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Gerarchica dei bisogni e investimento finanziario

Borsa e realizzazione personale. Attenzione ai rischi

di Manuela Tagliani
Abraham Maslow cominciò a interessarsi di psicologia quando frequentava l'università del Wisconsin dove tra il 1930 e il 1934 si laureò. Dal 1943 inizia gli studi della sua scala gerarchica dei bisogni, ma è negli anni '60 e '70 che pubblica le sue scoperte. Il concetto della scala gerarchica dei bisogni è applicato agli esseri umani e sostiene che i bisogni basilari di solito hanno la precedenza, ma, una volta che questi vengono soddisfatti, altri bisogni entrano in gioco.

I bisogni primari sono fisiologici e soddisfarli garantisce la sopravvivenza: respirare, bere, mangiare, riprodursi. Poi, in ordine di importanza, si crea una serie di bisogni legati alla sicurezza e alla difesa personale.

Una volta che l'individuo ha soddisfatto i bisogni primari e si sente protetto e al sicuro, può concentrarsi su altri bisogni legati all'amore e al possesso, seguiti dal bisogno del rispetto per se stessi e per gli altri.

Maslow vide che una volta soddisfatti questi bisogni, non c'erano altri bisogni e quindi altra motivazione ad agire.

Vide anche un ultimo livello di “bisogno”, diverso dagli altri perché legato all'auto-realizzazione dell'individuo. Diverse cose sono associabili alla "auto-realizzazione" - essere sicuri di riuscire a superare le sfide della vita, scegliere tra quello che vale di più e di meno, sentire che il proprio tempo è stato utilizzato in modo creativo e inventivo. E sembra che l'auto-realizzazione crei dipendenza, perché una volta che il processo è stato innescato, gli individui ne vogliono sempre di più.

Secondo Maslow, solo poche persone entrano nel "regno" dell'auto-realizzazione, nella maggior parte dei casi perché i bisogni primari sono già stati realizzati.

La gerarchia dei bisogni di Maslow è stata adattata per includere una complessità maggiore di elementi nell'area dell'auto-realizzazione. Come la sete di conoscenza, il bisogno per l'ordine estetico e la bellezza, oltre a un bisogno di "trascendenza" oltre il quale l'auto-realizzazione porta al bisogno di aiutare gli altri per trovare degli scopi nella vita.

Come possiamo vedere il bisogno di auto-realizzazione è intrinseco in noi, e, in generale ci serve per migliorarci sempre. È una sorta di competizione con noi stessi che ci permette di aumentare le nostre ricchezze, fisiche e spirituali. Per alcuni, investire fornisce un interesse comune con amici e parenti. I club dell'investimento, soprattutto in America, sono ormai diffusi su tutto il territorio. Per non parlare di forum e newsgroup, che in Rete hanno permesso a molti di sentirsi parte di un gruppo.

Attenzione però, se l'auto-realizzazione è solitamente una forza positiva, dobbiamo stare attenti che non ci porti a investire in modo poco saggio. Se l'unico motivo per cui investiamo in borsa è che questo ci fa sentire realizzati, le probabilità che i nostri investimenti non siano fatti con cura salgono.

Manuela Tagliani
manuela.tagliani@gmail.com


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