Gli aumenti di capitale in forma mista
Quando l’emittente colloca prodotti finanziari diversi
di Daniele TortorielloAccade di frequente che gli aumenti di capitale siano operati utilizzando la forma mista. Per forma mista, nell’accezione più ampia dell’espressione, si intende il caso in cui l’emittente colloca (offre) prodotti finanziari diversi e riguarda sia il collocamento di obbligazioni convertibili e/o warrant, sia il contemporaneo collocamento di azioni a pagamento e azioni totalmente gratuite.
Le formule viste nei precedenti articoli per la valutazione del prezzo ex delle azioni (prezzo post aumento) e del valore teorico del diritto di opzione devono essere opportunamente riviste per tener conto di tutti i fattori in gioco. In ogni caso, si consideri che il prezzo ex è la media ponderata delle quotazioni dei singoli titoli e dei costi di sottoscrizione, il valore del diritto globale di opzione è la somma dei singoli diritti di opzione corrispondenti a ciascun prodotto di nuova emissione.
La tipologia di aumenti in forma mista più frequente e più nota è quella che vede l’emissione di un solo tipo di azioni in parte a pagamento e in parte gratuito. In questo caso, le formule da utilizzare sono:
1. PTAex = [(NAV x PAcum) + (NANpag. x CS) + (NANgr x 0)] / (NAV + NANpag + NANgr)
Dove:
• PTAex è il prezzo teorico di equilibrio post aumento di capitale;
• NAV è il numero delle azioni vecchie;
• PAcum è il prezzo di mercato ante aumento di capitale;
• NANpag è il numero di azioni nuove a pagamento;
• CS è il prezzo di sottoscrizione;
• NANgr è il numero di azioni nuove gratuite;
2. DOTtot = DOTpag + DOTgr
Dove:
• DOTtot è il valore teorico totale del diritto di opzione;
• DOTpag è il valore teorico del diritto di opzione a pagamento;
• DOTgr è il valore teorico del diritto di opzione gratuito.
Con:
• DOTpag = (PTAex. - CS) x (NANpag / NAV);
• DOTgr = (PTAex) x (NANgr / NAV).
Maggiore complessità presentano le offerte di obbligazioni convertibili e/o warrant. Nel caso delle convertibili, il possessore può, entro una data scadenza e secondo un predeterminato rapporto di cambio, ricevere l'azione al posto dell'obbligazione, che a quel punto torna in possesso dell'emittente e cessa di esistere. Nel caso del warrant, invece, l'investitore è in possesso di un'opzione call, che gli attribuisce la facoltà di acquistare l'azione a un prezzo stabilito, entro un determinato periodo e secondo un prestabilito rapporto di cambio.
Nei casi sopra esposti, la decisione di se e quando convertire o esercitare il warrant compete all'investitore; non è possibile, pertanto, conoscere alla data dell'operazione sul capitale, in maniera precisa, il totale delle azioni collocate e neppure calcolare esattamente il valore delle due attività. Pertanto, per la loro valutazione, si introducono due ipotesi semplificatrici: la prima assume che le obbligazioni siano convertite immediatamente e i warrant siano esercitati alla scadenza; la seconda assume che il costo di sottoscrizione delle convertibili sia versato immediatamente e il prezzo di esercizio dei warrant sia versato alla loro scadenza.
Daniele Tortoriello
danitorto@hotmail.com
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aumenti di capitale
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