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Market abuse (I parte): le manipolazioni del mercato

Trasmettere informazioni corrette agli investitori costituisce un principio basilare dei mercati finanziari, principio che assume maggior valore quando le informazioni influiscono sulle quotazioni di mercato, ossia sono informazioni price sensitive

di Daniele Tortoriello

Negli ultimi anni, fatti di cronaca finanziaria hanno portato alla ribalta il problema riguardante i casi di manipolazioni del mercato, detti altrimenti reati di aggiotaggio. Il problema non è solo italiano e l’integrazione fra i mercati finanziari internazionali ha richiesto la creazione di norme comuni per affrontare tali reati.

All’interno della comunità europea, tale esigenza è stata affrontata con l’emanazione della Direttiva 2003/71/CE e del Regolamento n. 809/2004/CE che disciplinano gli abusi di mercato.

Il processo di recepimento della disciplina comunitaria si è concluso in queste settimane con l’approvazione da parte della Consob delle modifiche al regolamento sui mercati, regolamento 11768/98, e al regolamento sugli emittenti, regolamento 11971/99, modifiche che entreranno in vigore, in parte, il 1° gennaio 2006 e, in parte, il 1° aprile 2006.

Per manipolazioni del mercato, disciplinate dagli artt. 185 e 187 ter del Testo unico della finanza e art. 2637 (Aggiotaggio) del Codice civile, si intendono tutti quei comportamenti messi in atto su strumenti finanziari atti a mistificare in qualsiasi maniera la realtà. Più in dettaglio, costituiscono manipolazioni del mercato la diffusione di notizie, informazioni, voci o notizie false o fuorvianti che forniscano o siano suscettibili di fornire indicazioni false ovvero fuorvianti in merito agli strumenti finanziari e il porre in essere operazioni simulate o altri artifizi concretamente idonei a provocare una sensibile alterazione del prezzo degli strumenti finanziari.

Il TUF (Testo unico della finanza), inoltre, specifica alcune tipologie di operazione sospette: operazioni di compravendita false o fuorvianti, operazioni di compravendita che fissano il prezzo a livelli anomali e artificiali, operazioni di compravendita che utilizzano artifizi, inganni o espedienti e, infine, artifizi idonei a fornire indicazioni false o fuorvianti in merito all’offerta, alla domanda o al prezzo di strumenti finanziari.

Il legislatore ha voluto porre l’attenzione anche sulla categoria professionale dei giornalisti che, nello svolgimento della loro attività professionale diffondono informazioni finanziarie. In questo caso, il comportamento va valutato tenendo conto delle norme di autoregolamentazione proprie di detta professione, salvo che tali soggetti traggano, direttamente o indirettamente, un vantaggio o un profitto dalla diffusione delle informazioni.

I comportamenti di manipolazione del mercato sono punibili sia con sanzioni penali sia con sanzioni amministrative. Le sanzioni penali prevedono la reclusione da uno a sei anni e la multa da euro ventimila a euro cinque milioni, lasciando la facoltà al giudice di aumentare la multa fino al triplo o fino al maggiore importo di dieci volte il prodotto o il profitto conseguito dal reato quando, per la rilevante offensività del fatto, per le qualità personali del colpevole o per l’entità del prodotto o del profitto conseguito dal reato, essa appare inadeguata anche se applicata nel massimo.

Le sanzioni amministrative prevedono, invece, l’applicazione di sanzioni pecuniarie da euro ventimila a euro cinque milioni; tali sanzioni sono aumentate fino al triplo o fino al maggiore importo di dieci volte il prodotto o il profitto conseguito dall’illecito quando, per le qualità personali del colpevole, per l’entità del prodotto o del profitto conseguito dall’illecito ovvero per gli effetti prodotti sul mercato, esse appaiono inadeguate anche se applicate nel massimo.


Daniele Tortoriello
danitorto@hotmail.com

Questo scritto è redatto a solo scopo informativo, può essere modificato in qualsiasi momento e NON può essere considerato sollecitazione al pubblico risparmio. Il sito web non garantisce la correttezza e non si assume la responsabilità in merito all’uso delle informazioni ivi riportate.
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