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PIR (Piani Individuali Risparmio): cosa sono

Dedicati ai piccoli investitori, i piani individuali di risparmio (PIR) vogliono veicolare risorse verso le piccole e medie imprese italiane. Sono uno strumento di investimento di medio e lungo periodo.

di Marco Delugan 30 mar 2017 ore 12:08

I piani individuali di risparmio (o PIR), introdotti dall'ultima legge di bilancio, sono stati creati come forma di investimento a medio termine, capace di veicolare i risparmi verso le imprese italiane, e in particolare verso le piccole e medie imprese.

 

COSA SONO I PIR

I PIR saranno proposti e gestiti da società di gestione del risparmio (SGR) ma potranno essere anche di natura assicurativa o inseriti nell’ambito del risparmio amministrato. E sono riservati alle persone fisiche. Non potranno essere cioè sottoscritti da aziende e da altre persone giuridiche. La normativa prevede che possano essere costruiti anche in modo autonomo.

I piani individuali di risparmio, già presenti con successo all'estero (in nazioni come Gran Bretagna, Francia, Usa e Giappone) da anni, sono uno strumento dedicato in particolare ai piccoli investitori. Ogni singolo PIR, che dev'essere mantenuto almeno 5 anni, non può superare i 30mila euro di investimento. E un singolo investitore non può superare i 150mila euro di investimento in piani individuali di risparmio. In cambio l'investiore otterrà un abbattimento di tutto il carico fiscale: in altri termini non pagherà tasse su capital gain, dividendi, successione e donazioni.

 

COME INVESTE UN PIR

piani-individuali-di-risparmioLe risorse raccolte in un piano individuale di risparmio, potranno essere investire in diversi strumenti finanziari, come azioni, obbligazioni, quote di fondi di investimento e anche conti correnti bancari. Un "vincolo di diversificazione" prevede che il 70% di quanto investito debba essere destinato a strumenti finanziari emessi da imprese italiane. Ma anche da imprese europee, purché abbiano una stabile organizzazione in Italia. Il restante 30% può essere destinato ad altri strumenti finanziari, anche ai conti correnti o ai conti deposito.

Il 30% del primo 70% (quello da destinare alle imprese italiane o europee stabilite in Italia) deve essere investito in strumenti emessi da imprese diverse rispetto a quelle incluse nel FTSE Mib. E cioè verso aziende di dimensioni minori (PMI), come quelle quotate nei segmenti MidCap (il paniere dei titoli a media capitalizzazione), Star (il segmento delle società ad alti requisiti), Standard o sul mercato AIM. Un "vincolo di concentrazione" impone che non più del 10% del portafoglio possa essere destinato a strumenti emessi dallo stesso emittente.

 

COSA SONO LE PMI

Pmi sta per piccola e media impresa. Per rientrare in questa categoria, le imprese devono devono rispettare limiti occupazionali e finanziari specificati dalla tabella che segue. I criteri sono stati stabiliti dall'Unione europea e valgono per tutti i paesi che vi aderiscono.

Tipo Occupati   Fatturato (milioni di euro)   Totale di bilancio (milioni di euro)
Media impresa < 250 e ≤ 50 oppure ≤ 43
Piccola impresa < 50 e ≤ 10 oppure ≤ 10
Micro impresa < 10 e ≤ 2 oppure ≤ 2


Per totale di bilancio s’intende il totale dell’attivo patrimoniale.

 

STRUMENTI QUOTATI OGGETTO DEI PIR: COSA SONO MIDCAP, STAR E AIM

A Piazza Affari ci sono dei mercati in cui possono essere scelti i titoli che soddisfano i requisiti degli strumenti inseribili in un PIR. Oltre che le azioni del segmento Standard non inserite nel FTSEMib ci sono MidCap, Star e AIM. Vediamo un breve profilo per ognuno di essi.

Il MidCap è il paniere che raccoglie i titoli a media capitalizzazione. Il MidCap composto dalle 60 società più grandi di Piazza Affari per capitalizzazione che non appartengono all'indice FTSEMib. La composizione del paniere viene rivista con cadenza trimestrale.

Lo STAR (acronimo di Segmento Titoli con Alti Requisiti) raggruppa le società con capitalizzazione compresa tra 40 milioni e il miliardo di euro. Queste aziende si impegnano a rispettare alcuni in termini di: trasparenza e vocazione comunicativa, alta liquidità (con un flottante di almeno il 35%) e Corporate Governance allineata agli standard internazionali.

L'AIM, acronimo di Alternative Investment Market, è un mercato regolamentato gestito da Borsa Italiana e dedicato alle Pmi italiane ad alto potenziale di crescita. Permette alle imprese di accedere a un mercato finanziario dove operano soggetti selezionati e interessati alle small cap. Solo le imprese giudicate adeguate da Borsa Italiana possono accedere all'AIM. La procedura di ammissione è comunque più semplice rispetto a quella da seguire per accedere al mercato principale.

