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ETF: perchè sono vantaggiosi

Gli ETF aprono al piccolo investitore un nuovo mondo di opportunità di investimento precluse fino a qualche anno fa. Il tutto in modo semplice, trasparente, lineare e con costi contenuti

di Mirco Leonelli

Un ETF (Exchange Traded Fund) è una quota di un fondo indice quotato in borsa. I fondi indice sono fondi comuni di investimento aperti indicizzati, e cioè che replicano fedelmente l'andamento di un indice azionario oppure obbligazionario, di un indice del mercato immobiliare, di indici settoriali o di panieri di azioni/obbligazioni.

E' appunto questo che si intende con “gestione passiva”. Mentre la “gestione attiva” è quella tipica di un fondo di investimento in cui i gestori acquistano e vendono titoli per approfittare del loro andamento. La gestione passiva si realizza semplicemente detenendo in portafoglio gli stessi titoli che compongono l’indice da replicare, nel medesimo peso percentuale.

etf_3Il fondo indice acquista titoli finanziari,  quando è un ETF. Ma ci sono anche fondi indice che acquistano materie prime e loro derivati, e sono gli ETC. Sia con gli ETF che con gli ETC, ad esempio, si può investire in oro. Nel primo caso, acquistando titoli. Nel secondo, anche acquistando oro fisico.

 

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COME FUNZIONANO GLI ETF: IL PREZZO

Il prezzo di un ETF è fatto da più elementi. Il grosso, dal valore della quota del fondo, e cioè da quello degli strumenti su cui il fondo investe. Dal valore degli strumenti sottostanti, poi il market maker aggiunge o toglie uno spread. Aggiunge nel caso un investitore voglia acquistare e toglie nel caso in cui voglia vendere.

Nel caso specifico degli ETF il market maker si chiama Specialist, ed è un intermediario incaricato dalla borsa di acquistare e vendere titoli, di rendere cioè liquido il mercato. E lo spread che lo specialist impone sul prezzo e ciò che guadagna dalla sua funzione di intermediario.

Ma il prezzo è fatto dallo specialist solo se non ci sono altri operatori che vogliano vendere o acquistare ETF. Nel caso ci siano, il prezzo sarà quello pattuito delle parti, anche se non può discostarsi di molto (il range è stabilito) da quello del market maker. In un certo senso, è un prezzo controllato.

Ecco un esempio.

  • Il prezzo degli strumenti è 100.
  • L’intermediario ci aggiunge o toglie uno Spread. Il prezzo diventa 100,05 o 99, 05.
  • Se arriva un altro operatore che vuole acquistare o vendere, allora il prezzo sarà quello che i due investitori pattuiranno, senza l’obbligo di passare attraverso il market maker. La distanza tra questo prezzo e quello del market maker è però definita in modo che i due prezzi non possano scostarsi molto l’uno dall’altro.

 

QUOTAZIONE ETF

 

COSA SONO GLI ETF: OPPORTUNITA’ DI INVESTIMENTO

etf2Esistono grandi opportunità di investimento per gli investitori che si avvicinano al mercato degli ETF. A fronte di una vasta tipologia di attività sottostanti sulle quali investire, questi innovativi fondi comuni di investimento aperti indicizzati presentano anche una serie di vantaggi, tali da attirare l’attenzione e l’interesse di un numero sempre più grande di investitori.

Cosa importante, ad esempio, è che con un ETF l’investitore sa sempre esattamente che cosa fa il fondo. E come sta andando. In quanto replica di un indice o di un paniere comunque definito, si sa quali sono i titoli su cui investe e come l’investimento sta andando. E nella maggior parte dei casi, i fondi indice hanno risultati migliori di quelli a “gestione attiva.”

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I COSTI DEGLI ETF

Tra gli altri vantaggi c’è sicuramente l’aspetto economico. Gli ETF a differenza dei normali fondi comuni non presentano commissioni di entrata, di uscita e di performance. Le prime due vengono sostituite dalle commissioni di intermediazione che variano da banca a banca e da cliente a cliente mentre la commissione di performance, che per la verità è limitata a pochi fondi comuni, per gli ETF non è presente.

