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La ricerca del rendimento

Il compenso per aver investito, per aver rimandato il consumo. Quando è meglio una gallina domani

di Andrea Modena
Continuiamo la nostra opera di costruzione della felicità finanziaria, di cui abbiamo già tracciato i confini, ma che dobbiamo edificare fino al tetto. Il primo passo è, ovviamente, predisporre delle solide fondamenta, comprendendo appieno le relazioni tra rendimento e rischio delle attività finanziarie.

La parola investimento può avere molteplici significati. Ai nostri fini adotteremo una definizione estremamente semplice ed immediata: l’investimento è il consumo differito nel tempo per realizzare obiettivi di vita ovvero la nostra felicità finanziaria.

Significa semplicemente che possiamo decidere, ad esempio, di non comprare la casa oggi per poterne comprare una più bella domani.

Istintivamente chi possiede denaro preferisce utilizzarlo e spenderlo subito piuttosto che dopo diversi anni. L’unico modo per indurre le persone a differire il consumo è che esse ricevano un “compenso” per il loro sacrificio. Il rendimento dell’investimento è proprio questo compenso.

Ovviamente il compenso ricevuto deve essere “reale” e non “monetario”, ossia il rendimento di un investimento deve essere valutato al netto dell’inflazione; quindi distinguiamo tra:
  1. Tasso Nominale di rendimento = Tasso di mercato
  2. Tasso Reale di rendimento = Tasso di mercato - INFLAZIONE
Una volta determinato il tasso reale di un investimento (regola 1) dobbiamo passare a considerarne il rischio (regola 2).

Esistono titoli sul mercato che, per definizione, sono privi di rischio (i titoli di stato a breve termine, in Italia i Bot), poiché sono certi per i sottoscrittori sia la corresponsione degli interessi, sia il rimborso del capitale. Nessun altro investimento dà al sottoscrittore la stessa certezza; in altre parole effettuando qualunque altro investimento, non si può essere certi, a parità di scadenza, di quanti soldi si otterranno alla fine del periodo.

Allora chi ce lo fa fare di comprare titoli che non siano emessi dal tesoro? Che cosa ci dovrebbe far fare la scelta apparentemente così sconsiderata di mettere a repentaglio i nostri soldi? La possibilità di ottenere un rendimento più elevato. Tutti, per farlo, vogliono quindi un premio per il rischio. In linea generale possiamo quindi definire i tre fattori che determinano il rendimento richiesto da un qualunque investitore:
  1. La preferenza intertemporale per il consumo, misurata dal tasso reale di rendimento su attività a rischio zero.
  2. Il tasso atteso di inflazione.
  3. Il rischio associato all’investimento, cioè il cosiddetto premio per il rischio. 
Di questi tre fattori i primi due determineranno il rendimento richiesto di ogni possibile investimento. Solo il terzo fattore (il rischio) è specifico per ogni singola opportunità presente sul mercato.

Per rendere più concreto e applicabile quanto detto, facciamo un esempio se vogliamo un po’ semplicistico, ma sicuramente di immediata e utile comprensione per tutti: se ad una certa data  il BOT rende l’1% e il BTP con scadenza 3 anni il 3%, significa che il mercato si attende un tasso di inflazione per i prossimi 3 anni del 2%. Ovviamente ogni giorno queste aspettative mutano e con esse i rendimenti di mercato. Dati questi rendimenti dei titoli di stato inoltre, ogni altra obbligazione emessa da un soggetto diverso dal tesoro e quindi teoricamente meno affidabile, dovrà, a parità di scadenza, rendere di più ovvero premiare per il rischio “emittente.

Per concludere questa prima parte ci resta da comprendere il legame che esiste tra il rendimento di una attività finanziaria ed il suo prezzo, cioè come fare a capire oggi, in base al prezzo del titolo, qual è il suo rendimento atteso nel tempo. 

Il prezzo di una qualsiasi attività finanziaria è il valore attuale della somma dei flussi di denaro che essa mi darà nel corso del tempo; il valore attuale deve essere determinato tramite un appropriato tasso di sconto dato appunto dalla somma di tasso privo di rischio, inflazione attesa nel periodo e premio al rischio legato alla qualità dell’emittente.

In sostanza tra rendimento del titolo e prezzo attuale esiste una relazione inversa, cioè più il prezzo attuale diminuisce, più il tasso di rendimento aumenta. In formula:

formula

Ft = flusso di denaro al tempo t, compreso l’eventuale rimborso a scadenza
r = tasso di rendimento richiesto

Questo concetto importantissimo verrà ripreso nei prossimi appuntamenti.

Andrea Modena
andrea.modena@email.it Questo scritto è redatto a solo scopo informativo, può essere modificato in qualsiasi momento e NON può essere considerato sollecitazione al pubblico risparmio. Il sito web non garantisce la correttezza e non si assume la responsabilità in merito all’uso delle informazioni ivi riportate.
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