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Investire nella paura ai tempi dell'Isis e del Bail in

In questi mesi si è assistito ad un generale incremento della correlazione fra le varie asset class. Il VIX ha invece una correlazione inversa con molte attività. Ecco come investirci

di Redazione Soldionline

A cura di Tommaso Menichetti

Negli ultimi mesi gli operatori finanziari si sono dovuti abituare ad un generale incremento della correlazione fra le varie asset class. Attualmente ci sono pochissimi strumenti finanziari che presentano una correlazione negativa rispetto ai titoli azionari: il VIX è uno di questi.

volatilita_2VIX: COS'E' E QUALI INDICAZIONI FORNISCE
Il VIX è un indice che replica la volatilità implicita delle opzioni a 30 giorni sullo S&P 500. Il prezzo del VIX aumenta durante momenti di incertezza sui mercati finanziari in quanto i gestori tendono ad acquistare opzioni sia put che call per coprire le proprie posizioni incrementandone la volatilità. É quindi facilmente intuibile il motivo per cui gli operatori di borsa chiamino il VIX "l'indice della paura": maggiore è il panico sui mercati e più alto sarà il prezzo dell’indice. Vi è quindi una correlazione inversa tra il VIX e lo S&P 500.

In generale è possibile affermare che, quando il VIX assume valori:
inferiori a 20, saremo in presenza di un mercato rialzista caratterizzato da una bassa volatilità;
maggiori di 20 ma inferiori a 30, il mercato è caratterizzato da un’alta volatilità ma non  ha un andamento necessariamente ribassista;
maggiori di 30, il mercato sta attraversando momenti di estremo panico.
Questa tendenza è facilmente comprensibile comparando l'andamento del VIX con quello dello S&P 500 e la sua relativa volatilità (ovvero la sua deviazione standard).

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Per semplicità in questo articolo prenderemo in considerazione solo il VIX. Tuttavia è doveroso ricordare che esistono indici simili al VIX che replicano la volatilità implicita delle opzioni di altri indici di mercato. Un esempio di questi indici è l’IVI (FTSE MIB Implied Volatility) che replica la volatilità del FTSE MIB.

VIX: UNA STRATEGIA DI INVESTIMENTO
La volatilità implicita delle opzioni tende a oscillare in un determinato range, di conseguenza anche il VIX assume un comportamento simile. In particolare i valori minimi registrati dal VIX storicamente hanno oscillato fra 10 e 80, con una media intorno a 20. La strategia in questione di fatto cerca di sfruttare l’andamento ciclico del VIX.

Facendo attenzione alla liquidità dello strumento, ai costi (commissioni di gestione, eventuale rollover ed effetto contango, spread Bid/Ask, etc.) e al grado di fedeltà con il quale l’ETF (o ETN) riproduce il proprio benchmark (Il relativo R-quadro dovrebbe essere il più possibile vicino a 1), è possibile acquistare un ETF che replichi l’andamento del VIX.

Un ipotetico investitore potrebbe acquistare un ETF (o ETN) che replichi il VIX quando il prezzo di quest’ultimo è relativamente basso (10-15), ovvero in periodi in cui i mercati hanno una bassa volatilità. Il valore del VIX tenderà ad aumentare nel caso in cui la volatilità sui mercati dovesse aumentare. Questa strategia permetterà di controbilanciare le perdite che il portafoglio probabilmente subirà in momenti di alta volatilità (solitamente associati a periodi ribassisti). Tuttavia la ciclicità che caratterizza ogni crisi porterà la volatilità  a riallinearsi con la sua media storica e quindi anche il VIX tornerà ad assumere valori vicino alla sua media (20). Sarà quindi necessario sapere quando chiudere la posizione, eventualmente mettendo anche take profit, in modo da non annullare i profitti potenziali ottenuti durante i periodi di alta volatilità. Per questo motivo l’investimento sul VIX potrà essere solo una strategia di breve termine.

Nel caso in cui prevediamo che la crisi di mercato sia ormai alle spalle potremmo optare anche per l’acquisto di un ETF che investa in short sul VIX. Tuttavia questa strategia, a differenza della prima, non ridurrà la correlazione fra i propri titoli in portafoglio aumentandone la volatilità nonché il rischio di subire ingenti perdite.

INVESTIRE SULL'ETF SUL VIX: ESEMPIO PRATICO
Facciamo un esempio pratico di come poter utilizzare il VIX aprendo una posizione lunga.
Ipotizziamo un investitore che ad ottobre 2015 avesse voluto ridurre l’esposizione del proprio portafoglio a possibili tensioni sui mercati dovuti ai vari rischi che stavano e stanno tuttora caratterizzando l’outlook macroeconomico (Cina, petrolio, terrorismo, Bail in, FED e così via). Il nostro ipotetico investitore, notando che la quotazione del VIX era relativamente bassa, avrebbe potuto optare per l’apertura di una posizione lunga sul VXX (un ETF che replica il VIX e che ha un buon livello di liquidità). Ipotizziamo che abbia acquistato il VXX ad un prezzo pari a 19$ in data 27 Ottobre.
 
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Ipotizzando una situazione piuttosto favorevole, ovvero che l’investitore abbia deciso di chiudere la posizione il 9  Febbraio (prezzo di chiusura 27,88), al lordo di commissioni, tasse ed effetto cambio, il profitto sarebbe stato pari al 46% circa.

Questa è uno scenario piuttosto favorevole per il nostro investitore, poiché nel periodo preso in esame i mercati hanno visto un forte incremento della volatilità. Tuttavia, se i mercati avessero continuato a registrare livelli di volatilità considerati nella media, l’investitore avrebbe molto probabilmente ottenuto una perdita dovuta all’effetto contango, alle commissioni di gestione, nonché a possibili ulteriori riduzioni della volatilità.

Questa strategia permette di ridurre il grado di correlazione dei rendimenti del proprio portafoglio, tuttavia non può essere considerata una vera e propria strategia di hedging. E’ necessario quindi non affidarsi esclusivamente a questa strategia per ridurre il rischio del proprio portafoglio, poiché, citando Warren Buffet, “con la bassa marea si vede chi non indossa il costume da bagno”.

tommaso.menichetti@libero.it

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