Anche la commissione di gestione è sicuramente inferiore. Tale onere viene pagato in proporzione al periodo di detenzione dell’ETF ed è trattenuto ogni giorno, per la quota parte di competenza, dal gestore che la sconta direttamente nel valore della quota. Per un fondo passivo azionario si aggira nel range 0,15% - 0,60% rispetto all’1,5% - 2,5% di un fondo comune classico.

La motivazione dei minori costi va ricercata nella natura “passiva” della gestione degli ETF, che per definizione devono replicare l’indice benchmark e non cercare di batterlo. Gli investimenti effettuati con il denaro raccolto avvengono, infatti, attraverso procedure “meccaniche” e automatiche, senza dover impiegare ingenti risorse in ricerche e analisi dettagliate, per la scelta dei titoli migliori, ovvero quelli che dovrebbero battere il benchmark.

Un costo “implicito” degli ETF, così come di ogni strumento quotato su mercati regolamentati, è da ricercare inoltre nello spread denaro-lettera ovvero nello scostamento fra il migliore prezzo in acquisto e quello in vendita.

Fermo restando le differenze presenti fra i vari ETF italiani quotati ed escludendo un paio di eccezioni che vedono tale spread vicino allo 0,50%, nella maggioranza dei casi troviamo valori inferiori allo 0,10% praticamente trascurabili. Da qui il buon livello di liquidità supportata dallo Specialist, un intermediario tenuto ad esporre quotazioni in acquisto e in vendita in via continuativa, con uno spread ridotto e per quantitativi minimi prestabiliti, e da eventuali Liquidity Providers (market makers non ufficiali).

 

COME INVESTIRE IN ETF: LA NEGOZIABILITA' CONTINUA

Gli ETF sono definiti “azioni indice” in quanto, come le comuni azioni, possono essere acquistati e venduti anche durante la medesima giornata in via immediata e a prezzi perfettamente noti. Inoltre, il lotto minimo negoziabile è di una azione/quota quindi, anche dal punto di vista della somma da investire, è veramente accessibile a tutti.

Da queste caratteristiche deriva la grande flessibilità dello strumento, che lo rende adatto sia ai piccoli investitori privati che ai più grandi istituzionali, per strategie di investimento speculative di brevissimo termine così come di più ampio respiro (medio-lungo periodo).

 

COME INVESTIRE IN ETF: LA SEMPLICITA' D'USO

etf_2Altro aspetto positivo, che li accomuna ai fondi comuni, è la possibilità di prendere posizioni su di un indice/settore/area geografica attraverso una sola operazione di acquisto o di vendita, con la certezza di ottenere un rendimento molto simile a quello dell’indice di riferimento e senza dovere comprare singolarmente tutti i titoli appartenenti a quel comparto.

Inoltre, ma non meno importante, va ricordato che questi strumenti consentono ai piccoli investitori di accedere a titoli sottostanti, indici e aree geografiche inaccessibili fino a pochi anni fa. Ci si sta riferendo, per esempio, della possibilità di replicare l’indice della Borsa brasiliana o di quella coreana o di accedere ai mercati delle materie prime replicando le quotazioni del petrolio piuttosto che quelle dell’oro (non sul mercato italiano però…).

 

GLI ETF NON RISCHIANO L'INSOLVENZA

Infine una precisazione: gli ETF non sono esposti ad un rischio di insolvenza (e di conseguenza non richiedono un rating) neppure nel caso in cui le società che si sono occupate della costituzione e della gestione risultino insolventi. Questo perché gli ETF quotati nella Borsa italiana hanno un patrimonio separato rispetto a quello delle società appena menzionate.

Questo scritto è redatto a solo scopo informativo, può essere modificato in qualsiasi momento e NON può essere considerato sollecitazione al pubblico risparmio. Il sito web non garantisce la correttezza e non si assume la responsabilità in merito all’uso delle informazioni ivi riportate.
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