatrice dei movimenti più direzionali e profondi dei listini azionari (vedi nostro passato approfondimento: http://www.soldionline.it/network/valute-forex/?p=136)
In termini pratici, se il cambio AUDUSD riuscisse a riportarsi sopra area 1.0400 saremmo in presenza di un validissimo segnale di acquisto sui listini azionari di tutto il mondo, a nostro modestissimo parere…
A quanto pare quindi c’è poco da stare allegri e magari non sarà un caso se sul mercato si affacciano solo venditori. Certo l’aumento di capitale Unicredit è una bella palla al piede per Piazza Affari, ma non ci sembra che gli altri listini europei stiano facendo faville.
Resiste alla grande solo Wall Street, che sembra immune alle grandi problematiche europee; peraltro va evidenziato che dopo anni di vacche magre anche il cambio dà ragione a chi solo pochi mesi fa (magari con il cambio EURUSD in area 1.4500…) ha iniziato a investire con decisione sui mercati americani.
Ai prezzi attuali, con il cambio EURUSD in area 1.2800 ( e secondo molti a 1.200 in tempi non lunghissimi…) chi ha comprato azioni USA sta realizzando laute plusvalenze (finalmente…) anche sulla conversione EURUSD di eventuali prese di profitto. Per chi avesse comprato azioni USA solo pochi mesi fa, infatti, indipendentemente da eventuali gains sui singoli titoli, il maggior guadagno potrebbe arrivare dal cambio, con apprezzamenti anche a doppia cifra….
Ma torniamo a Piazza Affari e cerchiamo di districarci in questo scenario tecnico-operativo che si fa sempre più complesso e operativamente poco affidabile.
FTSE MIB INDEX intraday: posizionamento SHORT su mancato superamento resistenza dinamica in area 15.650 .
Target di breve termine: area 14.000 primo target.
Scenario tecnico: l’attacco fallito all’importante trendline ribassista in area 15.650 ha “bruciato” in pochi minuti l’ottimismo generatosi durante le prime due sedute dell’anno. Pericolosissimo un superamento di area 14.000, visto che il successivo livello di supporto individuabile coincide con il famigerato “doppio minimo” in area 13.150, ultimo baluardo del mercato…
Molto positivo un eventuale recupero di area 15.500 su cui si potrebbe sviluppare un tentativo di inversione di medio termine sicuramente interessante. Per il moneto però il mercato è orientato decisamente al ribasso, ragion per cui un eventuale rimbalzo dell’indice che comunque non permettesse almeno un recupero di area 15 .000 punti andrebbe interpretato come un perfetto “pull-back ribassista”, ossia la dinamica ideale per intervenire al ribasso (short selling) per chi non lo avesse ancora fatto.
Ribadiamo quanto, per l’ennesima volta, già consigliato nei precedenti report, ossia: “…operativamente appare consigliabile astenersi dall’intraprendere nuove posizioni rialziste di lungo termine fino a quando lo scenario politico-economico europeo non sarà definito con maggiore chiarezza. I mercati non attendono soluzioni immediate, ma un pò di chiarezza su quale sarà il cammino da percorrere appare certamente gradita. In caso contrario il balletto dello spread sul nostro BTP continuerà ancora per giorni, e non sarà piacevole per nessuno…”.
UNICREDIT intraday: posizionamento SHORT/FLAT a seguito avvenuta violazione supporto dinamico in area 6.80 e statico a 6.30.
Target di breve termine: le soglie “psicologiche” a 5,00, 4,00, e 3,00 vengono perforate come il burro, non rimane che guardare ogni giorno a quella successiva.
Scenario tecnico: ipervenduto, prezzi da saldo e altre amenità varie non servono ad arrestare l’ondata di vendite sul titolo. Sicuramente pochi se la sentono partecipare all’aumento di capitale, ma il flusso di vendite è così imponente da far pensare che il divieto di vendita allo scoperto valga solo in Italia o, meglio ancora, per i piccoli traders. Qui qualcuno si sta arricchendo al ribasso, in barba agli organi di “s”vigilanza…
ENI: posizionamento sempre LONG su tenuta del supporto in area 15.00.
Target di breve termine: su rottura di area 16.00 possibile una nuova accelerazione verso un importante livello di gap down situato a 17.00.
Scenario tecnico: il titolo è sempre un porto sicuro anche durante le tempeste più violente e, anche questa volta, si difende ala grande!
Nel precedente report ne segnalavamo la positività e non ci resta che ribadire il tutto: ”…l’evidente configurazione rialzista in essere su ENI verrebbe negata solo da una improbabile rottura al ribasso di area 15.00; fino ad allora, ogni eventuale deprezzamento del titolo al di sopra di questa soglia andrà visto come una ottima occasione per intervenire in acquisto…”.
FIAT: posizionamento LONG su superamento resistenza dinamica in area 3.50 .
Target di breve termine: su rottura di area 3.80 appare possibile un rimbalzo verso area 4.25.
Scenario tecnico: la rottura della prima resistenza dinamica in area 3.50 avvenuta in una fase così complicata per il nostro listino azionario è un segnale da non trascurare. Un BUY LONG ci sta tutto, con target di medio almeno in area 5.25 e stop-loss eventuale molto sopportabile in area 2.85.
Conclusioni: lo scenario tecnico su Eni e Fiat è decisamente interessante mentre i bancari e Unicredit in particolare appaiono decisamente poco interessanti. L’analisi dell’indice di riferimento (FTSE MIB) è d’altronde impietosa e anche dall’osservazione di diverse variabili intermarket non giungono segnali univoci e particolarmente confortanti. Prudenza quindi, magari tardiva ma necessaria…
Ufficio Studi Uptrend Advisory
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Marco dice:
07 gen 2012 alle 19:50Carissimo Andrea,pur leggendola con grande interesse e stima,però in merito al petrolio vorrei ricordarle la sua analisi del 27/12 “il rimbalzo in essere sul PETROLIO si è parallelamente realizzato anche sull’indice S&P 500 (meno sul nostro malandato FTSE MIB…), avvalorando la nostra ipotesi di piena correlazione. La divergenza ribassista in formazione avvalora l’ipotesi di un ribasso in prossimità della resistenza dinamica di medio termine in area 101.00. Possibile short speculativo…”,quindi ad non proprio corretta direi.
Saluti ed auguri di Buon Anno!