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Eurodollaro e il canale infinito: verso la rottura?

Momento interessante sul valutario: il cambio eurodollaro si trova ormai dal 25 gennaio all’interno di un canale compreso tra il supporto chiave posto in area 1.3028 e la resistenza situata sopra soglia 1.3220; la volatilità rimane molto ampia, con oscillazioni dal floor al ceiling di questo canale anche nell’arco di una stessa seduta. Molto probabile, a livello tecnico, una rottura di tale canale, probabilmente già questa settimana, con l’incontro di giovedì della BCE (e relativa comunicazione sui tassi: questi sono sì attesi fermi per febbraio, ma dal comunicato potrebbero emergere spunti per la riunione di marzo, dove si potrebbe scendere per la prima volta al di sotto della soglia dell’1% per il refi) e soprattutto con un probabile sbloccarsi dell’empasse sul debito greco (continuano frenetici gli incontri tra il premier Lucas Papademos ed i segretari dei tre partiti che appoggiano il suo governo, mentre il governo ha già annunciato il licenziamento di 15mila dipendenti pubblici così come richiesto da Commissione europea, Bce e Fmi). Probabilmente il nuovo pacchetto di aiuti da 130 miliardi di euro non sarà erogato direttamente alla Grecia, ma sarà veicolato su un fondo sotto il controllo di un delegato dell’Unione Europea che vigilerà sugli utilizzi e sulla destinazione, ponendo così un limite agli arbitrii di Atene senza arrivare ad imporre una riduzione della sovranità statale sul budget di bilancio.
Nel caso del raggiungimento di un accordo sulla Grecia (questa sostanzialmente l’aspettativa prevalente tra gli investitori, almeno al momento) è probabile che lo sfondamento avvenga al rialzo (al momento in cui scrivo, il cambio ha segnato un nuovo massimo settimanale sopra area 1.3225), anche se in maniera limitata non oltre area 1.33 e in un lasso temporale verosimilmente breve.
Lo sblocco di questa empasse non significherebbe infatti una soluzione tout court del problema del debito europeo, ma eviterebbe solo un default ellenico disordinato, in vista della scadenza del 20 marzo, quando il paese sarà chiamato a consistenti pagamenti legati al proprio debito: per intenderci, anche se l’accordo sembra essere ormai pressoché nell’aria, Citigroup ha rivisto al rialzo le probabilità che la Grecia esca dall’area euro nei prossimi 18 mesi al 50%, dal precedente 25-30% (va comunque sottolineato che la grande banca americana si aspetta che la ristrutturazione del debito ellenico avvenga ordinatamente).

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