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Crolli in borsa: quattro domande per difendersi dal panico

Vendere per scappare dal pericolo non sempre è una buona scelta. Meglio mantenere un minimo di razionalità. Ma come? Ne ha scritto di recente Marketwatch, che propone una strategia in 4 domande

di Marco Delugan 26 gen 2016 ore 14:14

Quando il mercato azionario diventa molto agitato, come in queste prime settimane del 2016, farsi guidare dall'emozione non è la scelta migliore.

Facile da dire, più difficile farlo. Alcuni riescono a mantenere la rotta, a non preoccuparsi troppo quando la volatilità di breve periodo aumenta, altri rischiano di farsi travolgere dal panico e devono capire come difendersi.

Ne ha scritto di recente Marketwatch, suggerendo una strategia in 4 domande per tenere sotto controllo le proprie scelte di investimento nei periodi forte stress borsistico.

Chi è convinto che stia per arrivare un enorme mercato orso è probabilmente già uscito dal mercato. Secondo Bank of America Merril Lynch, ad esempio, negli Stati Uniti 24 miliardi di dollari sono già stati disinvestiti dai fondi azionari nelle prime tre settimane del 2016.

Ma molti investitori, invece, non sanno ancora come comportarsi nel caso di ulteriori marcate flessioni dei mercati.

Secondo Marketwatch, di fronte ad aumenti significativi della volatilità, quando le prospettive del mercato non danno riferimenti certi e nemmeno probabili, prima di vendere è meglio farsi le 4 domande che seguono.

1 - VENDERE PROTEGGERA' IL CAPITALE

psicologiaSe decidete di vendere, dovreste anche decidere come reinvestire quanto ricavate dalla vendita, in modo da non cambiare la vostra asset allocation e non lasciare i vostri soldi parcheggiati a vuoto.

Questo, come approccio di massima. Ma se si tratta di risparmi investiti per garantirsi un capitale o una rendita per la pensione, o comunque denari su cui volete avere la massima certezza, di fronte a rischi di crolli dei mercati è meglio disinvestire e tenere da parte i vostri soldi anche in forma liquida, oppure investire in titoli che ritenete più sicuri anche a costo di modificare l'assett allocation.

Decidere di vendere solo come risposta emotiva e per uscire da una zona di pericolo è comunque una mossa da evitare.

2 - COSA E' CAMBIATO NELLO SCENARIO DI INVESTIMENTO?
Se è cambiato qualche cosa di importante nelle caratteristiche dell'investimento - se, ad esempio, è cambiata la dirigenza di un fondo o le prospettive di una azienda - tutto questo può essere un buon motivo per vendere.

Ma ribilanciare un portafoglio per questioni strategiche non dipende necessariamente dalle condizioni del mercato anche se spesso scelte di questo tipo vengono attuate solo all'arrivo dei primi segnali di tempesta.

Ma se nulla è davvero cambiato, potrebbe non essere il caso di vendere.

Vendere per paura, vuol dire permettere alla volatilità di definire la propria strategia, invece di seguirne una propria. Che, se ben strutturata e adatta alle propria personalità, permette con ogni probabilità di avere risultati migliori.

3 - COME CAMBIA IL PROFILO DI RISCHIO DEL PORTAFOGLIO?
Vendendo tutto - diventare completamente liquidi - azzera il rischio di mercato, ma aumenta il rischio di inflazione, il rischio che l'aumento dei prezzi faccia scendere il potere d'acquisto reale di quanto si è risparmiato.

Bilanciare il rischio è l'obiettivo della diversificazione. Se decidete di liquidare parte del vostro portafoglio cercate quindi di capire come cambia il profilo di rischio della vostra assett allocation. E diffidate di ogni mossa che vi porti a mettere tutte le uova nello stesso paniere, anche se a prima vista possa sembrare la mossa più sicura e più furba.

4 - COSA FARE IN FUTURO CON QUESTI SOLDI?
Vendere per calmare i nervi, porta con se un altro problema. Perché reinvestire in un periodo difficile è, appunto, difficile. A meno di avere già pronta una strategia. Chi segue il trend - chi investe, ad esempio, utilizzando le medie mobili o l'analisi tecnica - ha degli obiettivi precisi e delle metriche che l'aiutano a tornare sul mercato.

Nel lungo periodo gli investitori devono bilanciare la protezione del capitale con l'obiettivo di farlo crescere. E perseguire questo obiettivo facendo piani in anticipo permette di assicurarsi che il nervosismo non si estenda indefinitamente.

Questo scritto è redatto a solo scopo informativo, può essere modificato in qualsiasi momento e NON può essere considerato sollecitazione al pubblico risparmio. Il sito web non garantisce la correttezza e non si assume la responsabilità in merito all’uso delle informazioni ivi riportate.
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