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Panico ed euforia. Ma il metodo batte la crisi

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Nonostante lo scenario rimanga dei più incerti, i mercati azionari continuano a salire, non si capisce bene su quali fondamentali: la questione dei debiti sovrani è tutt’altro che risolta; non si riesce ad individuare ancora nitidamente il grado di possibile rallentamento dell’economia cinese  (le due questioni sono peraltro legate ); sul fronte degli utili solo il 7% delle aziende Usa ha battuto le stime; i volumi scambiati sono estremamente deboli; molta della liquidità erogata torna in Bce.

L’unica spiegazione plausibile del rally in atto, è l’enorme immissione di…» leggi tutto

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    Finalmente una reazione. Ma non è ancora abbastanza!

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    Con l’obiettivo di ridare fiato alla liquidità, le principali Banche Centrali al mondo si sono accordate nel diminuire il costo degli swap a brevissimo termine (overnight) sul dollaro.

    Il currency swap è un contratto col quale due soggetti si scambiano nel tempo un flusso di pagamenti denominati in due diverse valute, pagando rispettivamente il tasso di interesse della valuta che ricevono; tale operazione ovviamente ha un costo. L’aver deciso di intervenire in senso migliorativo su tale onere, oltre ad aver reso meno difficile il funding per il sistema finanziario, è…» leggi tutto

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    E’ il momento di comprare?

    macroeconomia

    E’ veramente difficile capire se il mercato abbia toccato in ottobre livelli minimi di medio lungo periodo. Da un lato, uno dei modelli di valutazione del mercato azionario che confronta utili attesi e tassi di lungo termine ci dice che il mercato americano è sottovalutato: scontando al 6% (ci sembra un tasso adeguato rispetto ai tassi corpoarte americani di lungo termine )gli utili attesi a 12 mesi dello S&P 500 ora a 93 dollari per azione, il risultato è un valore teorico dell’indice poco oltre 1500.

    Ma le ipotesi implicite…» leggi tutto

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    L’unica cosa certa è l’incertezza

    finanza analisi

    Il ministro del Tesoro americano Timothy Geithner ha parlato la settimana scorsa di «Minaccia di un default a cascata, corse ai depositi bancari, un rischio catastrofico all’orizzonte», se non si troveranno soluzioni concertate alla crisi del debito in Europa. Rapidissima la risposta: rapido potenziamento dell’EFSF, tramite la leva, che potrà arrivare a “coprire” fino a  2000 miliardi di euro. Tuttavia, fonti autorevoli all’interno dell’Eurozona smentiscono e rimane l’incertezza. Il crollo del rame anticipa una probabile recessione e, nel dubbio,  per fare cassa qualche grande investitore vende anche un po’ d’oro,…» leggi tutto

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    Il rallentamento c’è e si vede

    finanza

    Già a giugno erano visibili i segni di un possibile rallentamento dell’economia mondiale. A ciò si sono poi aggiunti i problemi dei debiti pubblici al di là e al di qua dell’Atlantico, che hanno fatto crollare i listini di tutto il mondo e limato le aspettative di crescita per il secondo semestre.

    Nel mese che si sta concludendo, le rilevazioni molto negative dei principali indicatori di fiducia nell’Eurozona e negli Stati Uniti confermano un netto peggioramento del sentiment nell’economia reale e aumentano le possibilità di un forte rallentamento della crescita..L’indice…» leggi tutto

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    Estate calda, doccia fredda

    economia

    Certo, non è proprio il refrigerio che si vorrebbe d’estate, ma purtroppo così è. Colpiti anche gli amati Titoli di Stato italiani. Quelli sì che sono sicuri, altro che le azioni…e giù botte da orbi a poveri risparmiatori ignari dei rischi che sono iniziati nel non lontano 2007. Anzi, molto prima, grazie ad assenza di regole per il sistema bancario cosiddetto ombra e grazie a politiche monetarie dissennate. Mi permetto di tediarvi con due episodi personali. Il primo riguarda un giudice tutelare che ha la guida di una famiglia di…» leggi tutto

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    Rimaniamo in paziente attesa

    borsa

    Nelle ultime settimane, alcuni degli indici borsistici  principali si sono avvicinati alle rispettive medie mobili a 200 giorni, altri le hanno addirittura rotte al ribasso, ed in previsione di ciò, già da qualche tempo, il nostro consiglio era quello di alleggerire la componente azionaria.. Al calo dei mercati azionari, è corrisposto uno storno anche dell’indice delle materie prime ed una forte rimbalzo delle obbligazioni a medio-lungo termine che avevano patito fino ad aprile scorso.

    I dati macroeconomici, come evidenziato nell’ultimo report, sono notevolmente peggiorati nell’ultimo periodo, cosa che fa propendere…» leggi tutto

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    L’economia tira il freno

    economia computer

    Gli ultimi dati macroeconomici segnalano un ulteriore rallentamento della crescita economica mondiale, anche se con elevate differenze a seconda delle diverse aree. Le problematiche legate ai prezzi delle materie prime segnalate in precedenza, stanno cominciando ad affievolirsi e ciò produrrà effetti positivi nell’ultima parte dell’anno. Le politiche monetarie rimangono per lo più accomodanti nei paesi più avanzati, anche se in maniera minore rispetto agli ultimi due anni. Si attende in particolare la decisione della Fed riguardo al’improbabile prossimo QE. I rischi maggiori per le economie, come ben si sa, vengono…» leggi tutto

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    Quanto graffierà l’orso?

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    Dopo la settimana scorsa, il quadro dei mercati azionari e quello delle materie prime si è ulteriormente indebolito a favore di bond e dollaro. Oltre agli indicatori del nostro sistema, i principali fattori che ci fanno optare per uno storno di carattere intermedio del mercato azionario sono principalmente tre:

    -         la festa dei soldi facili sembra definitivamente finita sia al di qua che al di là dell’oceano;

    -         i problemi dei debiti pubblici in Europa e Usa sono ben lungi dall’essere risolti: in caso di rallentamento della domanda privata, non…» leggi tutto

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    Materie prime giù, dollaro su

    dollaro mondo

    Il pesante ritracciamento dell’indice CRB delle materie prime della settimana scorsa ed il contemporaneo rafforzamento del dollaro, testimoniano come il sentiment degli operatori sia improvvisamente cambiato. Le borse, fino ad ora aiutate dal dollaro debole e dall’abbondante liquidità, vanno incontro ad un probabile rallentamento, che potrà svilupparsi in un movimento laterale durante l’estate, anche se non si escludono prese di beneficio improvvise. A fronte di ciò, si assisterà  alla ripresa dei  bond governativi, che sono stati dominati dalle vendite in questa prima parte dell’anno. Lo scenario descritto non altera comunque…» leggi tutto

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