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Idee per investire: un nuovo Blog al servizio degli investitori. Iniziamo parlando del debito greco

Oggi inauguriamo il nuovo Blog di www.soldionline.it curato dagli analisti di www.jcinvestimenti.it.

Cominciamo innanzitutto col presentarci: www.jcinvestimenti.it è il servizio on-line di analisi e commenti di JC & Associati SIM SPA, una SIM di sola consulenza presente sul mercato dal 2003. Fin dalla nascita, il nostro obiettivo è fornire analisi, spunti e idee agli investitori, cercando di mantenere un approccio pratico, comprensibile e (almeno speriamo) competente.

Da qui il titolo del nostro Blog “idee per investire”, che va inteso in maniera estesa come: spunti di riflessione, approfondimento di aspetti critici, individuazione di opportunità o di rischi particolari, il tutto ovviamente finalizzato ad affrontare le problematiche legate all’investimento del proprio patrimonio.

Oggi come primo argomento e “spunto di riflessione”, abbiamo scelto una problematica che sembra essere passata di moda: il debito della Grecia e la sua potenziale soluzione.

Da qualche settimana sia i mezzi di informazione che i mercati finanziari, sono relativamente disinteressati alla possibilità che si giunga o meno ad un accordo sulla ristrutturazione del debito greco. Se il disinteresse dei media è abbastanza comprensibile, sia perché la Grecia è ormai una “storia vecchia” che ha un po’ stufato, sia perché adesso la tendenza è quella di dare più risalto alle notizie positive (e tutto sommato va bene così); meno comprensibile ci sembra la sufficienza con cui i mercati finanziari stanno ignorando le difficoltà a raggiungere l’accordo sul debito greco e che, soprattutto, l’ipotetico accordo che si sta prospettando è tutt’altro che positivo per gli investitori in titoli di stato europei.

Due aspetti del possibile accordo, sui quali tra l’altro sembra esserci generale convergenza (le discussioni infatti vertono su un aspetto abbastanza irrilevante: la cedola dei nuovi titoli dati in scambio), sono invece a nostro parere particolarmente pericolosi per gli investitori obbligazionari: il primo è l’esclusione dall’accordo di alcuni operatori (in particolare la Banca Centrale Europea e la Banca Nazionale di Grecia), che manterrebbero i titoli greci in portafoglio ottenendo la restituzione piena del nominale. Il secondo è la possibile introduzione retroattiva di regole coercitive per gli obbligazionisti (le cosiddette “Collective Action Clauses”).

Il primo aspetto, l’esclusione della Banca Centrale Europea e della Banca Nazionale di Grecia dal punitivo accordo di ristrutturazione, sancirebbe di fatto il concetto di “subordinazione” su dei titoli di stato europei. Gli investitori “normali” infatti sarebbero costretti a subire maggiori perdite in conto capitale per consentire agli operatori “privilegiati” di ottenere il pieno rimborso.

Il secondo aspetto invece, l’introduzione retroattiva di nuove regole per gli obbligazionisti, darebbe un preoccupante segnale che sui titoli di stato europei, se qualche aspetto del Prospetto (di fatto il contratto che regola diritti e doveri tra emittente e investitore) non è gradito o funzionale agli obiettivi delle Autorità europee, l’emittente, che essendo uno stato sovrano può per definizione decidere a proprio piacimento, procede a modificarlo in maniera unilaterale ignorando i basilari concetti di tutela del diritto.

Certo nel breve termine un accordo, qualsiasi accordo, potrebbe essere accolto positivamente come la soluzione ad un problema che incombe sull’Europa da quasi due anni.

Gli aspetti che abbiamo sottolineato e le loro possibili conseguenze di medio-lungo termine, in particolare il rischio di allontanare ulteriormente gli investitori (soprattutto quelli internazionali) dai titoli di stato dell’Area Euro, potrebbero essere considerati marginali e poco rilevanti, ma come dicevano i nostri progenitori: “in cauda venenum”. Staremo a vedere.

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11 Commenti

11 risposte a “Idee per investire: un nuovo Blog al servizio degli investitori. Iniziamo parlando del debito greco”

  1. Daniele Ghezzi dice:

    27 gen 2012 alle 11:04

    Complimenti, ottima iniziativa!

