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Covered warrant: valore intrinseco e valore temporale

Le componenti del prezzo. Vediamo come vengono determinate

di Mirco Leonelli
Il diritto di comperare (call) o di vendere (put) attribuito dal covered warrant al suo portatore ha un prezzo chiamato premio, che l’acquirente paga al venditore dello strumento. Tale valore si compone di due elementi: valore intrinseco e valore temporale.

Come avviene in generale per tutte le tipologie di opzioni, il prezzo di mercato di un covered warrant (premio) è il valore che l’acquirente paga per assicurarsi il diritto insito nel CW ed è composto da due fattori fondamentali: valore intrinseco e valore temporale.

Il primo è il valore che il portatore riceve in caso di esercizio e scaturisce dalla differenza tra valore di mercato del sottostante e prezzo di esercizio (o strike price), tenuto sempre conto del multiplo. Se per esempio si acquista un CW call su ENEL con strike 6 Euro e multiplo 0,1 mentre il titolo sottostante sul mercato vale 6,9 Euro, il valore intrinseco sarà dato da:
  1. 6,9 - 6 = 0,9€;
  2. 0,9€ x 0.1 = 0.09 Euro, che rappresenta il valore cercato.

Questo valore può essere positivo o nullo, ma non negativo in quanto se ENEL valesse 5 Euro posso tranquillamente non esercitare il mio diritto di acquistare il titolo.

Nel caso in cui il valore intrinseco sia nullo, il CW ha comunque una valorizzazione, pur piccola che sia. È la quota parte di valore chiamata valore temporale (o time value). L’entità di questa componente dipende da una serie di fattori, o coefficienti di sensibilità (detti “greche”) rappresentati da la vita residua del CW (Theta), il livello dei tassi di interesse (Rho), la volatilità attesa del titolo sottostante (Vega), il prezzo del sottostante (Delta) ed eventuali dividendi staccati dal titolo sottostante (Phi). Può essere visto come il prezzo assegnato alla probabilità che il CW acquisti un valore intrinseco positivo prima della scadenza. E’ vero, infatti, che l’investitore sta perdendo in quel momento la sua scommessa rialzista ma lo scenario potrebbe cambiare e ribaltarsi a suo favore. In altre parole “c’è ancora tempo prima della scadenza…”.

Inoltre, è opportuno annotare che un CW con valore intrinseco (vedi esempio precedente) quota sul mercato ad un prezzo maggiore dello stesso. Tale surplus è rappresentato proprio dal valore temporale. Nel caso del CW su Enel di cui all’esempio precedente, lo strumento derivato potrebbe quotare sul mercato 0,1 € di cui 0,09 di valore intrinseco e 0,01 di valore temporale. Ora capirete immediatamente perché quasi sempre si afferma che “i CW non vanno esercitati ma, al più, venduti sul mercato, per non perdere quella parte di valore (0,01€ per ogni CW posseduto) chiamato valore temporale”.

Riprendendo la terminologia utilizzata nella teoria delle opzioni, i CW con valore intrinseco (cioè con prezzo del sottostante maggiore dello strike per i call e minore per i put) vengono definiti IN THE MONEY. Quelli privi di valore intrinseco (prendendo ad esempio i CW call in cui lo strike è maggiore del sottostante) vengono chiamati OUT OF THE MONEY. Quando la differenza tra i due valori è molti ampia si parla rispettivamente di CW DEEP IN THE MONEY o CW DEEP OUT OF THE MONEY. Infine, i covered warrant nei quali i due valori sono coincidenti (o vicinissimi) si chiamano AT THE MONEY.

Onde evitare equivoci, è bene fin da ora specificare una cosa: il CW, a differenza di altri tipi di derivati quali le opzioni su azioni (iso alpha) e i future non può essere veduto senza possederlo.

Mirco Leonelli    
mircoleo@libero.it


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