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I fondi comuni di investimento

Ecco alcune semplici definizioni delle varie fattispecie di fondi previste dal nostro ordinamento, in modo da saper riconoscere i variegati prodotti finanziari di questo settore del risparmio gestito

di Daniele Tortoriello

Secondo la definizione posta dal Testo unico della finanza un fondo comune di investimento è un patrimonio autonomo, suddiviso in quote di pertinenza di una pluralità di partecipanti, che viene gestito in monte, ossia collettivamente e nello stesso modo per tutti i partecipanti, e che può essere raccolto mediante una o più emissioni di quote.

L’investimento in fondi si effettua pertanto acquistando un certo quantitativo di quote, il cui valore varia in funzione dell’andamento degli investimenti nei quali è impiegato il patrimonio del fondo.

Tra le varie distinzioni poste dall’ordinamento, vediamo una di recente introduzione che riguarda la differenza tra fondi armonizzati e non armonizzati.

I fondi armonizzati sono i fondi comuni di investimento rientranti nell’ambito di applicazione delle direttive comunitarie, che possono essere commercializzati nel territorio dell’Unione Europea in regime di mutuo riconoscimento; tali fondi costituiscono la maggior parte dei fondi commercializzati in Italia. Tra questi ci sono naturalmente sia i fondi di diritto italiano, ossia gestiti da società italiane con sede legale in Italia sia fondi di società di gestione comunitarie.

I fondi non armonizzati sono invece fondi sottoposti a regole meno stringenti e pertanto caratterizzati da una maggiore libertà di investimento.

Una delle più comuni distinzioni tra i fondi che si è soliti fare è quella che riguarda la forma, che può essere aperta o chiusa: si dice che un fondo comune è di tipo aperto quando i partecipanti hanno diritto di chiedere, in qualsiasi tempo, il rimborso delle quote secondo le modalità previste dalle regole di funzionamento del fondo, mentre si dice che il fondo è di tipo chiuso quando il diritto al rimborso delle quote viene riconosciuto ai partecipanti solo a scadenze predeterminate.

Soffermandoci poi sull’oggetto dell’investimento, si possono avere fondi mobiliari e fondi immobiliari. I fondi immobiliari sono fondi che investono il patrimonio esclusivamente o prevalentemente in beni immobili, diritti reali immobiliari e partecipazioni in società immobiliari in misura non inferiore ai due terzi del valore complessivo del fondo e possono essere istituiti esclusivamente in forma chiusa.

I fondi mobiliari, che possono essere istituiti in forma aperta o chiusa, sono fondi le cui risorse finanziarie sono investite in valori mobiliari o in strumenti finanziari come dir si voglia.

Chiariti questi fondamentali concetti preliminari, passiamo ad analizzare delle modalità particolare in cui può essere costituito e gestito un fondo comune.

Si inizi considerando il caso dei fondi di fondi: sono fondi in cui il patrimonio non è investito in titoli, ma in quote di altri fondi o, più in generale, di altri Oicr, gestiti anche da altri soggetti, scelti discrezionalmente dal gestore.

Simile ai fondi di fondi sono gli umbrella fund, poiché anch’essi investono in quote di altri fondi ma, a differenza dai primi, la scelta dei fondi è effettuata a monte dalla società di gestione, senza essere modificata nel tempo, tra quelli promossi o gestiti dalla stessa Sgr.

Abbiamo poi il caso dei fondi speculativi, conosciuti anche con il nome di hedge fund; come dice il nome, si tratta di fondi molto rischiosi che mirano a ottenere rendimenti assoluti molto elevati attraverso una strategia di investimento aggressiva. Diversamente a quanto accade per gli altri fondi, non sono stati posti dei vincoli prudenziali agli investimenti tranne per quanto riguarda la loro accessibilità, che è pressoché limitata a grandi investitori.

Esiste anche la possibilità per le SGR di istituire fondi riservati, aperti e chiusi, la cui partecipazione è riservata a investitori qualificati, previa la specificazione delle categorie di investitori alle quali il fondo è riservato.

Altra tipologia è quella dei fondi garantiti, ossia fondi che garantiscono la restituzione del capitale investito ovvero il riconoscimento di un rendimento minimo, mediante la stipula di apposite convenzioni con certi intermediari; possono essere sia di tipo aperto che di tipo chiuso.

Insieme ai fondi garantiti, in termini di protezione dell’investitore, possiamo citare i fondi a capitale protetto, che sono fondi che perseguono una politica di investimento atta a minimizzare, attraverso l’utilizzo di particolari tecniche di gestione, la probabilità di perdita del capitale investito.

Infine, volgiamo la nostra attenzione sui fondi indice, un’interessante tipologia che si sta sviluppando velocemente in questi ultimi tempi, grazie soprattutto all’inizio delle negoziazioni di exchange traded fund (Etf) in Borsa. In poche parole, sono fondi che, basandosi su una gestione passiva, riproducono fedelmente la composizione di un determinato indice e il loro valore ne segue quindi l’andamento.


Daniele Tortoriello
danitorto@hotmail.com

Questo scritto è redatto a solo scopo informativo, può essere modificato in qualsiasi momento e NON può essere considerato sollecitazione al pubblico risparmio. Il sito web non garantisce la correttezza e non si assume la responsabilità in merito all’uso delle informazioni ivi riportate.
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