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PIR (Piani Individuali Risparmio): cosa sono

Dedicati ai piccoli investitori, i piani individuali di risparmio (PIR) vogliono veicolare risorse verso le piccole e medie imprese italiane. Sono uno strumento di investimento di medio e lungo periodo.

di Marco Delugan 22 mar 2017 ore 16:06

I piani individuali di risparmio (o PIR), introdotti dall'ultima legge di bilancio, sono stati creati come forma di investimento a medio termine, capace di veicolare i risparmi verso le imprese italiane, e in particolare verso le piccole e medie imprese.

 

COSA SONO I PIR

I PIR saranno proposti e gestiti da società di gestione del risparmio (SGR) ma potranno essere anche di natura assicurativa o inseriti nell’ambito del risparmio amministrato. E sono riservati alle persone fisiche. Non potranno essere cioè sottoscritti da aziende e da altre persone giuridiche.

I piani individuali di risparmio, già presenti con successo all'estero (in nazioni come Gran Bretagna e Francia) da anni, sono uno strumento dedicato in particolare ai piccoli investitori. Ogni singolo PIR, che dev'essere mantenuto almeno 5 anni, non può superare i 30mila euro di investimento. E un singolo investitore non può superare i 150mila euro di investimento in piani individuali di risparmio. In cambio l'investiore otterrà un abbattimento di tutto il carico fiscale: in altri termini non pagherà tasse su capital gain, dividendi, successione e donazioni.

 

COME INVESTE UN PIR

piani-individuali-di-risparmioLe risorse raccolte in un piano individuale di risparmio, potranno essere investire in diversi strumenti finanziari, come azioni, obbligazioni, quote di fondi di investimento e anche conti correnti bancari. ll 70% di quanto investito deve essere destinato a strumenti finanziari emessi da imprese italiane. Ma anche da imprese europee, purché abbiano una stabile organizzazione in Italia. Il restante 30% può essere destinato ad altri strumenti finanziari, anche ai conti correnti o ai conti deposito.

Il 30% del primo 70% (quello da destinare alle imprese italiane o europee stabilite in Italia) deve essere investito in strumenti emessi da imprese diverse rispetto a quelle incluse nel FTSE Mib. E cioè verso aziende di dimensioni minori (PMI), come quelle quotate nei segmenti Midex (il paniere dei titoli a media capitalizzazione), Star (il segmento delle società ad alti requisiti), Standard o sul mercato AIM. Non più del 10% del portafoglio può essere destinato a strumenti emessi dallo stesso emittente.

 

COSA SONO LE PMI

Pmi sta per piccola e media impresa. Per rientrare in questa categoria, le imprese devono devono rispettare limiti occupazionali e finanziari specificati dalla tabella che segue. I criteri sono stati stabiliti dall'Unione europea e valgono per tutti i paesi che vi aderiscono.

Tipo Occupati   Fatturato (milioni di euro)   Totale di bilancio (milioni di euro)
Media impresa < 250 e ≤ 50 oppure ≤ 43
Piccola impresa < 50 e ≤ 10 oppure ≤ 10
Micro impresa < 10 e ≤ 2 oppure ≤ 2


Per totale di bilancio s’intende il totale dell’attivo patrimoniale.

 

COS’E’ IL MERCATO AIM?

L'AIM, acronimo di Alternative Investment Market, è un mercato regolamentato gestito da Borsa Italiana e dedicato alle Pmi italiane ad alto potenziale di crescita. Permette alle imprese di accedere a un mercato finanziario dove operano soggetti selezionati e interessati alle small cap. Solo le imprese giudicate adeguate da Borsa Italiana possono accedere all'AIM. La procedura di ammissione è comunque più semplice rispetto a quella da seguire per accedere al mercato principale.

 

PIR E INVESTIMENTO DI MEDIO PERIODO

I piani di investimento individuale non hanno una durata massima. E’ invece definita una durata minima di 5 anni sopra i quali non verranno applicate tasse sulle rendite finanziarie. Rispettando questo limite, siamo di fronte ad un investimento che possiamo considerare di medio periodo. E per chi lo vuole, può diventarlo anche di lungo. Se le somme vengono riscosse prima dei 5 anni il risparmiatore delle versare la normale tassazione del 26% su quanto ha guadagnato, sia in termini di capital gain che sui dividendi percepiti.

 

LEGGI ANCHE: Come investire i propri risparmi

 

LA TASSAZIONE DELLE RENDITE NEI PIANI INDIVIDUALI DI RISPARMIO

La tassazione delle rendite finanziarie è stata portata nel 2014 al 26%, ad eccezione dei titoli di stato emessi da Stati Sovrani che rientrano nella White List, per cui rimane al 12,5%. L’aliquota del 26% si applica anche il rendimento dei conti correnti (compresi i conti deposito) e dei depositi postali. Per quanto riguarda i piani individuali di risparmio, è prevista l’eliminazione della tassazione sulle rendite finanziarie se i soldi vengono tenuti nel PIR per più di cinque anni. Chi li riscatta prima dovrà pagare il 26% sulle rendite finanziarie maturate fino a quel momento. Quelle maturate negli anni precedenti a quello del riscatto verranno anche maggiorate degli interessi.

 

PIR: ATTENZIONE AI COSTI!

Nel sottoscrivere un PIR meglio appurare quali sono i costi legati al prodotto applicato dalla società che li propone. Ci potrebbero essere delle spese di sottoscrizione e di gestione, ma anche di performance. Così meglio confrontare l'ipotetico vantaggio fiscale con i costi sostenuti per accedere al PIR, considerando anche che per 5 anni il denaro sarebbe vincolato al piano.

Tra i primi prodotti che le Sgr hanno lanciato sul mercato ci sono fondi con commissioni di ingresso che possono arrivare fino al 4% e commissioni di gestioni annue di un punto percentuale e mezzo.

 

IL PIR? ME LO FACCIO DA SOLO!

Accanto alla possibilità di acquistare un prodotto già confezionato da una società di gestione del risparmio un risparmiatore il suo PIR se lo potrebbe fare anche da sè. In questo modo godrebbe dei benefici previsti dalla normativa, ossia l'esenzione dell'imposta se il piano fosse conservato per almeno 5 anni, ma anche dell'assenza di costi di sottoscrizione e di gestione (e anche di quelli di performance, se presenti) tipici di un PIR di derivazione "industriale".

La normativa permette infatti di aprirsi un conto PIR direttamente presso un proprio deposito titoli, ossia il dossier che la banca o l'intermediario preposto predispone per i nostri investimenti.

Tuttavia l'industria bancaria sembra ancora poco recettiva sul tema e aprire un conto titoli dedicato ai Piano Individuale di Risparmio appare difficoltoso in molte realtà bancarie.

 

PIR: UN'INFOGRAFICA DI RIEPILOGO

Nell'infografica seguente un riepilogo delle principali caratteristiche di un PIR. Numero e grandezze da ricordare sui piani individuali di risparmio:


pir-riepilogo

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