NAVIGA IL SITO
Home » Guide » Psicologia e finanza » Il modello del decisore adattivo

Il modello del decisore adattivo

Come scegliere la migliore strategia decisionale

di Federica Grazioli
Articolo a cura di ProfessioneFinanza.com

Nel corso degli ultimi cinquant’anni diversi ricercatori si sono interessati del processo decisionale degli esseri umani, arrivando a formulare modelli teorici diversi e spesso in antitesi l’uno con l’altro.
Nell’ampio panorama delle teorizzazioni formulate, il modello del Decisore Adattivo rappresenta uno dei migliori esempi di modellizzazione del funzionamento cognitivo dell’uomo nelle diverse situazioni decisionali.

Nel 1976 Payne, Bettman e Johnson sviluppano un modello teorico sul processo decisionale degli esseri umani, definito dagli stessi autori come “una forma altamente contingente di elaborazione dell’informazione”.

Il modello nasce dalla constatazione che “uno stesso individuo spesso utilizza diverse strategie per prendere decisioni” (Bettman et al., 1993): gli individui si mostrano molto flessibili nella presa di decisioni. Uno stesso individuo, infatti, usa molte e differenti tipologie di strategie nel prendere una decisione, che sono contingenti rispetto a una serie di fattori tra cui: come l’informazione è proposta, la natura della risposta, la complessità del problema ed il contesto decisionale.

L’assunto di base del modello del Decisore Adattivo sostiene che “gli individui decidono come decidere”, cioè è il decisore stesso a rendere massime le probabilità di utilizzare le informazioni necessarie per fornire un giudizio accurato. D’altro canto, gli stessi autori concordano nell’affermare che:
  1. come le persone “decidono come decidere” è prevedibile quando sia i benefici sia i costi di strategie decisionali specifiche in un particolare contesto sono prese in considerazione;
  2. spesso si selezionano strategie appropriate alle varie circostanze.

Gli individui, in altre parole, “decidono come decidere” considerando in primo luogo l’accuratezza e lo sforzo cognitivo come proprietà dipendenti dalla situazione decisionale, e non attributi assoluti connessi ad una strategia.

Il decisore adattivo può rilevare sia a priori (modalità top-down) sia durante lo svolgimento del compito e l’elaborazione stessa della decisione (modalità bottom-up) come le caratteristiche del compito e del contesto decisionale possano influenzare l’accuratezza e lo sforzo, associati alle diverse strategie decisionali che ha a disposizione nel suo repertorio.

Dopo questa valutazione sceglierà quella strategia che gli permetterà di prendere una buona decisione con il minor sforzo.

La scelta della strategia di decisione da adottare è quindi altamente dipendente sia da una grande varietà di fattori contestuali e variabili connesse al compito, sia da fattori legati alle caratteristiche del decisore.

Ma quali sono esattamente queste variabili? Proviamo ad analizzarle insieme.

Da un lato, le variabili contestuali di decisione si riferiscono a particolari caratteristiche tipiche delle diverse alternative della scelta.

Esse si distinguono in:
  1. livello di dispersione dei pesi relativo all’importanza degli attributi;
  2. presenza o assenza di alternative dominanti;
  3. modo in cui il contesto è strutturato dal decisore (percezioni individuali), sottoforma di possibile guadagno o perdita;
  4. similarità tra le alternative (una maggior similarità porta a decisioni più inaccurate e dispendiose).

Dal lato opposto, le variabili relative al compito, che riflettono caratteristiche del problema decisionale indipendenti dai particolari valori delle alternative, influenzano la selezione delle strategie, modificando lo sforzo cognitivo necessario per renderle maggiormente efficaci.

Le principali sono:
  1. la pressione temporale;
  2. il numero delle alternative a disposizione;
  3. il numero degli attributi che le descrivono;
  4. la modalità di risposta con cui la scelta viene espressa;
  5. la modalità di presentazione.

Bibliografia
Bettman J.R., Johnson E.J., Luce M.F., Payne, J.W. (1993). Correlation, Conflict, and Choice, Journal of Experimental Psychology: Learning, Memory, and Cognition, 1993, 19, pagg. 931-951.

Federica Grazioli



Questo scritto è redatto a solo scopo informativo, può essere modificato in qualsiasi momento e NON può essere considerato sollecitazione al pubblico risparmio. Il sito web non garantisce la correttezza e non si assume la responsabilità in merito all’uso delle informazioni ivi riportate.
da

SoldieLavoro

Reddito di cittadinanza: cos’è e come funziona

Reddito di cittadinanza: cos’è e come funziona

Un reddito uguale per tutti, ricchi e poveri, non soggetto a condizioni o prove. E nemmeno a promesse di impegno lavorativo. E' questo, il reddito di cittadinanza Continua »

da

ABCRisparmio

Carta Postepay: cos'è e come funziona

Carta Postepay: cos'è e come funziona

La prepagata di Poste Italiane permette di fare tante cose, anche su internet. E in ottima sicurezza. Cos'è e come funziona la carta Postepay. Continua »