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Teorie della decisione: la rivoluzione Kahneman

Premio Nobel nel 2002 per l’Economia. E’ lui il punto di svolta

di Federica Grazioli
Articolo a cura dell’Università Vita-Salute San Raffaele

L’autore che maggiormente rappresenta il punto di svolta all’interno del campo decisionale è certamente Daniel Kahneman, al quale è stato conferito nel 2002 il Premio Nobel per l’Economia a suggello del suo fondamentale lavoro nel campo delle teorie decisionali e dell’economia.

Nonostante i numerosi tentativi di tematizzare e dare organicità all’ampio orizzonte delle teorie della decisione, solo negli Anni Settanta vennero pubblicati alcuni fondamentali lavori che gettarono le fondamenta della ricerca sulla psicologia delle decisioni così come noi oggi la conosciamo ed apprezziamo.

Entrambi gli articoli sono firmati da Kahneman e dall’amico Tversky i quali, a partire dal 1974, hanno pubblicato decine di lavori scientifici in cui è stata ampiamente discussa una nuova modalità di studio su come le persone valutano l’incertezza e prendono decisioni.

In concreto, Kahneman e Tversky mostrano per la prima volta in modo davvero convincente, ed inattaccabile, come i giudizi degli individui siano il prodotto finale dell’azione di particolari meccanismi cognitivi quali la rappresentatività, la disponibilità e l’ancoraggio.

Con questi termini viene fatto riferimento a specifici processi cognitivi che in maniera del tutto inconsapevole dirigono e influenzano in maniera massiva la maggior parte delle nostre decisioni quotidiane.

La disponibilità, ad esempio, è un’euristica descritta ampiamente dagli autori, utilizzata quando, nel fornire una stima riguardo al possibile accadere di eventi futuri, le persone utilizzano la loro esperienza relativa all’accadimento di quegli eventi in passato. Tuttavia, in queste occasioni, le informazioni che vengono recuperate dalla memoria non sono quelle con il potere informativo maggiore ma spesso sono quelle più vivide, sono cioè le informazioni alle quali l’individuo ha associato i connotati emotivi più forti.

Ciò significa che eventi che si sono verificati più spesso nella vita di un individuo, o che lo hanno maggiormente impressionato, tendono ad essere giudicati come più probabili anche se in realtà non lo sono. A dimostrazione di ciò, le persone in media giudicano la frequenza degli incidenti aerei significativamente superiore rispetto al reale rapporto tra voli aerei senza incidenti e voli con incidenti.

In questo modo Kahneman, in prima persona, ha dato inizio ad un lungo percorso che ha progressivamente messo in discussione la validità descrittiva dell’assunzione di razionalità e del modello normativo dell’Utilità Attesa, proposto da von Neumann.

Le loro ricerche hanno come punto di partenza la constatazione e valutazione di apparenti anomalie e contraddizioni osservabili nel comportamento quotidiano delle persone.

In particolar modo essi osservano che posti degli individui di fronte ad una scelta, essi si comportano in maniera significativamente diversa, mostrando una propensione al rischio oppure un’avversione ad esso, a seconda di come la scelta e le opzioni vengono presentate loro.

L’esempio proposto dall’autore è il seguente: le persone sono disposte ad attraversare un’intera città per risparmiare 5 euro per un capo che ne costa 15, mentre non sono disposte a fare altrettanto per risparmiare la stessa cifra per l’acquisto di un capo che è venduto a 125 euro.

In ambito finanziario, questo fenomeno è rappresentato da:
  1. una tendenza degli investitori ad assumersi più rischi se questo significa evitare una perdita sicura;
  2. una tendenza ad essere più prudenti quando viene data l’opportunità di ottenere un guadagno sicuro.
Da queste riflessioni, gli autori sono arrivati a dimostrare come le preferenze vengano espresse nel momento stesso in cui viene posto il problema e in funzione del modo in cui le informazioni sono presentate di volta in volta, e che, quindi, non vi è modo per la nostra mente di garantire l’esistenza di un ordine di preferenze e credenze, che sia coerente e determinato a priori.

Questo non significa, sottolinea Kahneman, che la scelta viene compiuta in maniera necessariamente irrazionale, ma è fondamentale per gli operatori del settore economico/decisionale riconoscere e tenere debitamente in considerazione l’asimmetria spesso evidente nelle scelte quotidiane degli uomini.

Tale asimmetria, aggiunge l’autore, è molto evidente nelle situazioni di rischio in cui il soggetto deve prendere una decisione e mettere in atto un certo comportamento in una situazione di incertezza. Qui, infatti, il comportamento sembra essere dettato da una valutazione soggettiva delle probabilità, molto diversa da quella oggettiva.

Il lavoro che più di ogni altro merita di essere citato è certamente l’articolo pubblicato nel 1979 sulla prestigiosa rivista Econometrica, in cui Kahneman e Tversky attraverso la definizione della Teoria del Prospetto, stabiliscono uno dei punti di riferimento più solidi e convincenti per lo studio delle decisioni in condizioni di incertezza.

Nel corso della sua vita Kahneman si è inoltre interessato ad una disciplina emergente come l’economia comportamentale, dando anche in questo ambito un fondamentale contributo grazie all’utilizzo di scenari di vita quotidiana che hanno permesso di evidenziare distorsioni valutative in ambito economico.

A suggello del grande contributo di questo professionista all’economia e alle discipline psicologiche che si interessano dei processi decisionali in condizioni di incertezza, nel 2002 è stato conferito a Daniel Kahneman il Premio Nobel per l’Economia.

Federica Grazioli   

Bibliografia

Kahneman D., Tversky A. (1974). Judgment under uncertainty: Heuristics and Biases. Science, 185, 1124-1131.
Kahneman D., Tversky A. (1979). Prospect theory: An analysis of decision under risk. Econometrica, 47, 263-291.
Kahneman D., Tversky A. (1981). The framing of decisions and the psychology of choice. Science, 211, 453-458.
Kahneman D., Slovich P., Tversky A. (eds). (1982). Judgment under uncertainty: Heuristics and Biases. New York: Cambridge University Press. Questo scritto è redatto a solo scopo informativo, può essere modificato in qualsiasi momento e NON può essere considerato sollecitazione al pubblico risparmio. Il sito web non garantisce la correttezza e non si assume la responsabilità in merito all’uso delle informazioni ivi riportate.
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