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Covered warrant: cosa sono e per quali fini si usano

di Mirco Leonelli
Erano i tempi della new economy e di internet, del boom delle borse, del Nasdaq e di tutti i titoli tecnologici; erano i tempi dell'euforia, della nascita del trading on-line e della grande propensione al rischio quando sul mercato azionario italiano si consacrava il successo dei covered warrant. Da allora il loro fascino si è un po’ appannato, ma rappresentano comunque un pezzo importante del mercato SEDEX.

Ma di cosa si tratta? Parliamo, come molti di voi già sanno, di un  particolare tipo di opzione cartolarizzata appartenente alla categoria degli “strumenti derivati” che attribuisce all’acquirente il diritto, ma non l’obbligo, di acquistare (CW di tipo call) o vendere (CW di tipo put) una determinata attività finanziaria o merce (sottostante) ad un prezzo prefissato (strike price o prezzo di esercizio), entro una certa data (CW di tipo americano) o a una data precisa (CW di tipo europeo).

Vengono chiamati strumenti derivati in quanto "derivano" il loro valore dall'andamento del prezzo dell'attività sottostante e soprattutto hanno un caratteristica peculiare che li contraddistingue rispetto alle comuni azioni o obbligazioni: hanno il tanto amato (da chi ha indovinato il trend) o temuto (da chi ha sbagliato la "scommessa" sul sottostante) effetto leva. Effetto per certi versi perverso, che amplifica i guadagni (ma anche le perdite); effetto che rende estremamente volatili e rischiosi questi strumenti, consigliandone l'uso solamente a persone estremamente preparate e con un’ampia conoscenza dei fattori (molto diversi) che possono influenzare il prezzo del covered warrant stesso.

Strumenti facilmente accessibili a condizioni non particolarmente onerose (le normali commissioni di negoziazione), i covered warrant sono liberamente negoziabili sul mercato SEDEX (mercato dei Securitised Derivatives) della Borsa Italiana S.p.A., dalle ore 9.05 alle 17.25, con quotazione in continua. Forse è anche grazie a questo che hanno preso piede, soprattutto, tra i piccoli risparmiatori più disposti a rischiare, alla ricerca del guadagno facile in breve tempo (ma esiste veramente?). Investitori per lo più giovani (ma non solo) che cercano di trarre i maggiori vantaggi dai movimenti di breve periodo del sottostante, siano essi al rialzo o al ribasso, con finalità, quindi, prevalentemente di trading e speculazione.

Oltre a questo, che è sicuramente l'uso principale che ne viene fatto, i covered warrant possono essere usati anche a fini di copertura, ovvero per proteggere il valore di singole azioni detenute (o interi portafogli titoli). Se le aspettative di un investitore sono di un ribasso momentaneo dei corsi dei titoli in suo possesso, per compensare le perdite potenziali si possono acquistare covered warrant di tipo PUT aventi come sottostante i titoli stessi; in questo modo si cerca di guadagnare con lo strumento derivato quanto potenzialmente si va perdendo con il sottostante, immunizzando il portafoglio.

Terzo e ultimo motivo per il quale un investitore può, teoricamente, approcciare un covered warrant (così come altri strumenti derivati simili) è quello di sfruttare momentanee inefficienze nel mercato e in particolare nella quotazione dello strumento stesso. Può accadere, per piccoli periodi di tempo, che un covered warrant quoti a prezzi non ragionevoli con quello che dovrebbe essere il suo fair value (valore corretto) e alcuni operatori, i più esperti, possono cercare facili profitti sperando in un allineamento delle quotazioni stesse. Ma qui si entra in un argomento minato e di difficilissima lettura che lascerei solo ai veterani del mercato.

Mirco Leonelli    
mircoleo@libero.it


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