Azioni:
Home » Guide » Macroeconomia » Macro Usa, leading economic indicator

Macro Usa, leading economic indicator

di Marco Delugan
Il Leading economic indicator – anche chiamato Indice Guida o Superindice – è il risultato di una media ponderata di altri 10 indicatori macroeconomici. Ha lo scopo di anticipare l’andamento del ciclo economico. L’orizzonte temporale in cui le previsioni dovrebbero avverarsi va, in linea di massima, dai 3 ai 9 mesi dall’ultima lettura. Non ha grande importanza per gli operatori dei mercati finanziari perché, pur avendo previsto correttamente diverse recessioni economiche, ha spesso fornito indicazioni che non si sono rivelate corrette.

Cos’è il Leading economic indicator

Un solo indice, una sintesi di tutti quelli che hanno dimostrato nel tempo di saper segnalare come andrà l’economia, perché orientarsi tra tutte le statistiche che i diversi istituti di ricerca, pubblici e privati, producono, è difficile. Il leading indicator è un indice composto. Viene determinato come media ponderata di altri dieci indicatori economici.

Come viene elaborato

L’indice degli indicatori guida - questa la traduzione quasi letterale - è il risultato di una media pesata di altri 10 indicatori economici; questi, tra parentesi il peso assegnato: settimana lavorativa media nel settore manifatturiero (19,7%), media mensile delle nuove richieste settimanali di sussidi per la disoccupazione (2,5%), nuovi ordini al settore manifatturiero per beni di consumo (5,9%), tempi di consegna dei fornitori del settore manifatturiero (2,9%), nuovi ordini di beni capitali esclusa la difesa (1,5%), permessi di costruzione per nuove abitazioni private (2%), indice delle aspettative dei consumatori (1,9%), variazione mensile dell’indice S&P 500 (2,9%), e la differenza tra il tasso “overnight” e quello delle obbligazioni statali a scadenza decennale (33%).

I dati più importanti

Su questo c’è poco da dire: l’indice è uno, e i componenti dieci. Quello che è importante osservare è l’andamento di tutto questo per almeno sei, sette mesi. Non ci sono regole precise e condivise che aiutino a trarre conclusioni. Il Conference Board (CB), l’istituto privato che elabora l’indice, considera che un calo del 2% in sei mesi, con la contemporanea flessione della maggior parte dei componenti, possa segnalare l’arrivo di una fase di recessione tra i tre e i nove mesi dopo l’ultima lettura; e viceversa, se i sei mesi sono di crescita dell’indice.

Leading economic indicator, importanza per il mercato: bassa

Molti dei dati elaborati dal Conefernce Board sono già noti quando l’indice viene pubblicato. Solo tre non lo sono, e il CB ne utilizza una stima. Il racconto del leading, quindi, è in gran parte già sentito. Altro difetto, almeno per gli operatori dei mercati finanziari: quell’intervallo così lungo e variabile prima che si avveri la previsione. Più il tempo è lontano, e incerto, più la previsione diventa difficile da utilizzare. Storicamente l’indice ha anticipato correttamente diverse recessioni nella storia degli Stati Uniti, ma la sua capacità previsionale non si è dimostrata perfetta, dando spesso falsi segnali.

Effetto sulle obbligazioni
Se muove i prezzi delle obbligazioni, lo fa solo in casi particolari, soprattutto se l’economia è vicina ad un punto di svolta del ciclo; o meglio, se gli operatori dei mercati pensano che lo sia. E se, soprattutto, è ipotizzabile una crescita dei rendimenti.

Effetto sulle azioni
Risposta simile a quella delle obbligazioni. E anche in questo caso può accadere soprattutto in situazioni particolari, quando gli operatori sono in cerca di prove, di indizi di un cambiamento della situazione economica: quando si prospetta la fine di una fase recessiva, o quando si avvicina al limite della crescita possibile.

Effetto sul dollaro
Anche in questo caso l’effetto della pubblicazione del leading indicator è modesto. Se l’indice risulta in crescita per qualche mese di fila, segnalando così la crescita dell’economia, è allora possibile che gli investitori esteri acquistino titoli statunitensi, sostenendo la quotazione del dollaro. E viceversa, nel caso il leading parli di un’economia in difficltà.

Frequenza: mensile; i dati riguardano il mese precedente.

Fonte: The Conference Board

Link:
http://www.conference-board.org/economics/bci/pressRelease_output.cfm?cid=1

Revisioni: possono esserci, ma di solito sono di dimensioni limitate.


Altri indicatori sulla produzione:

Prodotto interno lordo

Ordini beni durevoli

Ordini all'industria

Produzione industriale e utilizzo capacità produttiva

ISM manifatturiero

ISM non-manifatturiero

Indice PMI di Chicago

NY Empire State Manufacturing Index

Indice della Fed di Philadelphia

Beige Book

Tutti gli indici macroeconomici


Marco Delugan
marcodelugan@soldionline.it

Commenti dal 1 al 1
(1)

Giuliano mercoledì, 15 settembre 2010

Molto ben fatto

Ho apprezzato molto l'articolo, si potrebbe avere una traduzione fedele di ciascun indice componente citato nel secondo paragrafo ?

Inoltre fra i citati mi sembra che uno dei più sensibili per le azioni sia senz'altro la richiesta di sussidi settimanale per la disoccupazione, mi chiedo se esista una classifica di importanza in termini di

- sensibilità per il mercato

ufficialmente riconosciuta da qualche istituto o fatta in qualche autorevole pubblicazione.

Grazie cordiali saluti
Giuliano

n° 1
da

Soldi e Lavoro

Aspettativa con riserva del posto di lavoro dopo sei mesi di malattia

Aspettativa con riserva del posto di lavoro dopo sei mesi di malattia

Dipende da quanto prevede in materia il contratto collettivo, anche per quanto riguarda il periodo di aspettativa non retribuita a causa della malattia Continua »

da

ABC Risparmio

Una super Imu per i locali commerciali inattivi

Una super Imu per i locali commerciali inattivi

E’ la proposta di Amedeo Quaranta Locatelli per salvare le attività commerciali: ridurre l’Imu sui locali commerciali attivi ed introdurre la super Imu su quelli inattivi Continua »