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Cos’è l’orizzonte temporale

Uno dei concetti chiave per la gestione del proprio portafoglio

di Marco Delugan

L’orizzonte temporale di un investitore misura il massimo intervallo di tempo all’interno del quale l’investitore è in grado di non preoccuparsi delle oscillazioni di valore del proprio investimento. E’, quindi, un concetto più ampio della semplice disponibilità liquida. Che, in linea generale, rappresenta la misura massima dell’orizzonte temporale.

Vediamo un esempio. Supponiamo di disporre di un certo ammontare di liquidità da investire. Supponiamo inoltre che siamo in grado di stabilire con sicurezza che questa liquidità, che costituisce la parte più stabile dei nostri risparmi, non ci sarà necessaria per un lungo intervallo di tempo: 10 anni, ad esempio. Ebbene, dieci anni sono la misura del nostro orizzonte di disponibilità. Ma questo è il nostro orizzonte temporale? No, o perlomeno non ancora. 

Per definire il nostro orizzonte è necessario soprattutto sapere per quanto tempo siamo in grado di dormire tranquilli sapendo che i nostri risparmi sono investiti e senza avere la preoccupazione di verificare quale è il valore di mercato del nostro investimento. Supponiamo che alla fine del primo anno andiamo a verificare quale è il valore del portafoglio e riscontriamo una perdita potenziale pari al 10% del valore del suo valore. A questo punto un investitore può reagire in modi differenti, che sono di fatto spiegati proprio dalla misura dell’orizzonte temporale. C’è chi , in queste condizioni, non esiterebbe a liquidare il portafoglio per cambiare tipo di investimento passando a qualcosa di meno “rischioso”. Ebbene, questo investitore ha un orizzonte temporale che è al massimo pari ad un anno, e che è quindi molto differente rispetto alla misura dell’orizzonte di disponibilità.

Altri, nella stessa situazione, potrebbero rimandare però ogni decisione ad una nuova rivalutazione del portafoglio da effettuarsi più avanti nel tempo. Questi investitori avranno diversi orizzonti temporali, lunghi più o meno tanto quanto è l’intervallo di tempo che lasciano trascorrere fino alla prossima valutazione del portafoglio in base alla quale decideranno se cambiare il tipo di investimento.

Quando ci si riferisce alla valutazione del portafoglio e al cambiamento dell’investimento non ci si riferisce alla attività “ordinaria” di gestione del risparmio. Nell’attività ordinaria l’investitore infatti valuta periodicamente il valore dei propri investimenti e decide se vendere un titolo per acquistarne un altro che ha migliori prospettive. Questa è l’attività ordinaria. Invece, il tipo di decisione che consegue alle valutazioni di portafoglio e che definisce l’orizzonte temporale è una decisione più strutturale e riguarda il profilo generale del portafoglio, la sua rischiosità, e non tanto i singoli titoli di cui è composto. In pratica  l’orizzonte temporale è l’intervallo di tempo massimo per il quale riesco a  resistere senza fare una valorizzazione del portafoglio per decidere se sia il caso, qualora ci siano ampie oscillazioni di valore, di passare ad  un tipo di portafoglio meno rischioso.


Marco Delugan
marcodelugan@soldionline.it

Questo scritto è redatto a solo scopo informativo, può essere modificato in qualsiasi momento e NON può essere considerato sollecitazione al pubblico risparmio. Il sito web non garantisce la correttezza e non si assume la responsabilità in merito all’uso delle informazioni ivi riportate.
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