 

PIR E INVESTIMENTO DI MEDIO PERIODO

I piani di investimento individuale non hanno una durata massima. E’ invece definita una durata minima di 5 anni sopra i quali non verranno applicate tasse sulle rendite finanziarie. Rispettando questo limite, siamo di fronte ad un investimento che possiamo considerare di medio periodo. E per chi lo vuole, può diventarlo anche di lungo. Se le somme vengono riscosse prima dei 5 anni il risparmiatore delle versare la normale tassazione del 26% su quanto ha guadagnato, sia in termini di capital gain che sui dividendi percepiti.

 

LEGGI ANCHE: Come investire i propri risparmi

 

LA TASSAZIONE DELLE RENDITE NEI PIANI INDIVIDUALI DI RISPARMIO

pirLa tassazione delle rendite finanziarie è stata portata nel 2014 al 26%, ad eccezione dei titoli di stato emessi da Stati Sovrani che rientrano nella White List, per cui rimane al 12,5%. L’aliquota del 26% si applica anche il rendimento dei conti correnti (compresi i conti deposito) e dei depositi postali. Per quanto riguarda i piani individuali di risparmio, è prevista l’eliminazione della tassazione sulle rendite finanziarie se i soldi vengono tenuti nel PIR per più di cinque anni. Chi li riscatta prima dovrà pagare il 26% sulle rendite finanziarie maturate fino a quel momento. Quelle maturate negli anni precedenti a quello del riscatto verranno anche maggiorate degli interessi.

 

PIR E SUCCESSIONI & DONAZIONI

I PIR sono soggetti all'imposta su successioni e donazioni? No, anche in caso di successione o donazione è confermata la neutralità fiscale del piani individuali di risparmio.

 

PIR: ATTENZIONE AI COSTI!

Nel sottoscrivere un PIR meglio appurare quali sono i costi legati al prodotto applicato dalla società che li propone. Ci potrebbero essere delle spese di sottoscrizione e di gestione, ma anche di performance. Così meglio confrontare l'ipotetico vantaggio fiscale con i costi sostenuti per accedere al PIR, considerando anche che per 5 anni il denaro sarebbe vincolato al piano.

Tra i primi prodotti che le Sgr hanno lanciato sul mercato ci sono fondi con commissioni di ingresso che possono arrivare fino al 4% e commissioni di gestioni annue di un punto percentuale e mezzo.

 

IL PIR? ME LO FACCIO DA SOLO!

Accanto alla possibilità di acquistare un prodotto già confezionato da una società di gestione del risparmio un risparmiatore il suo PIR se lo potrebbe fare anche da sè. In questo modo godrebbe dei benefici previsti dalla normativa, ossia l'esenzione dell'imposta se il piano fosse conservato per almeno 5 anni, ma anche dell'assenza di costi di sottoscrizione e di gestione (e anche di quelli di performance, se presenti) tipici di un PIR di derivazione "industriale".

La normativa permette infatti di aprirsi un conto PIR direttamente presso un proprio deposito titoli, ossia il dossier che la banca o l'intermediario preposto predispone per i nostri investimenti.

Tuttavia l'industria bancaria sembra ancora poco recettiva sul tema e aprire un conto titoli dedicato ai Piano Individuale di Risparmio appare difficoltoso in molte realtà bancarie.

Insieme ai fondi sono nati anche altri strumenti che sfruttano la possibilità di beneficiare di una tassazione azzerata. Lyxor, uno dei maggiori emittenti di ETF al mondo, vanta nella sua offerta il Lyxor FTSE Italia Mid Cap PIR UCITS ETF (Isin: FR0011758085), che ha caratteristiche compatibili per essere utilizzato per la creazione di piani individuali di risparmio. L'emittente indica che l'ETF in questione può essere acquistato anche direttamente da investitori privati. Questi ultimi però, per beneficiare dell’esenzione fiscale, dovranno attendere l’istituzione, da parte dei loro intermediari, di appositi Depositi Titoli PIR, capaci di gestire le relative procedure fiscali.

 

PIR, ALCUNE DOMANDE FREQUENTI

Di seguito qualche FAQ sui PIR:

Cosa succede se la società in cui ho investito passa al paniere principale di Piazza Affari? Perdo l'esenzione fiscale?

No, il requisito di non appartenenza della società in cui si investe al FTSEMib è istantaneo: ciò significa che va verificato quando il Pir viene creato e quello che accade dopo dienta irrilevante.

 

Cosa succede se la società in cui ho investito trasferisce la sua sede (o la sua stabile organizzazione) fuori dall'Italia? Perdo l'esenzione fiscale?

No, come nel caso precedente anche in questa fattispecie il requisito territoriale va considerato nel momento in cui il Pir viene creato. Un trasferimento successivo è irrilevante.

 

Il "vincolo di concentrazione" del 10% su un singolo emittente si applica anche ai depositi e ai conti correnti?

Sì, il vincolo vale anche sulla liquidità ma strumenti diversi vanno considerati in modo separato: quindi depositi e conti correnti diversi non vanno accumunati.

 

Le partecipazioni qualificate possono concorrere alla formazione di un PIR?

No.

 

PIR: UN'INFOGRAFICA DI RIEPILOGO

Nell'infografica seguente un riepilogo delle principali caratteristiche di un PIR. Numero e grandezze da ricordare sui piani individuali di risparmio:


pir-riepilogo

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