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Le agenzie di rating e la crisi: istruzioni per l’uso

giacca e cravatta

E’ di pochi giorni fa la notizia che una delle tre famigerate agenzie di rating ha abbassato il giudizio su 26 banche italiane. Sui mercati finanziari la notizia non ha prodotto particolari sussulti, poiché la stragrande maggioranza delle banche coinvolte già trattavano su rendimenti che implicano rating ancora più bassi.

Allo scarso clamore dei mercati, hanno fatto da contrappeso le dichiarazioni di importanti esponenti politici e del mondo bancario italiano, che hanno usato toni e aggettivi estremamente “pesanti”, accusando le agenzie di rating di essere parte attiva nella propagazione della…» leggi tutto

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    La politica dell’Europa vira dal rigore alla crescita. Può servire?

    consul_invest

    Da qualche settimana la parola “crescita” sta progressivamente sostituendo “rigore” nei discorsi prevalenti delle autorità europee. Ci chiediamo se per gli investitori, una maggiore focalizzazione su politiche di crescita potrebbe disinnescare la spirale che sta avvolgendo i mercati europei.

    In molti ci sperano, convinti che provvedimenti di spesa possano risollevare la crescita economica dei paesi più colpiti (tra i quali purtroppo l’Italia).

    Le proposte delle autorità sono state numerose: dall’utilizzo della Banca Europea per gli Investimenti (BEI), che con 10 miliardi di Euro di nuovo capitale versato dovrebbe indebitarsi per…» leggi tutto

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    Le riforme dell’Italia: molto rumore per nulla?

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    Oggi essere italiani rischia di avvantaggiare almeno una categoria di operatori economici: quella degli investitori più consapevoli. L’Italia infatti è al centro dell’attenzione di tutto il mondo perché ritenuta, giustamente, la “linea del Piave” superata la quale non ci sarebbe più argine alla crisi dell’Euro.

    Per le dimensioni del debito e dell’economia, il nostro paese rappresenta un problema più grande di Grecia, Portogallo, Irlanda e Spagna messe assieme. Come da molti analisti è già stato scritto, l’economia italiana è troppo grande per lasciarla implodere liberamente, ma rischia anche di essere…» leggi tutto

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    Mercati e investimenti: è il momento di “temporeggiare”?

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    La storia di Quinto Fabio Massimo detto “il temporeggiatore” l’abbiamo studiata tutti. Al tempo della seconda Guerra Punica l’Italia era devastata dall’esercito di Annibale; il Senato romano aveva dato poteri dittatoriali (una procedura prevista dalle leggi di Roma in momenti di particolare gravità) a Quinto Fabio Massimo, che preferiva non affrontare Annibale in campo aperto ma si manteneva a distanza, nell’attesa che l’esercito dell’invasore si logorasse (da qui il soprannome di “temporeggiatore”).

    Dopo qualche mese però, nonostante qualche risultato positivo, il Senato romano si spazientì, fu deciso di “sollevare” Quinto…» leggi tutto

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    “Consensus” e mercati: le due cose spesso non vanno d’accordo

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    Oggi prendiamo spunto da una considerazione un po’ paradossale (almeno a prima vista): quando c’è un ampio consenso tra analisti ed operatori su una futura tendenza dei mercati, molto spesso succede esattamente il contrario.

    Un esempio chiarissimo e sotto gli occhi di tutti si è verificato a inizio 2012, quando la stragrande maggioranza di analisti e operatori era pessimista ma il 1° trimestre 2012 è stato il migliore per i listini azionari dal 1998.

    Un secondo esempio più “personale”, deriva dalla nostra partecipazione ad una serie di incontri con altri…» leggi tutto

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    Bond “callable”: quando una caratteristica svantaggiosa per l’investitore, diventa un’opportunità

    uff_studi

    Normalmente nel mondo degli investimenti vendere un’opzione, cioè cedere un diritto ad una controparte, rappresenta uno svantaggio per il quale si pretende il pagamento del giusto corrispettivo economico.

    Nel caso degli investitori obbligazionari, sottoscrivere o acquistare un bond “callable” equivale a vendere un’opzione, poiché si cede all’emittente il diritto (ma non l’obbligo) di rimborsare il titolo anticipatamente.

    In condizioni normali questo diritto viene esercitato dall’emittente solo se è per lui economicamente favorevole (e quindi sfavorevole per l’obbligazionista).

    Volendo fare un esempio pratico; un emittente effettua un collocamento di un titolo…» leggi tutto

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    Lo “scherzo” dei 20 Bond greci: per i piccoli risparmiatori il rischio è di non poter vendere

    uff_studi

    I dettagli sell’operazione di “scambio” del debito greco ha rivelato un aspetto che sembra di dettaglio, ma per i piccoli risparmiatori potrebbe essere decisamente di “sostanza”.

    Le nuove obbligazioni ricevute in cambio delle vecchie infatti sono 24! A prescindere dalla scadenza o dalla dimensione dell’obbligazione originale.

    Quindi se un investitore prima aveva una sola posizione (il vecchio titolo della Grecia), adesso si ritrova 24 titoli in portafoglio: 20 nuovi titoli greci “normali” + 2 nuovi titoli del Fondo Salvastati EFSF + 1 titolo dell’EFSF per i coupon mancati +…» leggi tutto

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    Da “risk free return” a “return free risk”: dove ci porta l’abbondanza di liquidità?

    consul_invest

    Oggi prendiamo spunto da una recente citazione di Warren Buffet, che commentando l’attuale situazione dei mercati monetari e obbligazionari, indica una situazione dove invece di esserci possibilità di “rendimento senza rischio” (“risk free return”), ci sono sempre più investimenti che propongono “rischi senza rendimento” (“return free risk”).

    I rendimenti delle aste BOT degli ultimi giorni hanno decretato che gli investitori percepiranno lo 0,49% (annualizzato) sui titoli trimestrali e il 1,40% su quelli annuali. Volendo spostarsi su emittenti “tripla A” come la Germania, i rendimenti offerti si mantengono ormai sotto al…» leggi tutto

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    Il sorpasso: i bond italiani rendono meno di quelli spagnoli

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    Con moderazione ma giustificata soddisfazione, la stampa finanziaria ha annunciato che dopo oltre sei mesi il rendimento dei titoli di stato italiani è tornato al di sotto di quello delle obbligazioni spagnole.

    E’ evidente che questa circostanza rappresenta un’evoluzione molto positiva rispetto a solo poche settimane fa, soprattutto perché è stata raggiunta grazie ad un significativo calo dei rendimenti delle nostre obbligazioni.

    Le operazioni di finanziamento a lungo termine della BCE hanno certamente contribuito in maniera sostanziale alla riduzione dei rendimenti, ma i titoli italiani ne hanno beneficiato in maniera…» leggi tutto

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    Titoli greci e la “bufala” del rimborso integrale ai piccoli risparmiatori

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    Sono state numerosissime le segnalazioni di piccoli investitori che, confortati dal parere di sedicenti esperti o professionisti del settore, nutrivano e in molti casi ancora nutrono speranze di ricevere il rimborso pieno dei titoli di stato greci.

    La logica è che essendo la ristrutturazione volontaria, se un investitore non aderirà, potrà restare serenamente ad aspettare il normale rimborso ricevendo cedole e interessi come se nulla fosse.

    In teoria questo ragionamento dovrebbe reggere, visto che la ristrutturazione del debito greco è “volontaria”, in pratica però è condizionato ad un meccanismo che…» leggi tutto

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