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Trappola mentale

Non è il titolo di un film giallo, ma rende bene la situazione nella quale si trova chi ha in portafoglio numerose posizioni azionarie in forte perdita. Questa breve riflessione vuole fornire un suggerimento per riuscire a capire cosa concretamente si può fare…

di Massimo Bocchia

Il sentimento prevalente di chi ha comprato il titolo X a 10 euro e, senza aver fatto nessun altra operazione, lo detiene ancora in portafoglio a 5 euro o meno, non è più di rabbia, ma piuttosto di rassegnazione. Finite le speranze di recuperare in tempi ragionevoli quanto perso, sono finite anche le energie per poter pensare di fare qualsiasi cosa.

E infatti si continua a non fare niente: si aspetta e basta.

Alla luce dell'esperienza passata, non si è certo disposti ad accettare consigli esterni e, meno che mai, si vuole anche solo pensare di vendere quel titolo ad un valore così basso. Tutto questo è assolutamente comprensibile, ma non è un comportamento esattamente razionale.

Per arrivare a fornire un piccolo suggerimento su cosa è invece possibile fare (sempre) anche in casi così estremi, occorre capire brevemente perché e come si è arrivati a questa entità di perdita. Per semplicità e con tutti i limiti dell'esemplificazione, riassumiamolo in punti, come se ascoltassimo la voce dello sfortunato investitore:

1) "compro il titolo X perché sono convinto che salga e investo la somma Y che non mi serve": la parola chiave è "convinto". La scelta iniziale è quindi guidata dall'emotività non dalla razionalità;

2) "non è un problema se adesso la quotazione è scesa perché risalirà sicuramente ed anzi forse compro ancora il titolo X con una somma Z che mi serve poco": la parola chiave è "sicuramente". Ancora una volta un'eventuale decisione di mediare i prezzi è basata su un approccio psicologico al mercato;

3) "ora che perdo così tanto non sono disposto a vendere e piuttosto aspetto anche anni": la parola chiave è "anni". Pur di non ammettere di aver commesso un errore, si procrastina il problema in un tempo futuro non ben definito.

La Trappola Mentale è così completa: dalle convinzioni si è passati a forti dubbi; da tempi di investimento previsti non lunghi a un orizzonte temporale indefinito; infine, in alcuni casi, dalla decisione iniziale di investire solo una somma Y all'esposizione in una somma maggiore (Y+Z).

Non è qui il caso di andare a evidenziare cosa si sarebbe potuto (dovuto) fare. Tra l'altro è meno interessante ed essendo oggi, dopo quanto è successo, pura teoria, è persino fastidiosamente facile.

Meno facile è invece prendere consapevolezza della situazione attuale e vedere se è possibile fare qualcosa. Dico subito che è possibile, vediamo brevemente di cosa si tratta.

Se siamo convinti che è stato a causa di un errore di valutazione essenzialmente emotivo l'accumularsi di una perdita ingente, se cioè ammettiamo di essere caduti in una trappola mentale, è sempre possibile uscirne fuori. Se oggi il valore della somma investita nel titolo è K<(Y+Z).

E' una domanda importante e che ci si deve fare liberandosi dell'esperienza passata e dalle emozioni che ci ha procurato. Ecco, se abbiamo la forza di rispondere in modo sincero e ragionato, potremmo ora capire se le decisioni di oggi sarebbero ancora una volta guidate dall'emotività o se qualcosa l'esperienza passata ci ha insegnato.

In ogni caso, la nostra risposta potrà essere:

1) "NO"(oppure "non lo so"), oggi non comprerei con la somma K il titolo X, e allora non si capisce bene perché continuiamo a mantenere investita la pur relativamente piccola somma K nel titolo X. In questo caso si dovrà valutare senza troppi indugi di vendere il titolo X e preferirne un altro, oppure nessun altro (cioè vendere e basta);

2) "SI", oggi investirei la somma K nel titolo X, e allora converrà comunque riflettere su quanto a partire da oggi si è disposti a perdere (si, avete letto bene, perdere, non guadagnare!) della somma K senza pensare alla somma originaria Y o (Y+Z). In questo caso, per non cadere negli errori passati, converrà valutare bene come contenere eventuali perdite (vedi anche il meccanismo degli "stop loss") e contemporaneamente anche convincersi che, ad esempio, un +10% deve essere considerato un risultato importante, magari da consolidare, nonostante non riuscirà ad avvicinarsi significativamente alla somma inizialmente investita (che, lo ripeto ancora, si deve assolutamente dimenticare).

E' tutto. Forse questa breve riflessione avrà deluso le attese di molti e certamente di chi pensava che fosse possibile proporre un modo (o un metodo) per recuperare in tempi brevi perdite ingenti. Ma è facile capire che sarebbe stato come consigliare operazioni con potenziali rendimenti a due o tre cifre per nuovi investimenti.

Se invece, queste poche righe, sono riuscite almeno in parte a far prendere coscienza di quella fastidiosa Trappola Mentale che ho descritto, credo che il risultato non dovrebbe essere sottovalutato.
Questo scritto è redatto a solo scopo informativo, può essere modificato in qualsiasi momento e NON può essere considerato sollecitazione al pubblico risparmio. Il sito web non garantisce la correttezza e non si assume la responsabilità in merito all’uso delle informazioni ivi riportate.
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