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CDS (Credit Default Swap): cosa sono, come funzionano e chi li tratta

Nell’attuale mondo della finanza globalizzata, grazie ai nuovi strumenti finanziari derivati come i CDS e alle cartolarizzazioni, gli operatori possono gestire attivamente il rischio

di Redazione Soldionline

A cura di Giulia Di Ruscio e Alfonso Scarano


Accettare garanzie reali, confidando e vigilando che il debitore paghi puntualmente. Questa era l’unica soluzione che, fino agli anni ’90, le banche e intermediari finanziari potevano adottare nella gestione del rischio di credito per i finanziamenti che concedevano. Ma negli ultimi anni ci sono degli strumenti, i CDS, che fanno questo lavoro.

 

CDS: COSA SONO

Nell’attuale mondo della finanza globalizzata, grazie ai nuovi strumenti finanziari derivati come i CDS (Credit Default Swap) e alle operazioni di cartolarizzazione, gli operatori finanziari possono gestire "attivamente" il rischio insito nel loro portafogli titoli, sia mantenendo l’esposizione al rischio di insolvenza (default) sia scaricando il rischio al mercato, comprando un CDS.
I CDS, derivati creditizi che proteggono dal rischio di fallimento (default) fungono – in sostanza - da assicurazione finanziaria.
Per fare un esempio pratico, se a una certa ora di un certo giorno l’assicurazione dal fallimento sul titolo obbligazionario della Repubblica Italiana viene scambiata a 255,5 punti base significa che per sottoscrivere quell'assicurazione sul default dello stato dovemmo pagare il 2,56% dell'investimento nel titolo. Per assicurare, dunque, 1 milione di euro investiti in BTP occorre spendere 25.550 euro in CDS.

mercati-azionari_1Per mezzo di tali strumenti finanziari gli intermediari possono anche esporsi con grande facilità a elevati rischi concedendo continuamente protezione contro il rischio di fallimenti, ovvero vendendo grandi quantità di CDS essendo corrispondentemente aumentata l’esigenza di chi voglia, al contrario, proteggersi dal rischio di default.

A che pro gli intermediari speculatori assumono questi rischi? Facile! Essi vengono remunerati dal valore del valore del CDS, una sorta di premio assicurativo-finanziario, ricevuto in cambio della vendita della protezione svolta dal CDS.

 

CDS: UNA INNOVAZIONE FINANZIARIA RECENTE

ll CDS, come strumento finanziario, nasce nei primi anni ’90 introdotto dalla nota banca d’affari J.P. Morgan.
Se i CDS fossero impiegati correttamente e consapevolmente, questa pratica può consentire di tenere sotto controllo i rischi e svincolare l’attività di impiego a sostegno dei rischi insiti nell'investimento.

Ma non sempre. Ad esempio nel caso della Grecia per il fatto che formalmente il debito greco è stato rinegoziato, seppure comportando una perdita di oltre il 50% del capitale facciale, i CDS non hanno rimborsato nulla, in quanto tale rinegoziazione non è stata interpretata come un evento creditizio coperto dal CDS.

Insomma, dal finire degli anni ’90, le banche sono state tra i maggiori compratori di protezione creditizia e le compagnie di assicurazione tra i maggiori venditori e questo mercato è esploso con grande importanza e influenza nei mercati finanziari.

 

COME FUNZIONANO I CDS

I CDS nascono per proteggere il rischio che si verifichi una determinata condizione avversa come il default (fallimento), ma anche il ritardato pagamento di cedole e/o interessi. Questi momenti vengono qualificati tecnicamente come “eventi creditizi” (credit event), e rappresenti genericamente da giornali e mass media come delle assicurazioni al rischio di fallimento di una società o di uno Stato.

Tecnicamente il CDS è un contratto bilaterale, tra due parti, ovvero un accordo tra un acquirente (protection buyer) e un venditore (protection seller) del CDS.

Si stipula nel contratto che il venditore  del CDS si impegna, a fronte del pagamento del premio rateale versato dall'acquirente, ad effettuare un determinato pagamento (la copertura) nel caso si verifichi l’evento creditizio.
La particolarità del CDS sta proprio nell'offrire agli investitori che hanno portafogli titoli (ma anche senza possedere titoli ed in questo caso puri speculatori) la possibilità di cedere il rischio di perdite se fallisse l'emittente delle obbligazioni (Stati, enti pubblici o società private), realizzando la copertura senza il trasferimento di proprietà delle obbligazioni.

Per capire meglio di cosa si tratta  proviamo a descriverne il funzionamento con un piccolo esempio illustrativo che confronta una assicurazione incendio furto di un’automobile, una assicurazione di diffusa esperienza di tanti cittadini, con un CDS.

 

CDS E L'ASSICURAZIONE INCENDIO E FURTO

Il Sig. Gino, decide di proteggere la sua nuova automobile dal rischio di incendio e/o furto, e per questo decide di sottoscrivere una polizza con una compagnia assicurativa.

La polizza funziona in modo molto semplice:
• se si verifica l’evento avverso – il furto o l’incendio - la compagnia di assicurazione verserà al Sig. Gino un determinato valore (la copertura) che gli servirà, in parte o totalmente, per acquistare una nuova automobile;
• per contro, il Sig. Gino, dovrà versare alla compagnia assicurativa un premio per la copertura al rischio per tutta la durata del contratto.

