NAVIGA IL SITO
Home » Guide » Prodotti finanziari » Piano di Accumulo del Capitale, pregi e difetti

Piano di Accumulo del Capitale, pregi e difetti

Cosa si intende per Piano di Accumulo Capitale (o PAC)? Conviene agli investitori questa tipologia di investimento? Tutto quello da sapere per scegliere il piano accumulo capitale migliore per il proprio profilo

di Mauro Introzzi

I Piani di Accumulo di Capitale, comunemente definiti anche tramite l'acronimo PAC, sono modalità di sottoscrizione di alcuni strumenti finanziari, come i fondi di investimento e gli ETF (gli Exchange Traded Fund) o, più in generale, gli organismi di investimento collettivo del risparmio. Hanno dei pregi, ma anche dei difetti. Analizziamoli insieme.

 

PIANI DI ACCUMULO DEL CAPITALE: COSA SONO

piani-accumulo_2Operativamente i Piani di Accumulo di Capitale permettono al risparmiatore di accedere all'investimento attraverso versamenti periodici di capitale. Nella pratica l’investitore apporta all’investimento somme costanti, a scadenze regolari e per un periodo di durata predeterminata, per acquistare (o sottoscrivere nel caso di un fondo) una quantità di strumenti che sarà quindi diversa ad ogni versamento.

Così facendo il capitale investito dal risparmiatore, in termini complessivi, cresce in modo graduale nel tempo.

Giusto per fare un esempio, un Piano di Accumulo con versamenti mensili da 100 euro per 120 mesi complessivi porterà a fine dei 10 anni del piano a ritrovarsi con un capitale complessivo di 12.000 euro. A questo capitale andranno aggiungi anche gli interessi o le cedole – o più in generale l’apprezzamento in conto capitale - dello strumento in cui si è investito. A fine piano il valore di carico di ogni quota (o azione, o Etf o altro strumento in cui si è investito) nel portafoglio dell’investitore sarà pari alla cifra investita in totale (i 12mila euro dell’esempio) divisa per il numero di quote (o azioni, o Etf o altro strumento in cui si è investito).

Matematicamente un Piano di Accumulo – quindi - altro non è che l’applicazione di una media ponderata (ai prezzi di ingresso) degli acquisti delle quote.

 

PIANI DI ACCUMULO DEL CAPITALE E DOLLAR COST AVERAGING

La modalità di investimento tramite PAC è di stretta derivazione dal modello del Dollar Cost Average. Tale modalità di investimento, già utilizzato negli anni ‘50 da Benjamin Graham (il padre dell'analisi fondamentale e ispiratore di Warren Buffett) prevedeva l’investimento, ad intervalli temporali regolari, della stessa somma di denaro per acquistare delle azioni. I versamenti, in questo sistema, possono essere a cadenze diverse: mensili, trimestrali, semestrali o annuali. Ma un maggior frazionamento - secondo lo stessa Graham - porterebbe a migliori risultati. Il guru dell’analisi fondamentale consigliava inoltre di diversificare sul maggior numero di titoli possibile, per diminuire i rischi specifici alle singole azioni. Nei Piani di Accumulo attualmente offerti dalle società di gestione del risparmio, differentemente rispetto alla logica originaria del Dollar Cost Average, non si investe direttamente in titoli azionari ma in fondi, Etf o, in generale, in organismi di investimento collettivo del risparmio.

 

PIANI DI ACCUMULO DEL CAPITALE: COME SONO STRUTTURATI

L’entità delle somme da versare – all’interno di un PAC - sono solitamente determinate in base al proprio reddito e alle proprie spese prevedibili e potenziali. In altre parole in base alle disponibilità di risparmio dell’investitore. Fatto 100 quanto si prevede di dedicare al risparmio ogni mese si può decidere di destinare a un PAC anche fino a un 20% - 30%. Spesso viene richiesto un versamento iniziale pari a 3, 6 o addirittura 12 singoli versamenti.

 

QUANTO DURA UN PIANO DI ACCUMULO DEL CAPITALE

La durata di un Piano di Accumulo è decisamente flessibile e lasciata alla scelta del singolo risparmiatore. Solitamente può variare da un minimo di uno a un massimo di quarant’anni. Secondo gli esperti ha senso utilizzare questa tecnica per orizzonti medi (cioè oltre i 6 o 7 anni in su).

 

PIANI DI ACCUMULO DEL CAPITALE: I VANTAGGI

Sono numerosi i vantaggio dei piani di accumulo capitale:

