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I grandi investitori, di Glen Arnold

Non si diventa grandi investitori senza essere grandi uomini.

di Edoardo Varini
Chi sono i più grandi investitori del pianeta? Questo libro non nasce per rispondere a questa domanda, perché lo sanno tutti chi sono: Benjamin Graham, John Templeton, Warren Buffett, Peter Lynch, Anthony Bolton, Charles Munger, George Soros, Philip Fisher e John Neff. Questo libro nasce piuttosto per capire perché ad aver acquistato il primato dell’investimento nell’ultimo secolo sono stati questi nomi e non altri.

E l’autore, Glen Arnold, uno che quando parla di finanza riesce a comunicarti i concetti più complessi con la massima semplicità, non ci mette molto a trovarne le ragioni: anzitutto, la lunga storia dei loro successi; secondo, l’assennatezza dei loro presupposti e delle idee d’investimento che ne conseguono; terzo, la straordinaria conoscenza delle aziende in cui decidono di investire (si tratta più di analisti aziendali che di mercato); quarto, l’aver reso di pubblico dominio le loro metodologie, insomma: l’essersi spiegati abbastanza.

Curiosamente, tali metodologie, riflessioni e spesso – come nel caso di Templeton e Soros – filosofie, non erano mai state raccolte sistematicamente in un volume, ed è probabilmente questo il principale merito del libro.

Nove biografie, nove diversi modi di intendere la vita, gli uomini e i mercati (quando uno analizza l’azienda la cosa primaria sono gli uomini, non le oscillazioni dei prezzi di borsa del titolo) e nove metodi di investimento, accorpabili in verità in due distinti gruppi: il value e il growth investing.  

Da un lato Benjamin Graham, l’inventore del value investing, vale a diredell’investimento basato sulla difformità tra il valore intrinseco di un’azienda e la sua quotazione di mercato, dall’altro Philip Fisher, fautore del growth investing, ossia dell’investimento sulle potenzialità dell’azienda (caso tipico, in questi ultimi anni, i titoli high tech).

E tutto alla ricerca del miglior rapporto tra rischio e rendimento, la vera chiave del successo sui mercati. E leggendo le pagine di questo bel libro si vede quanto siano contate le esperienze di vita di questi grandi uomini nella definizione del loro stile operativo: Soros non sarebbe stato Soros se non avesse capito, grazie al suo vissuto, che le condizioni di equilibrio, in ogni ambito dell’agire umano, non sono che fugaci apparizioni entro un contesto di squilibri da cui è possibile trarre profitto; Templeton non sarebbe stato Templeton se non avesse avuto in gioventù la possibilità di girare per il mondo e capire l’importanza dell’allocazione nei vari mercati internazionali, e così pure Buffett non avrebbe maturato quell’incrollabile senso del dovere e rispetto per la fatica se non fosse nato nel cuore dell’America rurale.

Insomma, nessuna fortuna duratura nasce dal caso o, per dirla con un’espressione tanto cara ai trader, “nessun pasto è gratis”. È questo in fondo il grande insegnamento del volume di Arnold. 


grandi-investitori

di Glen Arnold
Edoardo Varini Publishing
www.varinipublishing.com



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