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Le regole più importanti per investire in borsa

In tempi difficili come questi si può sentire il bisogno di strategie di investimento che permettano di andare oltre, di superare la tempesta e proseguire. In questo articolo, le opinioni di tre analisti americani su questo tema

di Marco Delugan 12 feb 2016 ore 15:27

Di regole di investimento ha scritto nei giorni scorsi su The Motley Fool – e più precisamente l’8 febbraio, in piena tempesta finanziaria - Dan Caplinger, giornalista e analista finanziario.

Oltre alla sua opinione su quali siano le migliori regole da seguire nelle scelte di investimento, Caplinger riporta quelle di altri due esperti dei mercati Usa: George Budwell e Jason Hall.

Per chi fosse interessato a maggiori informazioni sui tre analisti, di seguito trovate i link ai loro profili:

Dan Caplinger
George Budwell
Jason Hall

regole-investire-borsaTenete presente che sono americani e il contesto di riferimento sono i mercati finanziari degli Stati Uniti. Ma, cambiando quello che deve essere cambiato, si può sempre imparare qualche cosa di utile.

DAN CAPLINGER - Secondo Caplinger, il modo migliore per mettere un argine all’emotività e alle scelte dettate dall’emozione è scrivere in modo dettagliato la propria strategia di investimento. In questo modo, di fronte a una “testimonianza scritta”, è possibile controllare se si è rimasti sulla propria strada o se le vicissitudini dei mercati ci hanno spinto altrove.

Una buona strategia di investimento deve avere due componenti. Come prima cosa deve contenere gli obiettivi finanziari e le risorse da impiegare per raggiungerli. E come seconda, deve esplicitare il processo di scelta, con le regole che lo guidano, da applicare ad ogni investimento, anche in singoli titoli azionari. Avere una chiara base logica permette di controllare l’andamento degli investimenti e se uno di questi non dovesse rispettare le previsioni di passare ad una ragionata decisione di vendita.

GEORGE BUDWELL - Secondo George Budwell, gli umori del mercato vanno considerati come un indicatore contrarian. In estrema sintesi, una strategia contrarian si muove in direzione opposta rispetto al trend principale del mercato. Decenni di ricerche accademiche, continua Budwell, hanno dimostrato che farsi condizionare dai trend porta, nella maggior parte dei casi, a pessimi risultati. E non sono solo gli inesperti a cadere in questa trappola, ma anche investitori istituzionali, e questo dimostra perché gran parte di loro solo saltuariamente riesce a fare meglio del mercato.

Un’ottima sintesi dell’approccio contrarian viene da Warre Buffett che un po’ di anni fa ha dichiarato che bisogna “Avere paura quando gli altri sono avidi, ed essere avidi quando gli altri hanno paura.” Andando contro corrente e tenendo a freno le emozioni, Buffett ha guidato la Berkshire Hathaway a una crescita annuale del 21,6% contro il più modesto 9,9% dello S&P 500 (inclusi i dividendi) nei 50 anni che vanno dal 1965 al 2014.

Ma, a dispetto della saggezza di Buffett, la maggior parte degli investitori si lascia guidare dalla paura, come dimostrano le prime settimane di quest’anno. Ma Budwell dichiara di non essere turbato da quanto accaduto, di avere programmato l’acquisto di titoli di aziende sane, e di fidarsi della capacità dei mercati Usa di creare valore nel tempo.

JASON HALL - Una delle lezioni più importanti che Jason Hall cha ricevuto dai mercati finanziari è quanto sia difficile prevederne l’andamento. I milioni di dollari spesi per studiarli non hanno ancora portato a metodi affidabili e ripetibili che siano in grado di prevederne l’andamento in modo accurato.

E per un buon motivo: i mercati sono troppo complessi, con milioni di veditori e milioni di compratori, tutti con obiettivi diversi e con diversi modi di ragionare. Senza considerare le variabili esterne, come l’andamento dell’economia globale, l’eccesso o la scarsità di materie prime, guerre, nuove tecnologie eccetera. Insomma, l’equazione dei mercati finanziari ha troppe variabili di cui non si può prevedere il valore a un mese, a tre mesi, ma anche a un anno di distanza.

Gli andamenti di lungo periodo, invece, sono più prevedibili. Nel loro insieme, le aziende continuano ad innovare e a vendere prodotti e servizi. La popolazione aumenta e con essa crescono i mercati, e la possibilità di far crescere i profitti. E così, sempre sul lungo periodo, nel loro complesso i mercati azionari creano valore. La regola di Hall, alla fine, è questa: investire in ottica di lungo periodo.

Questo scritto è redatto a solo scopo informativo, può essere modificato in qualsiasi momento e NON può essere considerato sollecitazione al pubblico risparmio. Il sito web non garantisce la correttezza e non si assume la responsabilità in merito all’uso delle informazioni ivi riportate.
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