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Il profilo dell'investitore e la tolleranza al rischio

Una categoria molto vasta: persone fisiche, aziende, istituzioni, gestori. E profili tutti diversi. Tre sono gli aspetti base da considerare per tentare di abbozzarli: la tolleranza al rischio, gli obiettivi di investimento e l’orizzonte temporale

di Marco Delugan

Non esiste un piano di investimento adatto a tutti gli investitori. A dire il vero non esiste un piano di investimento adatto a due investitori diversi, probabilmente. Non esistono, infatti, due persone che si assomigliano né come personalità, né come situazione finanziaria. Un piano di investimento unico non potrebbe rappresentare le diverse situazioni individuali. E' necessario invece disegnare ogni piano di investimento sulle caratteristiche di ogni persona. L'insieme delle caratteristiche di chi investe - per quello che riguarda l'attività di investimento - compongono il "profilo dell'investitore".

Ci sono tre aspetti di base che compongono il profilo dell'investitore: 

  1. la tolleranza al rischio;
  2. gli obiettivi di investimento;
  3. l'orizzonte temporale.
La tolleranza al rischio. Il rischio è incertezza, è la possibilità che l'investimento non abbia i risultati sperati. Diversi tipi di investimento sono soggetti a diversi livelli di rischio. Il livello di rischio che si è in grado di sopportare è un elemento di grande importanza, e deve essere considerato prima di fare un qualsiasi investimento. Confrontarsi con rischi troppo elevati - con rischi superiori alle proprie capacità di sopportarli - può portare a risultati negativi. E' tipico il caso di chi, preso dal panico, vende dopo un crollo del mercato, realizzando magari forti perdite. Valutare adeguatamente la propria tolleranza al rischio è necessario per prevenire decisioni in momenti di panico, e abbandonare il proprio piano di investimento nel momento peggiore. 

Misurare la propria tolleranza al rischio finanziario
. L'approccio migliore è probabilmente quello di esaminare diversi scenari, e in particolare quello peggiore tra i diversi possibili - ad esempio, una perdita su un periodo di un anno - e chiedersi se si possa mantenere il piano di investimento nonostante tale perdita.

La tolleranza al rischio è considerata bassa, di solito, quando permette di sostenere perdite fino al 5%, su un periodo di un anno. Gli investitori con una moderata tolleranza per il rischio possono di solito sopportare perdite tra il 6% e il 15%; e gli investitori con un'alta tolleranza al rischio possono di solito sopportare perdite tra il 16% e il 25%.

Ai diversi livelli di rischio corrispondono diverse categorie di strumenti finanziari
. Gli strumenti di investimento sono caratterizzati da diversi livelli di rischio; e per questo, sono diversamente adatti alla specifica "tolleranza al rischio" di ogni investitore. Le prestazioni dei fondi monetari, dei certificati di deposito, e delle obbligazioni di breve periodo - tra gli altri -, rendono questi titoli adatti ad investitori con una bassa tolleranza al rischio: in media, possono perdere al massimo non più del 5% circa in un anno. I titoli adatti ad una tolleranza al rischio moderata - che possono perdere al massimo tra il 6% e il 15% all'anno - possono includere portafogli di obbligazioni di medio e lungo periodo; e portafogli di azioni con un comportamento simile: solitamente di aziende solide, in settori maturi, con utili costanti, e dividenti altrettanto costanti. Per chi ha una tolleranza al rischio alta, i titoli adatti potranno essere i portafogli a "crescita aggressiva", i portafogli di titoli di piccole imprese, e i portafogli di titoli di mercati emergenti.


Marco Delugan
marcodelugan@soldionline.it
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