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Philip Fisher: “investite solo dove capite”

Investire solo su ciò che si capisce. Fisher segue questa regola e seleziona solo aziende manifatturiere perché ne comprende a pieno le caratteristiche. E attenzione a non diversificare troppo

di Manuela Tagliani

Un consiglio universale:"limitate la vostra analisi a settori che comprendete bene e in cui avete un vantaggio competitivo rispetto ad altri investitori".

Fisher cerca aziende manifatturiere con tecnologia all'avanguardia, guidate da un management capace. L'analisi che faremo quindi sarà basata su questa ulteriore selezione.

Fisher non limita la sua ricerca alle aziende di grandi dimensioni. Nel suo primo lavoro, scritto molto prima che il Nasdaq fosse inventato, sosteneva che gli investitori non dovessero scartare a priori i titoli OTC, espressione inglese usata per indicare i mercati non regolamentati. Tuttavia, Fisher favoriva le aziende cicliche con una serie continua di dati misurabili e guidate da un team di gestione con esperienza.

Fisher consiglia agli investitori di fare attenzione quando si investe in aziende a bassa capitalizzazione con un potenziale di crescita. Fisher paragonava l'investire nelle small cap a guidare una macchina superando i limiti di velocità. Un guidatore potrebbe arrivare più velocemente là dove vuole arrivare, ma è necessario un più alto livello di allerta e di vigilanza o il guidatore rischia di non arrivare proprio. Fisher suggerisce inoltre di prendere in considerazione un più ampio numero di aziende in cui investire, se si scelgono le aziende di piccole dimensioni.

Fisher sostiene anche che è importante avere un certo livello di diversificazione ma ritiene che molti investitori abbiano la tendenza ad avere un portafoglio fin troppo diversificato. È facile comprendere perché sia importante non mettere tutti i propri risparmi in un unico investimento. Ma anche suddividere troppo ha i suoi aspetti negativi, e si rischia di avere molti piccoli investimenti che non sono molto interessanti e sono difficili da tenere sotto controllo.

Fisher sosteneva, scherzosamente, che la diversificazione fosse un concetto così popolare perché è un così semplice che qualsiasi operatore di base può capire.

Fisher riteneva che le dimensioni e la qualità delle aziende usate per costruire un portafoglio determinassero l'equilibrio ottimale tra il rischio e il rendimento. Le aziende più piccole e più rischiose richiedono più diversificazione. Un peso tra il 10 e il 20% del portafoglio per le azioni di una società grande e stabile potrebbe essere ottimale mentre con aziende più piccole e più rischiose un'esposizione del 5% è più appropriata. Fisher ritiene che ci sia un numero limitato di aziende veramente eccellenti e quindi gli investitori dovrebbero limitare i propri investimenti alle opportunità migliori.

Fisher consiglia anche un limite massimo di 20 titoli in portafoglio; un portafoglio più diversificato è indice dell'insicurezza dell'investitore.

Manuela Tagliani
manuela.tagliani@gmail.com


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