  • grazie alla sua flessibilità e alla possibilità di predeterminare la cifra da versare un Piano di Accumulo è spesso preferito dai risparmiatori che non hanno grandi cifre da investire e possono invece contare su entrate stabili e sicure;
  • i PAC, tra i loro punti di forza, hanno il vantaggio di eliminare la componente stagionale dell’investimento mercati e ridurre decisamente il rischio legato a una tempistica errata, come previsto dal principio del “dollar cost averaging”. Uno dei maggiori rischi dell’investire in un’unica soluzione è quello di scegliere un timing sbagliato. Investire tutta la propria disponibilità in un momento in cui l’attività scelta è ai massimi potrebbe causare un’ingente perdita (finanziaria ed emotivamente stressante), recuperabile in un tempo decisamente lungo. L’investimento con un PAC è invece diluito su durate piuttosto lunghe e quindi gli acquisti frazionati sono distribuiti su quasi tutte le condizioni di mercato;
  • un altro vantaggio – di natura più psicologica e comportamentale - è quello di “costringere” l’investitore all’accantonamento di una somma in modo costante;
  • investire in un PAC permette di non cadere nella cosiddetta “trappola dell’emotività”. Molto spesso (numerosi sono gli studi che lo confermano) i sottoscrittori di uno strumento finanziario decidono di investire o disinvestire sulla base dell’ultima tendenza, con un accentuazione del fenomeno in presenza di alta volatilità. Una situazione che conduce alla trappola dell’emotività, che vede l’investitore investire solo quando i prezzi sono vicini massimi o disinvestire quanto le quotazioni sono vicine ai minimi.

trappola-emotivita-2

PIANI DI ACCUMULO DEL CAPITALE: DIFETTI E COSTI

Il maggior limite di un Piani di Accumulo risiede nel fatto che dopo un certo periodo di tempo, l’acquisto delle nuove quote del fondo inizia ad incidere molto poco sulla media del prezzo. Così se lo strumento in cui si investe dovesse incontrare una fase decisamente ribassista dopo un certo numero di periodi (e quindi il controvalore dello strumento sarebbe rilevante) la perdita dell’intero investimento potrebbe essere importante.

Per spiegare queste 2 eventualità (volatilità e peso delle performance finali sul totale dell’investimento) prendiamo in considerazione quattro prodotti diversi i cui risultati sono rappresentati nei quattro grafici seguenti:

piano-accumulo-1

piano-accumulo-2

piano-accumulo-3

piano-accumulo-4

 

Tutti e quattro i prodotti considerati hanno un rendimento medio annuo del 4%, ma i risultati a cui portano sono ben differenti. Un PAC di 1.000 euro all'anno maturerà nel 1° caso un capitale di 12.486 euro, nel 2° caso di 11.271 euro, nel 3° di 16.565 euro e infine nel 4° di 12.280 euro.

Dal grafico del prodotto2 emerge il rischio legato al peso degli anni avanzati insito nei piani di accumulo. Se essi permettono di ridurre il rischio legato al timing, cioè al momento d'ingresso nel mercato, tipicamente quello azionario, non eliminano affatto il rischio legato all'uscita dal mercato. Infatti, negli ultimi anni di vita del PAC ci si troverà con una notevole somma accantonata, totalmente soggetta ai rischi di ribasso dei mercati, su cui poco potranno influire i residui versamenti periodici.

Esistono però delle metodologie, vendute come personalizzazioni dello strumento PAC, solitamente legate al ciclo di vita (più uno è giovane, più dovrebbe essere disposto a rischiare), che, in modo automatico, all'avvicinarsi della scadenza del piano diminuiscono la quota di azionario presente nel portafoglio. Statene alla larga. La possibilità che vi siano utili è equivalente alla probabilità che esca testa nel lancio di una moneta avendo però pagato per lanciarla.

Sul versante dei costi va segnalato che solitamente, oltre alle spese tipiche dell’attività oggetto del Piano di Accumulo (sottoscrizione e gestione), il risparmiatore sostiene degli oneri legati al sistema dei versamenti come dei diritti fissi per ogni apporto (da valutare, specie sui versamenti più bassi), spese postali e/o amministrative.

In molti casi i costi di sottoscrizione sono molto sbilanciati all’inizio del piano di accumulo. Ad esempio potrebbe succedere di dover pagare da subito una percentuale importante (il 25%-30%) delle commissioni totali, per poi versare il restante spalmato tra tutte le altre rate. In questo modo la società che gestisce l’investimento si tutela dalle uscite anticipate.

Attenzione, infine, anche ad eventuali costi di uscita.

 

PIANI DI ACCUMULO (PAC) E ASSICURAZIONI

Spesso agli investimenti strutturati con un Piano di Accumulo la società di gestione del risparmio che confeziona il prodotto associa una polizza assicurativa a copertura dell’eventualità di non riuscire a completare il piano in caso di invalidità permanente da malattia o infortunio.

Questo scritto è redatto a solo scopo informativo, può essere modificato in qualsiasi momento e NON può essere considerato sollecitazione al pubblico risparmio. Il sito web non garantisce la correttezza e non si assume la responsabilità in merito all’uso delle informazioni ivi riportate.
da

SoldieLavoro

DIS COLL: l'indennità di disoccupazione per i co.co.co.

DIS COLL: l'indennità di disoccupazione per i co.co.co.

La DIS COLL è l'indenità di disoccupazione per i lavoratori parasubordinati. E' stata introdotta nel 2015 e più volte prorogata fino a diventare strutturale nel 2017 Continua »

da

ABCRisparmio

Carta Postepay: cos'è e come funziona

Carta Postepay: cos'è e come funziona

La prepagata di Poste Italiane permette di fare tante cose, anche su internet. E in ottima sicurezza. Cos'è e come funziona la carta Postepay. Continua »