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7 cose da sapere sulla Borsa di Milano

Sapete quando è nata la borsa di Milano, e per opera di chi? E cos’erano le grida e le corbeilles? E la storia del dito in Piazza Affari? Una serie di notizie rilevanti, ma anche curiose, sul listino borsistico milanese

di Mauro Introzzi

Sapete quando è nata la borsa di Milano, e per opera di chi? E cos’erano le grida e le corbeilles? E la storia del dito in Piazza Affari? Molti di voi ci investono, magari da decenni, ma magari non conoscono la borsa italiana così in profondità. E allora SoldiOnline ha deciso di raccogliere per voi una serie di notizie rilevanti, ma anche curiose, sul listino borsistico milanese.


borsa-milanoBORSA ITALIANA: LA FONDAZIONE

La Borsa Valori di Milano ha più di 200 anni ed è nata grazie ai francesi. Fu infatti istituita nel gennaio 1808, come Camera di Commercio di Milano, per volontà del vicerè del Regno d'Italia Eugenio di Beauharnais, un uomo di Napoleone. Fu la quarta in Italia dopo Venezia (1630), Trieste (1775) e Roma (1802). L’inaugurazione avvenne il 16 febbraio 1808 e come prima sede furono utilizzati 3 vani disponibili al Monte di Pietà. Qualche mese dopo tutto fu spostato al Palazzo dei Giureconsulti.

 

piazza-affari-storiaBORSA: NON SOLO AZIONI

Per tutto il 19esimo secolo le borse italiane (e quindi non solo quella di Milano) ospitavano gli scambi sia di merci che di valute e di titoli azionaria. Al listino meneghino il mercato delle merci e quello delle azioni societarie vennero separati nel 1913. Da poco più di 100 anni, quindi, è possibile catalogare quella di Milano tra le Borsa Valori, ossia tra quei mercati in cui si scambiano solo valori mobiliari.

 

LA SEDE DI BORSA ITALIANA

La casa della borsa italiana è Palazzo Mezzanotte, che prende il nome dall’architetto che l’ha concepito, Paolo Mezzanotte. Il cantiere per la creazione della sede prese il via nell’agosto del 1929 dopo un paio di anni di progetti e studi di fattibilità. Il palazzo fu inaugurato nell’ottobre 1932.

LEGGI ANCHE: Borsa Valori di Milano, la sua storia

 

IL DITO DI CATTELAN

In Piazza Affari, nella piazza antistante Palazzo Mezzanotte, si trova una scultura alquanto provocatoria di Maurizio Cattelan, denominata L.O.V.E. (acronimo di Libertà, Odio, Vendetta, Eternità). L'opera raffigura una mano nell’atto di un saluto fascista ma con tutte le dita mozzate eccetto il dito medio (che significa ben altro...). L’opera, posizionata nel settembre 2010 – quindi in piena crisi finanziaria - doveva stare in piazza un paio di settimane, ma la giunta Pisapia (dopo 2 anni) ha deciso di non toglierla.

dito-cattelan-borsa

 

LE GRIDA E LE CORBEILLES

Fino ai primi anni 90 i titoli erano scambiati dai vari agenti di cambio con le grida, in particolari recinti (denominate “corbeilles”). Esattamente come nelle celebri scene del film “Una poltrona per 2”, film che ci propinano (ma che noi guardiamo sempre volentieri) ogni viglia di Natale. Si narra che a Milano le grida fossero accompagnate da gesti evocativi per ogni titolo trattato. Così le Generali erano caratterizzate dal saluto militare con la mano destra inclinata sulla fronte, le Fiat dal gesto di un volante e da quello di un clacson, le Toro dall’indice e dal mignolo alzati (un gesto che è meglio non fare al semaforo…) e le Italgas dal naso turato.



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LE CONTRATTAZIONI TELEMATICHE

Nel 1994 si è chiuso il periodo delle grida e il mercato è diventato telematico. Le azioni sono scambiate in continua e su una piattaforma – appunto – telematica.

 

CHI LA GESTISCE

Nel 2007 la Borsa Italiana (la società che gestisce la borsa di Milano) si è fusa con la London Stock Exchange di Londra. Le due società sono sotto il controllo del London Stock Exchange Group il veicolo che possiede la totalità delle azioni di Borsa Italiana e la totalità delle azioni di London Stock Exchange.

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