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7 lezioni sul denaro dall’uomo più ricco di sempre

Rischiare, trovare alleanze, diventare (finanziariamente) indispensabili. Conoscere il mestiere e avere fortuna. E trovare il modo di sdebitarsi un po’ col destino. Cosa imparare dalla vita ricca e avventurosa di Jacob Fugger.

di Marco Delugan 5 mag 2017 ore 12:35

Si stima che Jacob Fugger abbia accumulato nella sua vita la più grande ricchezza mai accumulata da un uomo d’affari. Al momento della sua morte, avvenuta nel 1525, il suo patrimonio ammontava infatti a 400 miliardi di dollari (in dollari correnti), pari al 2% del prodotto interno lordo dell’Europa di quel tempo. Solo John D. Rockefeller si è avvicinato a tanto, anche se in termini percentuali la sua ricchezza non ha raggiunto proporzioni simili.

Jacob Fugger nacque ad Augusta, città sud occidentale della Baviera, nel 1459. E ad Augusta morì nel 1525, dopo una vita ricca non solo di denaro.

jacob-fuggerLa famiglia Fugger, una delle più importanti per l’economia tedesca tra il tardo medio evo e l’inizio dell’età moderna, era dedita a diversi affari e commerci, come la tessitura, gli affari finanziari e l’attività mineraria e siderurgica. A quattordici anni Jacob si recò a Venezia, capitale economica dei suoi tempi, per imparare il mestiere di commerciante. E a ventotto assunse un ruolo di primo piano nell’azienda di famiglia.

Fu banchiere e imprenditore, soprattutto minerario, senza uscire, quindi, dalla tradizione di famiglia. E’ considerato il più importante imprenditore tedesco dell’inizio dell’età moderna.

Accumulò una ricchezza gigantesca.

Una tale potenza economica – unita a una grande abilità di muovere ingenti risorse finanziarie in tempi brevi - non poteva non avere influenza anche sulla vita politica dei suoi tempi. Ecco qualche esempio. Fugger convinse Papa Leone X a legalizzare il prestito a scopo di lucro. I suoi metodi – tra le altre cose gestiva le indulgenze dei papi – furono una delle cause che spinsero Martin Lutero a scrivere le sue 95 tesi e dare avvio alla riforma protestante. E nel 1519 fu determinante per l’elezione di Carlo V a Imperatore del Sacro Romano Impero.

La sue vita e le sue avventure sono state raccontate da Greg Steinmetz in “The Richest Man Who Ever Lived - The Life and Times of Jacob Fugger”.

Lo stesso Steinmetz ha tratto dalla vita di Fugger 7 lezioni importanti per chi vuole investire in proprio denaro sui mercati finanziari, e non solo. Ne ha scritto nei giorni scorsi su Marketwatch.

INVESTI QUANDO GLI ALTRI HANNO PAURA

Fugger ha saputo rischiare in situazioni difficili e incerte. Finanziò Sigismondo d’Austria, arciduca del Tirolo, quando Venezia sembrava sul punto di annettersi il ducato. Mentre tutti i finanziatori abituali si tiravano indietro, Fugger raccolse una grande quantità di denaro mettendo a disposizione dell’arciduca, oltre a fondi suoi, anche soldi raccolti tra amici e parenti. Sigismondo trovò poi un accordo con Venezia che gli permise di rimanere al suo posto. Come contropartita del prestito, Fugger ottenne una concessione per lo sfruttamento delle miniere d’argento del Tirolo, che allora erano le più grandi del mondo.

Fugger ebbe anche il coraggio di investire nelle miniere di rame ungheresi quando in molti temevano che l’Ungheria sarebbe stata invasa dai turchi. Cosa che accadde, ma molto più tardi, quando Fugger era morto da un po’. Nel mentre gestì le miniere guadagnandoci molti soldi.

DIVENTA INDISPENSABILE

Fugger evitava chi poteva fare a meno dai suoi prestiti senza subirne conseguenze negative. Che fossero monarchi o altro, preferiva intrattenere rapporti finanziari con chi non poteva vivere (finanziariamente) senza di lui e senza la sua capacità di evocare grandi quantità di denaro in pochissimo tempo. Non lo amavano, e non amavano i suoi metodi. Ma non potevano farene a meno.

CONOSCI I FATTI

Fugger creò il primo servizio di informazione al mondo, e lo utilizzò per sapere prima degli altri le notizie che avrebbero mosso i mercati. Si narra che l’imperatore Massimiliano d’Asburgo per convincerlo a un’operazione finanziaria gli disse che Enrico VII, re d’Inghilterra, gli aveva spedito dell’oro come garanzia per un prestito di guerra: voleva combattere i francesi. Ma Fugger aveva spie anche lì, e venne a sapere che nessuna nave da guerra aveva lasciato le coste inglesi in direzione della Francia. E così, rifiutò l’affare.

CONOSCI I NUMERI

La partita doppia è stata inventata in Italia. Ma Fugger è stato tra i primi a utilizzarla a nord delle Alpi. Ha gestito le sue molte attività grazie anche a un bilancio consolidato che ne rappresentava la situazione economica, patrimoniale e finanziaria complessiva. I suoi libri contabili erano pieni di appunti e domande su conti e spese specifiche.

L’IMPORTANZA DI UNA BUONA FORMAZIONE (E DI BUONE CONOSCENZE)

Fugger ha trascorso diversi anni come apprendista a Venezia, allora capitale degli affari a livello mondiale. E a Venezia, oltre ad acquisire conoscenza ed esperienza, ha cominciato a tessere relazioni che gli sono poi servite per il resto della vita.

CONTROLLA LE EMOZIONI (ALMENO NEGLI AFFARI)

Quando uno dei più importanti clienti della sua banca mori, il Papa stesso (il cliente era un vescovo) chiese a Fugger di restituire il denaro alla Chiesa. I soldi della banca erano però impiegati in diversi progetti minerari e non erano disponibili per onorare il debito. Il prelievo – ma probabilmente anche le sole voci di un possibile prelievo di quelle dimensioni – lo avrebbero rovinato. Ma Fugger non fece una piega. Continuò a vivere come se non avesse problemi di liquidità, rinegoziò l’accordo con la Chiesa e riuscì a salvarsi.

RENDI QUALCOSA AL DESTINO

Nel 1516 Fugger fece costruire il Fuggerei, il complesso di case popolari più antico del mondo. L’affitto era basso, e arrivò a essere un quarto del prezzo di mercato. La costruzione del Fuggerei durò sette anni, e si concluse nel 1523. Fu più volte ampliata: dopo la seconda guerra mondiale e nel 1973. E’ ancora in funzione, finanziata dalla fondazione Jacob Fugger.

Questo scritto è redatto a solo scopo informativo, può essere modificato in qualsiasi momento e NON può essere considerato sollecitazione al pubblico risparmio. Il sito web non garantisce la correttezza e non si assume la responsabilità in merito all’uso delle informazioni ivi riportate.
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