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Il premier Monti ospite da Fazio illustra le misure per la crescita
Il presidente del Consiglio Monti ha partecipato domenica scorsa al programma di Fabio Fazio “ Che tempo che fa”, dove ha spiegato le prossime misure che il suo esecutivo intende varare nelle prossime settimane. Il premier ha infatti citato i prossimi provvedimenti a favore della crescita come le liberalizzazioni di alcuni settori, la riduzione delle protezioni alle corporazioni, la lotta contro l’evasione fiscale, la modernizzazione del mercato del lavoro e degli ammortizzatori sociali per dar più spazio alla concorrenza ed ai giovani. Il premier ha poi precisato che l’euro non è in crisi e che nel passato sono stati i singoli paesi dell’Eurozona ad aver generato degli squilibri nei conti pubblici e per quanto riguarda l’Italia ha assicurato, che entro il 2013 ci sarà un avanzo di bilancio pari al 5% del Pil. Mentre per quanto riguarda la Tobin Tax (tassa sulle transazioni finanziarie), l’Italia ha dato la sua apertura, però solo in caso di collaborazione con Francia e Germania, mentre la Gran Bretagna si è già pronunciata in modo sfavorevole.Monti ha poi affrontato il tema della crisi, spiegando che questa è una crisi sistemica originata nei decenni scorsi, a partire dagli anni 60-70-80 in cui il mercato era visto negativamente e i singoli stati avevano nazionalizzato molte imprese mettendo le loro mani sull’economia e facendo aumentare il debito pubblico, in particolare in Italia. La fase successiva ha detto il premier, è stata quella dell’economia di mercato, voluta dall’ex Presidente Usa, Ronald Reagan e dall’ex premier britannico, Margaret Thatcher, che ha messo al centro dell’economia il mercato, rendendo autonomo il mercato finanziario (specialmente negli USA) il quale ha poi generato la crisi, a causa delle poche regole e controlli da parte della politica. Fazio ha poi chiesto al premier quanto sia davvero tecnico il suo Governo, essendo sostenuto dalla politica. Monti si è soffermato sulla necessità per il suo esecutivo di far riconciliare l’opinione pubblica con la classe politica dopo un lungo periodo di scontri istituzionali.
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