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A Random Walk Down Wall Street di Burton Malkiel

Burton Malkiel è nato nel 1932 ed è un importante accademico americano. E’ professore di economia a Princeton. Il libro A Random Walk Down Wall Street è il suo più grande successo.

di Roberto Donzelli 10 apr 2015 ore 10:54

Ed eccoci alla seconda puntata delle nostre recensioni dei più importanti libri di finanza e investimenti pubblicati. Nel precedente articolo, abbiamo raccontato la storia di un grande trader, Jesse Livermore, vissuto all’inizio del 1900 e quindi in un’epoca borsistica che ormai non esiste più, così come il mondo che ci veniva raccontato ormai non esiste più. E tuttavia, abbiamo trovato alcune lezioni di valore praticamente inestimabile ancora oggi.

In questa seconda puntata, invece, passiamo proprio agli antipodi e trattiamo un libro scritto da un accademico, presente praticamente sempre da oltre 20 anni con interviste e articoli sui più importanti media mainstream. Si tratta di Burton Malkiel e del suo libro A Random Walk Down Wall Street.

Burton Malkiel – A Random Walk Down Wall Street

Burton Malkiel è nato nel 1932 ed è un importante accademico americano, oltre che autore di successo. E’ professore di economia a Princeton, dove per due volte ha anche diretto il dipartimento di economia, è stato docente a Yale, è presidente della Chemical bank ed è stato per lungo tempo advisor di Vanguard, una società di gestione di fondi-indice che propone sul mercato prodotti finanziari in linea con le sue teorie.

Il libro A Random Walk Down Wall Street è sicuramente il suo più grande successo ed uno dei libri più famosi in ambito finanziario. Nel 2015 arriverà alla sua quindicesima edizione.

Il libro è una vera pietra miliare che tratta a 360 gradi il mondo degli investimenti.

Nella prima parte, Malkiel ci elenca le più importanti “bolle finanziarie” della storia, dalla mania dei tulipani alla bolla immobiliare in Florida negli anni ’20 del secolo scorso, fino ad arrivare agli anni più recenti, con le bolle delle growth stocks negli anni ’60, i ruggenti anni ’80, la bolla giapponese e ovviamente l’internet-bubble dei primi anni 2000.

Già solo questa lettura varrebbe l’intero libro.

Ma è a questo punto, invece, che il libro inizia a farsi interessante.

Malkiel, infatti, passa ora agli aspetti pratici, descrivendoci piuttosto in profondità i concetti di analisi tecnica ed analisi fondamentale, con tutta una serie di indicatori e altro ancora.

Dopo l’ampia descrizione, la conclusione a cui arriva il professore di Princeton è che entrambi gli strumenti, cioè l’analisi tecnica e quella fondamentale, non sono sufficientemente validi per poter battere sistematicamente il mercato.

In questa conclusione, Malkiel riporta i risultati dei fondi di investimento, la gran parte dei quali, nel lungo termine, non è in grado di fare meglio degli indici e, in ogni caso, i loro risultati non giustificano le elevate commissioni che le società di gestione fanno pagare ai clienti.

Questa parte del libro si conclude con un’analisi dettagliata e una spiegazione delle ragioni del crash del 1987, per supportare la tesi della “Random Walk” e cioè che i mercati finanziari hanno un andamento “casuale” e non è quindi possibile prevedere con esattezza come si comporteranno, soprattutto nel breve periodo.

Dopo la spiegazione dei concetti, nel libro si passa all’analisi delle classi di investimento e quindi ad una guida per l’investitore.

Malkiel ci spiega le determinanti del rendimento della liquidità, dei bond, delle azioni e delle altre classi di investimento.

E a questo punto si passa alla descrizione di una guida per gli investitori.

Se è vero che nel breve periodo l’andamento dei titoli è imprevedibile, nel lungo periodo è più facile prevedere quali saranno le classi di investimento più redditizie. Tuttavia, il rendimento maggiore si accompagna anche ad una volatilità maggiore. Più è lungo l’orizzonte temporale, minore è l’impatto della volatilità e quindi si può optare per classi di investimento più rischiose.

Sulla base di questi concetti, Malkiel propone una guida agli investimenti basata sull’età dell’investitore, che prevede ovviamente una quota maggiore di azioni all’inizio della carriera di investitore, quando una persona cioè è molto giovane, quindi nel tempo si aumenta la quota di bond e strumenti monetari.

Subito dopo, ci presenta un altro aspetto fondamentale riguardante gli strumenti con cui implementare la strategia d’investimento di lungo termine.

Poiché i rendimenti di breve termine non sono prevedibili, ma i costi sono ben noti, Malkiel propone l’uso di “index funds”, cioè fondi che replicano gli indici con costi molto molto ridotti (non dissimili dagli ETF). In questo modo, l’investitore sarà in grado di minimizzare i costi, che è la cosa che è realmente possibile controllare.

CONCLUSIONE

Il libro A Random Walk Down Wall Street è un tipico libro che parte dall’idea che battere il mercato è impossibile e quindi un investitore farebbe bene a investire in un fondo indice (o ETF), accontentandosi di replicare la performance del mercato a costi limitati.

E’ una visione corretta?

A mio avviso sì.

Battere il mercato, anche solo di pochi punti, è un lavoro molto difficile, che richiede tempo, competenze, nervi d’acciaio e, non ultimo fortuna.

E’ molto raro che un investitore medio, che durante la settimana deve lavorare almeno 40 ore, ha una famiglia, un hobby, ecc…, abbia a disposizione tutte le cose scritte sopra, soprattutto tempo e nervi.

Inoltre, guadagnare 1-2 punti in più su un patrimonio di 100.000 o anche 200.000 euro, ammesso che ci si riesca, genera un flusso finanziario che potrebbe non giustificare il tempo che vi si dedica.

In altri termini, è abbastanza riconosciuto (anche dallo stesso Malkiel) che, in definitiva, il mercato non è efficiente. Tuttavia, è molto difficile prevedere queste inefficienze e, quindi, guadagnare qualcosa da esse.

Questo ovviamente non deve scoraggiare i più intraprendenti, tuttavia, il libro di Malkiel ci dice anche che, con poco sforzo e impegno, è comunque possibile partecipare con successo ed efficacia ai rendimenti offerti dal mercato finanziario.

Questo è il modo migliore di gestire il denaro “importante”, quello cioè che serve per la pensione, la famiglia, i figli.

Ed è per questo che il libro di cui abbiamo parlato oggi è molto importante ed un vero e proprio “must” per ogni investitore serio.

Roberto Donzelli
http://www.educazionefinanziaria.com

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