  2. Giuseppe dice:

    27 gen 2012 alle 18:26

    Complimenti come sempre per tutte queste nuove iniziative!
    Sulla Grecia, tempo fa mi risultava che solo le banche rappresentate nel cartello che sta negoziando l’accordo “volontario” avrebbero subito l’haircut. In teoria agli investitori privati sarebbe stato rimborsato 100.
    Perfino la mia banca si era sbilanciata nel confermarmelo.
    E’ cambiato qualcosa ?
    Grazie 1000
    Giuseppe

  3. lino dice:

    27 gen 2012 alle 18:27

    Quello che non si capisce è se il privato cittadino che ha comprato bond greci, italiano o greco, subirà la penalizzazione in pieno. Se si da chi è rappresentato in questi negoziati?

  4. carmela dice:

    28 gen 2012 alle 11:52

    Alla luce di quanto riportato non è ancora chiaro se gli investitori retail, possesori di obbligazioni greche , almeno entro la scadenza dell’anno corrente, rientreranno, come è stato piu’ volte affermato, in possesso dell’intero nominale. l’haircut è stato accettato solo dagli istituzionali e dalle banche?

  5. roby dice:

    30 gen 2012 alle 07:39

    analitico e distintivo. tra i vari commenti che si leggono sulla stampa mi piace l’approccio indipendente ed il punto dubbioso sulla reale ristruttuazione del debito della grecia.

  6. Daniel dice:

    30 gen 2012 alle 15:22

    Volevo farvi i complimeti per questo blog, molto chiaro e semplice da capire anche per i meno esperti del settore che vogliono farsi chiarezza su quello che sta accadendo nella nostra economia.
    Avrei una domanda a proposito:
    molti politici ed economisti chiedono un intervento dell’Europa che non arriva mai. Che cosa impedisce un accordo? Forse non si vogliono più fare sacrifici per i paesi meno virtuosi? oppure c’è poca fiducia per questi stati, e la soluzione più semplice è lasciarli alle loro “speranze”..??

    Grazie

  7. fabio dice:

    30 gen 2012 alle 18:15

    Complimenti per l’analisi. Una domanda: quando si intende accordo con i privati, si intende solo delle banche e fondi? La riduzione del nominale colpirebbe anche il piccolo investitore persona fisica che ha delle obbligazioni greche in scadenza oppure a loro, essendo una piccolissima parte, sono esclusi dalla decurtazione?
    Grazie

  8. jcassociati dice:

    01 feb 2012 alle 07:35

    DALL’AUTORE
    In risposta alle numerose domande riguardo a “cosa succederà ai privati”, va sottolineato che non essendoci ancora un accordo formalizzato, nulla di certo si può affermare.
    In teoria, se passasse il concetto della partecipazione volontaria delle banche, gli investitori privati potrebbero non aderire e puntare sulla restituzione piena.
    In pratica però, la partecipazione delle sole banche alla ristrutturazione manterrebbe insostenibile la posizione debitoria della Grecia, rendendo necessaria con tutta probabilità una seconda ristrutturazione e breve.
    Su questo aspetto stanno andando avanti le negoziazioni, ma più passa il tempo più aumentano le probabilità di una ristrutturazione “vera” che colpirebbe indistintamente tutti gli investitori.

  9. Daniela dice:

    01 feb 2012 alle 09:55

    Ottime considerazioni. Gli aspetti che avete sottolineato, guardano la problematica da un’angolazione diversa dalla comune. Grazie

  10. Giuseppe dice:

    13 feb 2012 alle 17:04

    Non vedo piu` commenti dal 01 febbraio. Cosa avete capito delle decisioni prese nello scorso week-end?
    Si parla dovunque di accordo raggiunto e di taglio del 70% dei privati ma senza ulteriori dettagli (tutti i possessori di bond?)

    saluti e grazie

  11. jcassociati dice:

    16 feb 2012 alle 18:08

    Che dire… Il susseguirsi di dichiarazioni – smentite – accordi annunciati e poi ritardati ha reso tutti un po’ assuefatti e quasi rassegnati.
    La verità è che non si può dire nulla di certo finché non ci saranno i dettagli definitivi dell’accordo (se mai ci saranno…)


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