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(Think different) I ricchi pensano in modo differente?

Ne ha scritto nei giorni scorsi Businessinsider. Secondo le opinioni riportate dalla testata newyorkese, sì, diventare ricchi è una questione di atteggiamento, di pensiero.

di Marco Delugan 29 gen 2016 ore 14:19

Lo aveva già detto Steve Jobs, che nella sua vita è riuscito a mettere da parte una ricchezza netta di circa 10,2 miliardi di dollari. E lo ha ripetuto Patrick Methieson - ventur capitalist statunitense che il mondo dei ricchi sembra conoscerlo molto bene - in un thread su Quora, rispondendo alla domanda di un lettore, e citando proprio Jobs:

Ogni cosa che vedi intorno a te e chiami vita è stata fatta da qualcuno che non era più intelligente di te. Puoi cambiarla, puoi influenzarla, puoi inventare cose che altri useranno.

Diventare ricchi è una questione di mentalità, quindi, di approccio alla vita e al mondo.

Methieson lo spiega così:

I miliardari sono persone che hanno capito che la realtà è malleabile. Applicando una pressione adatta, chi ha risorse sufficienti può realmente cambiare il mondo. E questo contrasta con quanto è solito pensare la maggioranza di noi, e cioè che la realtà è statica, data, immutabile.

E Steve Sienbold, che ha intervistato più di 1.200 tra le persone più ricche del mondo per scrivere il suo “How rich people think”, conferma:

I ricchi hanno una mentalità rivolta all'azione, hanno l'attitudine e la capacità di risolvere problemi. Mentre le masse aspettano di estrarre il numero giusto.

Questo non vuol dire che siano più intelligenti della media, ma che adottano strategie migliori.

Come ha spiegato Siebold:

Quando i ricchi hanno bisogno di soldi, non si chiedono se sia possibile, si mettono semplicemente a creare nuove idee per risolvere il problema. E più grande è il problema che risolvi, e più soldi guadagni.

Alla fine, ad ascoltare loro, diventare ricchi sembra una faccenda più che altro interiore.

Siebold, infatti, aggiunge:

Diciamolo una volta per tutte: chiunque può diventare ricco. E non ha nulla a che vedere con il livello di studio o da dove vieni. Non è quello che fai a garantire la ricchezza. E' quello che sei.

Solo una riedizione del sogno americano? Forse.

Ma se appare del tutto ragionevole pensare che l'approccio descritto nell'articolo di Businessinsider sia importante per cambiare la propria vita in meglio, è altrettanto ragionevole pensare che per diventare miliardari ci vogliano anche altre condizioni. Magari non vivere in zone poverissime, in zone di guerra o dove le libertà fondamentali non sono garantite, ad esempio. E magari avere accesso a una buona istruzione e a servizi che aiutino la salute. Per dire.

Ma vabbè, si sa che a volte gli americani semplificano. E spesso è anche una dote.

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