Il Sig. Dino decide di proteggere il titolo obbligazionario in suo possesso dal fallimento della impresa o stato che lo ha emesso, e per questo decide di sottoscrivere un CDS con una società finanziaria:
• se il titolo non viene rimborsato la finanziaria verserà al Sig. Dino il valore del titolo assicurato;
• per contro il Sig. Dino, per acquistare la copertura, dovrà versare alla finanziaria il valore del CDS.

Vi è però una importante differenza che Gino e Dino confrontandosi devono comprendere: la società finanziaria non è una assicurazione. Dunque essa non è soggetta ai puntuali accantonamenti a fondo rischi, costruiti sulla base di calcoli attuariali dei rischi assunti. Il Sig. Dino del nostro esempio può assicurarsi dal rischio di default anche non possedendo il titolo assicurato, un po’ come se il sig Gino potesse assicurare la macchina di un suo vicino o una macchina qualunque, versando al loro posto il premio.

Quanti vicini di casa o sconosciuti sarebbero tentati di diventar stimolatori di un mercato di ladri di macchine e piromani se ricevessero il valore delle vetture se queste andassero rubate o a fuoco?
Nel mondo assicurativo del sig. Gino, delle cose fisiche di proprietà, la cosa non è possibile e appare francamente anche assurda che qualcuno possa assicurare qualcosa di qualcun altro.

Invece, nel mondo finanziario del mercato dei CDS del sig. Dino, è pratica comune che si possa speculare comprando protezione dal rischio, pur non avendo nulla da proteggere, ma aspettandosi che il rischio aumenti e dunque la protezione acquistata valga man mano di più ed alla fine, nel caso di fallimento, venga ripagato per il valore totale dei titoli, che non ha mai posseduto.

 

MA DOVE SI COMPRANO E VENDONO I CDS?

I mercati finanziari in cui vengono compravenduti i CDS non sono mercati regolamentati: sono i cd, mercati Over The Counter (OTC), mercati “paralleli o fuori borsa” che rappresentano una fetta importante degli scambi finanziari, alternativi alle borse ufficiali riconosciute. Le contrattazioni avvengono in maniera informale, attraverso conversazioni bilaterali tra le parti (domanda e offerta), in maniera telefonica o telematica.
Alcuni operatori trovano assai vantaggioso operare in questi mercati  come speculatori, come abbiamo visto per la facilità con cui il sig. Dino poteva speculare comprando CDS ed attendendosene una crescita di valore per la crescita del rischio di default.
Tutti trovano grande flessibilità di contrattualizzazioni già standardizzate ma anche personalizzabili.  Infatti le condizioni contrattuali non devono necessariamente corrispondere a quelle fissate dalle borse ma possono essere personalizzate.
Non vi è, però, un vero e proprio sistema di garanzie che è tipico dei mercati regolamentati, e che comprende ad esempio il puntale versamento di margini di garanzia a fronte dei rischi assunti.

 

L'ISDA, L'ORGANIZZAZIONE CHE SOVRAINTENDE I CDS

L'International Swaps & Derivatives Association (ISDA), è l’ associazione che è stata creata e che viene gestita dai principali operatori in derivati che stabilisce le varie tipologie di CDS e il contenuto dei contratti standard, oltre ad una ampia varietà di altri derivati finanziari.
L'ISDA svolge alcuni compiti che possono apparire simili a quelli svolti da un Istituto per la vigilanza pubblico sulle assicurazioni (IVASS per l'Italia) ma, occorre sempre precisare che l’ISDA è una associazione privata e non ha il crisma di una istituzione pubblica, che cura interessi pubblici.
l'ISDA è, dunque, l'associazione privata degli operatori del settore dei derivati, e cura lo sviluppo di questi mercati e, ovviamente, gli interessi di questi operatori.
I contratti standardizzati, predisposti dall'ISDA sono definiti “ISDA Master Agreement” e rientrano tra una estesa documentazione legale dei contratti derivati che vengono stipulati nei mercati OTC
.
Creata nel 1985, l’ISDA è l’ente che si occupa della regolamentazione dei contratti derivati sottoscritti in mercati OTC. Aderiscono all'ISDA più di 800 soggetti finanziari che provengono da 60 diversi paesi nel mondo. Sono membri dell’associazione numerosi trader che negoziano nel mercato dei derivati: società, investment managers, governi ed enti sovranazionali, compagnie di assicurazione, aziende attive nel settore energetico ed in quello delle materie prime, nonché banche internazionali e nazionali. Inoltre sono membri dell’ISDA anche i soggetti primari dei mercati finanziari come le Borse Valori, le clearinghouses, i Monte Titoli, studi legali, società di revisione contabile e altri fornitori di servizi del settore finanziario.

L’ISDA qualifica il proprio ruolo come soggetto referente e coordinatore del buon funzionamento del settore, impegnato a migliorarne la trasparenza con una documentazione standardizzata a livello globale.
Il potere, l’influenza e le decisioni dell’ISDA in un sistema moderno cosi pieno di prodotti finanziari e di derivati, sono di grande importanza ed impatto economico e sociale. Che non sia oggetto di attento studio e osservazione da parte dei delegati politici democraticamente eletti, la dice lunga sul ritardo della Politica rispetto i fenomeni finanziari moderni.

 

In un video il rapporto tra spread e CDS:

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