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Il contagio dei comportamenti

Come i virus economici si espandono nel mondo

di Ilaria Carretta
Articolo a cura dell’Università Vita-Salute San Raffaele

Niente a che vedere con bachi e informatica: le notizie si spargono e "contagiano" le decisioni dell’individuo, quasi come il virus dell’influenza, dato che anche in questo caso non si sa quando e come lo si è preso. Il contagio del comportamento, lungi dall’essere un fenomeno medico, è infatti altamente inconsapevole e proprio per questo più subdolo. Vediamo di conoscerlo.

Per contagio si intende la trasmissione tra diversi paesi di momenti di bassa/alta economia, che accade sia in periodi positivi che in quelli negativi. Non serve, quindi, che sia collegato necessariamente a momenti di crisi, anche se si enfatizza proprio in questi momenti. Proprio per questa capacità di spargersi in tempi brevi, è riscontrabile spesso insieme al “comportamento della massa” (il gregge dell’ “herding behavior”).

Il contagio si diffonde non solo a livello nazionale, con dei motivi facilmente intuibili (il vicino di scrivania che sparge la voce data dall’amico dell’amico…), ma anche e soprattutto a livello internazionale. Quest’ultima situazione è più insidiosa, poiché le crisi coprono lunghe distanze e sono più difficilmente recuperabili, in tempi brevi.

Prenderemo in considerazione proprio quest’ultimo fenomeno: come fa una situazione economica a diffondersi così rapidamente?

Il contagio internazionale è legato a diverse ragioni:
  1. per legami finanziari: spesso due economie di paesi diversi sono legate tra loro attraverso il sistema finanziario internazionale. Un esempio può essere il caso di istituzioni o società unite tra loro. Quando il valore di uno dei soci scende, a causa di crisi in un paese, queste compagnie devono aumentare le loro riserve. Devono pertanto vendere una parte delle loro proprietà o azioni dei paesi che non sono ancora stati colpiti dalla crisi iniziale. Questo meccanismo propaga la crisi a tutte le altre economie;
  2. per legami reali: ossia, le relazioni economiche fondamentali tra le economie dei diversi paesi, che normalmente passano attraverso il commercio internazionale. Quando due paesi commerciano tra loro o competono per una stessa fetta di mercato estero, si verifica una svalutazione del tasso di cambio in uno dei due paesi, che deteriora il vantaggio competitivo dell’altro. Di conseguenza, entrambi finiranno per svalutare le loro valute per ribilanciare i settori esterni; 
  3. per legami politici: cioè per le relazioni politiche tra paesi. Ad esempio, quando un paese fa parte di un’associazione, o patto, con un certo tasso di cambio stabilito dai paesi membri, il “costo politico” della svalutazione è minore quando anche gli altri paesi membri subiscono la stessa svalutazione. Quindi la crisi economica tende a “raggrupparsi” e spargersi anche negli altri paesi: la crisi in un paese è quasi sempre seguita dalla crisi di un altro paese membro.

Nel caso in cui la diffusione di movimenti di alta/bassa economia non si possa spiegare con questi legami, e nel caso il contagio sia soprattutto a livello nazionale, generalmente si prende in considerazione l’ipotesi del comportamento del gregge.

Gli investitori internazionali mostrano anch’essi comportamenti da gregario, seguendo il gregge. La causa delle reazioni incoerenti del mercato sembra da imputarsi all’informazione asimmetrica: poiché l’informazione “costa” (denaro, risorse, tempo), molti investitori restano parzialmente disinformati rispetto al paese in cui stanno investendo. Pertanto, questi investitori cercano di predire i cambi di mercato basandosi sulle reazioni del resto del mercato, presumendo che questo lavori su maggiori informazioni. Di fatto, gli investitori relativamente disinformati seguono gli investitori che loro credono più informati. Come è facile intuire, alla fine tutto il mercato si muove in modo congiunto. A questo si aggiunge il fatto che gli investitori ri-assestano il rischio di investire all’estero quando sono reduci da una crisi finanziaria: ad esempio, il cambio della valuta in Thailandia viene considerato un utile indizio per decidere se investire o meno in Indonesia, o addirittura in Brasile.

Una domanda: quanto può essere razionale seguire questi comportamenti “irrazionali”?

A livello privato, spesso seguire la massa si è dimostrato essere razionale, poiché per un privato informarsi adeguatamente può essere molto difficile e costoso, a conti fatti, si possono ricavare dei benefici anche guardando la tendenza generale del mercato, che si suppone essere più informato del singolo.

A livello pubblico, di grandi aziende o di paesi, il meccanismo del contagio e della massa può essere molto pericoloso e costoso, più che informarsi adeguatamente.

In sintesi, la causa ultima del contagio dei comportamenti è difficile da identificare: alcuni danno maggiore peso ai legami finanziari che legano i grandi stati, altri al comportamento di massa del piccolo investitore. Di fatto, tutti questi fattori si possono riscontrare quando si cercano le cause della trasmissione della crisi finanziaria da un paese all’altro, ma poco si sa del peso che ciascuna di queste componenti ha nel tracollo finanziario.


Ilaria Carretta
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