Lo Zen e l'arte di fare trading
L’ego non esiste. Il mercato è armonia. Discernere tra quello che vogliamo succeda e quello che sappiamo succederà. L'intuizione lo sa, ma spesso il nostro ego ci frena
di Manuela TaglianiMarket Wizards, scritto da Jack D. Schwager, è uno dei libri più conosciuti sui trader americani degli anni 80 e 90. La particolarità di questo libro, o meglio di questi libri, dato che ormai sono tre raccolte, è che i trader si mettono a nudo attraverso interviste dal tono leggero.
Il capitolo che più ci interessa si intitola Lo Zen e l'arte di fare trading. E in particolare ci interessa un'intervista che Jack Schwager, l'autore, ha potuto pubblicare, curiosamente, solo in forma anonima.
Vediamone i punti principali.
La chiave per vincere sui mercati è interna, non è esterna. Il controllo emozionale, la pazienza, l'atteggiamento mentale che ci permette di accettare la perdita sono tutti comportamenti che ci permettono di passare da un comportamento perdente a uno vincente.
L'ego non esiste. Il processo che avviene è quello dell'acquisto in alcuni casi e della vendita in altri. Non sono io che decido ma il processo, per determinate caratteristiche oggettive, avviene. L'essenza dell'idea è che si impari a far correre la freccia da sola. Non esiste l'ego. Non è "sto tirando la freccia e sono io che la scocco", ma la freccia è stata tirata ed è stato fatto bene.
Lo stesso concetto può essere applicato al trading. Non esiste l'io. C'è solo la consapevolezza che succederà. I trucco è discernere tra quello che vogliamo che succeda e quello che sappiamo succederà. L'intuizione sa quello che succederà, ma spesso il nostro ego ci frena.
Il mercato è armonia. Checché se ne dica il mercato vive di leggi proprie alle quale noi possiamo aderire ma che non possiamo cambiare. Nel trading come nel tiro con l'arco, qualsiasi sforzo, forza, lotta o tentativo è inutile. Si è irrimediabilmente fuori dalla sincronia, dall'armonia del mercato. Il trading perfetto non richiede sforzi.
Pensateci, quando il mercato saliva e saliva, nessuno trovava difficile entrare in borsa e fare soldi. Il problema si è posto quando il mercato ha iniziato a scendere. Ma non per tutti è stato un disastro finanziario, anche se per molti è stato un bagno di sangue. Chi è riuscito a rimanere distaccato, ha pazientemente raggiunto gli obiettivi.
Manuela Tagliani
manuela.tagliani@gmail.com
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non è proprio cosi
rispetto allo scoccare della freccia,non sono d'accordo poiche io scocco la freccia ed male che mi vada non ragiungo il bersaglio,ma finisce nella condizione del NON Raggiungere,in borsa la cosa è molto diversa poiche se sbaglio devo sotostare ad una perdita dei miei averi,i quali pongono una CONDIZIONE alla vita ed alla esistenza,quindi vi è una differenza sostanziale ed porsi nell'idea del conosciuto al di la del'ego è molto diversa,poiche le correnti principali della finanz possono creare condizioni
di contrasto e conflitto in modo da confondere l'IDEA del CONOSCIUTO.Saluti
mah!
Mi trovo sostanzialmente d'accordo con Ugo.
Questa visione è molto affascinante, ma non proprio realistica.
Sembrerebbe più un'operazione di marketing che un trattato di economia :-)
non ci credo
Una descrizione del trading molto affascinante. Fatto così sembra quasi una meditazione. Ma io proprio non ci credo che possa essere così, o almeno non così per la maggiore parte dei trader. Insomma, un bel modo di raccontarlo, e di farsi conoscere. Poi lo Zen allora era di moda…