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Gli strumenti finanziari derivati

Introduciamo il discorso su questa affascinante e pericolosa tipologia di strumenti finanziari, che ha fin dalla nascita ha suscitato l¹interesse non solo del mondo accademico e di quello professionale ma anche quello dei piccoli investitori

di Daniele Tortoriello

In genere, quando si presentano gli strumenti finanziari derivati si parte dall’analisi etimologica del termine derivati che permette una descrizione tanto sintetica quanto significativa del concetto che sta alla loro base. Si è, infatti, soliti affermare che un derivato (derivative in lingua madre anglosassone) è uno strumento finanziario il cui valore deriva da quello di un’attività sottostante, intendendo con questo dire che il prezzo di un derivato dipende dal valore di una certa attività che non si possiede in modo da negoziarne il rischio senza acquistarla direttamente sul mercato.

Il sottostante può essere costituito da attività finanziarie (considerando tra queste anche le valute) e merci: nel primo caso abbiamo i financial derivatives nel secondo i commodity derivatives.

La negoziazione di derivati non può essere considerata una normale attività di investimento, essendo questi trattati sostanzialmente per tre finalità:

  1. copertura dei rischi derivanti da una posizione già aperta: sappiamo che il valore degli investimenti (in merci, valute, strumenti finanziari, tassi d'interesse, ecc.) è legato all’andamento di certe variabili finanziarie, e i derivati permettono di fronteggiare le variazioni sfavorevoli di tali variabili;
  2. attività speculativa: si negoziano derivati per trarre un profitto, assumendo anche rischi di perdita non indifferenti. Gli speculatori scommettono su variazioni a loro favorevoli dei prezzi delle attività sottostanti. Gli strumenti derivati sono strumenti con un elevato grado di leva finanziaria: guadagno e perdita potenziali sono molto grandi;
  3. operazioni di arbitraggio: sono operazioni effettuate acquistando e vendendo la stessa attività su due diversi mercati, in funzione di una temporanea deviazione dalle relazioni di equilibrio che legano il prezzo del derivato a quello del sottostante.
Esistono numerose e variegate tipologie di derivati, che, tuttavia possono essere classificate, anche per la disciplina normativa italiana, nelle seguenti quattro categorie:
  1. forward;
  2. swap;
  3. future;
  4. opzioni.
I forward sono contratti a termine, di acquisto o di vendita, in cui il regolamento avviene in una data futura con la consegna dell’attività oggetto del contratto mentre il prezzo di consegna (o prezzo a termine) viene stabilito al momento della stipula del contratto. Il contratto può concludersi sia con l’effettiva consegna del bene sia con il pagamento di differenziali in contanti.

Gli swap (baratto) sono contratti in cui due parti si scambiano a pronti e a termine flussi finanziari, periodici o una tantum, che sono calcolati applicando uno schema predefinito, differente per le due parti, a uno certa attività.

I futures sono anch’essi dei contratti a termine, ma rispetto ai forward sono standardizzati e quindi negoziabili in mercati regolamentati, con i quali le parti si impegnano a scambiarsi alla scadenza un certo quantitativo dell’attività sottostante a un prezzo prestabilito.

Infine, le opzioni sono contratti mediante i quali una delle parti, dietro pagamento di un corrispettivo (premio), acquista la facoltà di acquistare o di vendere, alla o entro la data di scadenza, un certo quantitativo dell’attività sottostante a un prezzo prestabilito (prezzo di esercizio).

Questo articolo non è, né vuol esserlo, esaustivo per quanto riguarda l’argomento dei derivati. Per ora abbiamo solo introdotto concetti generali che, in seguito, analizzeremo approfonditamente in ogni singolo aspetto.


Daniele Tortoriello
danitorto@hotmail.com

Questo scritto è redatto a solo scopo informativo, può essere modificato in qualsiasi momento e NON può essere considerato sollecitazione al pubblico risparmio. Il sito web non garantisce la correttezza e non si assume la responsabilità in merito all’uso delle informazioni ivi riportate.
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